Kane, Alli ma non solo: cosa temere del Tottenham

I punti deboli

La giovane età media del Tottenham ha il suo rovescio della medaglia. Se da un lato è positivo perché lascia un ampio margine di crescita ai giocatori, sull’altro versante rischia di diventare un’arma a doppio taglio. Questa squadra non ha infatti l’esperienza che appartiene alle altre squadre qualificate agli ottavi, una situazione che la Juventus, finalista della competizione due volte negli ultimi tre anni, può sfruttare a proprio vantaggio. Sul campo invece la maggiore lacuna degli inglesi è rappresentata dalle corsie laterali di difesa. Con la cessione di Walker in estate si è perso un po’ di sicurezza e muscoli sul lato destro, con Davinson Sanchez non ancora integrato al meglio e Trippier ancora acerbo. A sinistra invece Rose pecca di continuità e concentrazione, mentre Davies non sembra in grado di dare garanzie. Carenza che Allegri può sfruttare con le sue ali, su cui ha concentrato il mercato estivo con gli acquisti di Douglas Costa e Bernardeschi. L’altro problema è poi rappresentato dalla mancanza di alternative. Non si parla di uomini, ma di organizzazione. Se le fonti di gioco sul fronte offensivo, ovvero Eriksen e Son, vengono ingabbiati dagli avversari, Kane e Alli hanno difficoltà a ricevere palloni giocabili. A quel punto la squadra di Pochettino non riesce mai a cambiare strategia, tentando qualche palla alta in più, ma spesso si intestardisce e innervosisce col passare dei minuti. In Italia forse nessuno come la Juve ha la capacità di bloccare le fonti di gioco avversarie e potrebbe essere questa la chiave per superare il turno.

Fonte: SkySport

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