
Ballardini-Genoa, atto III
La terza avventura di Ballardini al Genoa, già guidato alla salvezza nel 2010 e nel 2013 subentrando rispettivamente a Gasperini e Delneri, prese il via all’indomani del derby perso da Ivan Juric. I rossoblù occupavano il penultimo posto a braccetto con il Verona, 6 punti raccolti in 12 partite dall’allievo del Gasp esonerato per la seconda volta dopo il breve interregno di Mandorlini nella scorsa stagione. Tra spettri e mugugni l’aggiustatore romagnolo inizia una scalata esaltante: 0.5 la media punti del suo predecessore triplicata dal “Balla” (1.71 a partita), votato al 3-5-2 a differenza del collega. Dal baratro della classifica al rassicurante +9 sul Crotone terzultimo, 24 punti conquistati in 14 gare a stravolgere il destino del Grifone. Dal suo avvento il calendario archivia subito tre gare utili vincendo contro Crotone e Verona, dirette concorrenti intervallate dall’1-1 imposto alla Roma. Sorpreso a domicilio dall’Atalanta, Ballardini blinda la difesa per 4 turni uscendo indenne dalle trasferte contro Fiorentina e Torino superando inoltre Benevento e Sassuolo. Perin sulle orme di Da Pozzo, portiere imbattuto per 360’ come non accadeva dal Genoa targato 1963/64. Al doppio stop di misura contro Juventus e Udinese seguono tre vittorie di fila nel segno di Laxalt (decisivo contro Lazio e Chievo ai titoli di coda) e Pandev in gol da ex contro l’Inter, lui che ai ferri corti con la Lazio venne accantonato proprio dall’attuale allenatore. Contro i nerazzurri ecco l’unico trionfo a referto senza il minimo scarto, exploit seguito dalla sconfitta di Bologna e dal rinvio del match contro il Cagliari.
Fonte: SkySport
