Bologna, in campo solo i nazionali

Giornata di riposo in casa Bologna ma non per i giocatori reduci dai rispettivi impegni con le nazionali. Mentre il gruppo ha beneficiato di 24 ore senza allenamento come deciso dall’allenatore Roberto Donadoni, gli altri giocatori che sono stati convocati dai loro ct sono invece scesi in campo per proseguire la loro preparazione a tre giorni dall’appuntamento con il posticipo di lunedì sera al Bentegodi contro l’Hellas Verona di Fabio Pecchia. Il gruppo al completo – come riporta il sito ufficiale della società rossoblù – si ritroverà nella giornata di domani, sabato, per una nuova seduta di allenamento a porte chiuse. Si avvicina così la prossima partita in calendario per il Bologna, momentaneamente al 12° posto in classifica con 14 punti conquistati.

Le probabili scelte di Donadoni

Dopo le tre sconfitte contro Lazio, Roma e Crotone i rossoblù vogliono rialzare la testa e tornare a vincere già nella partita contro i gialloblù. Per farlo, Donadoni pensa di schierare un 4-3-3 con il ritrovato Mirante in porta e davanti una linea formata da M’Baye, Helander, Gonzalez e Masina. A centrocampo i tre giocatori scelti dall’allenatore dovrebbero essere Poli, Pulgar e Donsah, mentre davanti Destro sarà la prima punta (e dovrà cercare di tornare al gol dopo molte settimane di digiuno); di fianco pronti Verdi e Palacio. Chi non ci sarà perché solo all’inizio del suo percorso riabilitativo dopo i problemi fisici accusati nelle scorse settimane è Federico Di Francesco; il giocatore è stato però protagonista fuori dal campo perché ai microfoni di Dugout ha risposto ad alcune domande riguardo alcuni momenti clou della sua seppur breve carriera. Queste le sue dichiarazioni.

Di Francesco ricorda i momenti clou della sua carriera

“La prima squadra che ho tifato è stato il Piacenza mentre ricordo che la prima partita vista è stata un Roma-Bologna in cui mio padre giocò e fece anche gol. Forse si tratta proprio di un segno del destino… Il primo gol l’ho segnato in un Cremonese-Pavia mentre da mio papà Eusebio ho imparato a fare il doppio passo. A Cremona è arrivato anche il primo cartellino rosso, ricordo era in una partita contro il Novara. Ho vinto il mio primo campionato regionale con la squadra del River Chieti in cui ho passato alcuni anni. L’idolo di una vita? Francesco Totti. Quando il Pescara mi scartò cinque anni fa fu una delusione per me, ricordo anche quando mi consigliarono di giocare sempre il più semplice possibile; ricordo che da piccolo era un po’ troppo solista. Sono cose a cui penso ancora oggi”.

Fonte: SkySport

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