Corbo: “Sarri non parla di mercato, ma le sue formazioni lo bocciano. Stasera fuori la verità sulle riserve”

Che strana partita, il Napoli la gioca in Olanda e Ucraina. A Rotterdam può solo vincere contro il Feyenoord, antico e astratto come può essere chi è a zero punti nell’ultimo turno del girone F di Champions. Per non precipitare in Europa League, il Napoli deve però attendere la vittoria del City sullo Shakhtar. Larga e lunga questa doppia sfida per gli azzurri, oltre a giocarsi virtualmente in due stadi che distano 2507 km e 31 ore di auto con ottime gomme da neve, non finisce qui. Termina domenica pomeriggio in serie A con la Fiorentina.
Tutto un anno in quattro giorni. Solo questa serie incrociata di vittorie può restituire la serenità al Napoli, coprendo le lesioni interne, purtroppo emerse venerdì sera. I tifosi sono amareggiati, ma composti e compatti intorno al Napoli. Un atteggiamento di rara maturità nel calcio. Lodevole anche il silenzio della società e dei giocatori che escono feriti di striscio dai proiettili di Sarri. Dire che il Napoli avrebbe tre punti in più ma 94 milioni in meno se non avesse perso Higuain è esercizio matematico corretto. Si può però immaginare la reazione emotiva di Mertens, quando ascolta in tv o legge che il suo allenatore rimpiange Higuain, trascurando il prodigio tattico attribuito proprio a Sarri. Il tigrotto belga ha segnato 28 gol l’anno scorso contro i 24 del bomber fuggito, elevando la considerazione professionale dell’allenatore capace di sopravvivere all’addio di un attaccante da 36 gol clonando Mertens nel suo 4-3-3.
La società poi si accorge senza reagire che le riserve sono state spinte ai margini, essendo meno affidabili di quattro titolari esausti. Hamsik, Callejòn, Mertens e Insigne si sono piegati come giunchi sulla battigia in una tempesta di mare. Devono essere proprio inadeguate alcune riserve molto costose (Diawara, Rog, Giaccherini, Ounas, Maksimovic, Tonelli) se solo Zielinski diventa stasera titolare al posto di Insigne fuori uso. Sembra quasi che i giocatori si dividano in due nuove categorie: chi conosce il gioco di Sarri e chi no. Una volta era tutto più semplice: giocatori o brocchi. Ecco perché arriva Marui Rui per una decina di milioni non ancora pronto dopo una lunga convalescenza.
Zielinski ha buone possibilità stasera: alto a sinistra (come l’ala tattica di buona memoria) dopo aver sofferto da mediano destro. Se il magazzino dei ricambi è così avaro come si difende la società? Chi compra male: De Laurentiis, Chiavelli, Giuntoli? Sarri non parla di mercato, ma le sue formazioni lo bocciano. Qual è la verità, e se fosse questa perché viene fuori dopo la sconfitta di venerdì? Sarri gira invece al largo: parla di colori delle maglie, di calendari delle partite, di intervalli corti tra campionato e Champions. Diverso il commento di due suoi colleghi. Il pungente Spalletti gli ha consigliato di lottare per il settimo posto. Offuscando l’immagine dell’allenatore che detta il miglior gioco d’Italia. Un vero amico, l’altro toscano Max Allegri. A mezzanotte ha parlato con Sarri a cuore aperto. Erano presenti alcuni steward, poi è arrivato anche Higuain . Questa più o meno la sintesi. Cominciò venerdì a mezzanotte la lunga riflessione di Sarri. Coraggio Maurizio, era suo il nuovo calcio. Lo è ancora? Avanti, Napoli è ancora con lui.

Antonio Corbo per Repubblica Napoli

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