Lega serie A, altra fumata nera: scelta presidente slitta ancora

MILANO – Slitta ancora l’elezione della governance della Lega Serie A. Dopo l’assemblea lasciata aperta lunedì, non sono bastate le trattative di ieri e altre tre ore di riunione oggi per sbloccare l’impasse. Secondo quanto filtra, i venti club hanno scartato per il momento l’ipotesi di un presidente pro tempore (Nicoletti?). Si ritroveranno giovedì 7 dicembre per un nuovo tentativo di eleggere presidente, ad, consiglieri di Lega e consiglieri federali. “Il clima è molto più disteso” e le società “hanno voglia di chiudere. Si arriverà il 7 ad una conclusione”. Lo dice il commissario straordinario, Carlo Tavecchio. “Oggi è diverso rispetto alle altre volte. Non è stata fatta altra considerazione se non quella sulla convergenza. Sono stati fatti passi avanti”. Ai cronisti che gli chiedono se le nomine del presidente, dell’ad, dei cinque consiglieri di Lega e dei due consiglieri federali saranno votate con la maggioranza qualificata dei 14 voti, Tavecchio ha risposto “certamente”. Da quanto si apprende i club vogliono eleggere con la maggioranza qualificata e non quella semplice (11 voti) visto l’importanza che la nuova governance avrà per il futuro della Lega Serie A. Niente quindi commissario ad acta, si prende tempo. “Io posso dare una mano-ha detto Malagò ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital-ma niente braccio di ferro. Anche percè il calcio è fondamentale ma c’è altro nella vita”.

Niente da fare quindi per Giuseppe Vegas, 66 anni, presidente Consob in scadenza, per quattro volte parlamentare di centrodestra, viceministro e sottosegretario dell’Economia nel governi Berlusconi. Il suo nome in assemblea è stato proposto lunedì, Vegas ha una vecchia amicizia con Claudio Lotito. La cosa singolare, semmai, è che lui non sia stato contattato. Vegas comunque aveva espresso il suo gradimento alla destinazione, ma nel frattempo molti club lo avevano già impallinato.

Serie A, Tavecchio: “Nuovi vertici Lega il 7 dicembre, ora il clima è più disteso” Fonte: Repubblica.it

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