Il momento è negativo: Sarri impari a gestire e ad accettare le critiche. I giudizi si possono dare anche dopo una partita

Sarri è senza dubbio un ottimo allenatore, lo dimostrano i risultati raggiunti in questi due anni e mezzo alla guida del Napoli: ha rivitalizzato una rosa depressa dopo il quinto posto della gestione Benitez, ha dato un gioco elogiato e decantato non solo in tutto il vecchio continente, ma nel mondo intero.
Ha sopperito alla pesante cessione del Pipita inventandosi (letteralmente) Mertens centravanti, raggiungendo record che resteranno nella storia del Napoli, ma che già quest’anno potranno essere ulteriore frantumati.
Chi scrive aveva caldeggiato l’arrivo di Sarri all’ombra del Vesuvio quando circolava con insistenza il nome di Mihajlovic per il post Benitez e accolse con un certo ottimismo il suo arrivo, anche se il suo curriculum non era di fatto esaltante. Ma avevo visto il suo Empoli continuare a “giocare a pallone” anche nelle ultime giornate, nonostante la salvezza già raggiunta (come non ricordare il 4-2 rifilato proprio al Napoli dello spagnolo, ancora in corsa per un posto in Champions)?

Ma come tutti gli esseri umani, non è infallibile: l’involuzione degli azzurri sia a livello di prestazioni che di risultati nell’ultimo mese è sotto gli occhi di tutti. Negarlo in conferenza stampa e snocciolare tutti i record da parte del mister è un esercizio deleterio: il Napoli da quando si è infortunato Ghoulam ha segnato su azione solo in due delle ultime sei gare giocate. Non ragionare su questo calo, chiudersi a riccio e continuare a snocciolare i record che questa squadra ha fatto (e a cui è stato dato ampio risalto), senza andare a fondo al problema, è l’inizio della fine.
Ieri si è perso contro un Feyenoord ridotto ai minimi termini ed in inferiorità numerica: Sarri ha ulteriormente giustificato la scialba prestazione di ieri affermando che la squadra si sia fatta condizionare dal risultato del City. Ma chi è che dovrebbe tenere le redini in tal senso? Quattro sconfitte su sei, il gol preso in inferiorità numerica da un Feyenoord senza stimoli che costa la prima fascia di sorteggio in Europa League. La mentalità vincente si costruisce curando i dettagli, se è vero come lo è che il Napoli si sia giocato la qualificazione agli ottavi facendo turnover nella gara in Ucraina, per preservare i titolari per la gara succesiva contro il Benevento. Altro che Guardiola e Manchester City.
Come è l’inizio della fine un certo tipo di comunicazione post partita, come quello avvenuto ieri sera tra il mister ed un giornalista che gli chiedeva del fallimento di un obiettivo stagionale (quello della qualificazione agli ottavi di Champion’s League) come confermato da questo virgolettato di De Laurentiis su La Gazzetta del 16 ottobre scorso

Altro punto dolente è questa dichiarazione di Sarri sulla gestione della rosa:

Il punto è questo: il Napoli non potrà mai avere riserve all’altezza di tutti i titolari, nessuna squadra al mondo li ha: la stessa Juve, definita a ragione come una super corazzata, ha fatto giocare Sturaro come terzino destro in ben 6 partite fin qui, Di Francesco spesso ha schierato Under e Gerson, Spalletti con l’Inter (che non ha le Coppe) ha promosso titolari nelle ultime partite Santon e Ranocchia, tanto per restare in casa nostra.
Dopo queste dichiarazioni, non possiamo pretendere che la società spenda e spanda sul mercato se, per esempio, lo stesso Rog quest’anno non ha giocato una partita da titolare, così come Giaccherini o Ounas. E dopo non meravigliamoci delle dichiarazioni dei vari Strinic e Zapata di turno: di questo passo tutte le riserve chiederanno la cessione….
Al mister facciamo un’ulteriore riflessione: a questo Hamsik non si possono risparmiare neanche dei minuti in una gara come quella di ieri sera? L’assenza di Ghoulam sul lato mancino ha accentuato ulteriore il suo NON RENDIMENTO, che si protrae ormai da inizio stagione. Sicuro che Zielinski possa fare così peggio dello slovacco?

Sarri non deve risentirsi delle critiche, che a torto o a ragione, gli si muovono: se ambisce ad ‘arricchirsi’  deve imparare a gestire anche le domande sgradite, le pressioni e le critiche. Allena un team che, grazie anche al suo lavoro, gioca la Champions ed è in piena corsa per lo scudetto: bisogna relazionarsi, con educazione e rispetto, con la stampa di tutto il mondo come fanno TUTTI i suoi colleghi.

P.S. Il giudizio si può anche dare partita per partita, o per periodi. Il giudizio sulla stagione deve attendere. Io resto ottimista e credo che possiamo raggiungere grandi vette a fine stagione. Ma quanto fatto nell’ultimo mese è negativo a prescindere da ciò.

Giuseppe Di Marzo

 

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