Vázquez, Correa e Sarabia occupano la trequarti e per Matic è impossibile coprire lo spazio tra le linee. N’Zonzi trova facilmente Sarabia, ma l’attacco del Siviglia è senza sbocchi: nessuno occupa l’ampiezza e Muriel è fermo tra Bailly e Smalling.

Nemmeno il Siviglia, però, è riuscito ad essere pericoloso. Arrivata sulla trequarti, la manovra finiva in un vicolo cieco: Correa e Sarabia si accentravano e ricevevano la palla sui piedi, ma non trovavano la giocata per battere il diretto avversario, l’ampiezza non era occupata dai terzini – Mercado si spingeva raramente in avanti, Escudero preferiva sovrapporsi internamente occupando anche lui il centro – e la frequenza con cui Vázquez si abbassava per facilitare il possesso spingeva anche Muriel a contribuire alla manovra piuttosto che ad allungare la difesa. Il colombiano si è mosso poco in verticale e quelle poche volte lo ha fatto partendo dalla fascia, smarcandosi nello spazio lasciato dai terzini, soprattutto dal lato di Valencia, impegnato nella marcatura di Correa.

Quella di Montella era comunque la squadra migliore in campo: aveva le idee più chiare su come attaccare e dava l’impressione di difendere con meno affanni. D’altra parte lo United non è riuscito nemmeno a far valere il suo strapotere fisico occupando l’area e inondandola di cross, e ha finito per aprirsi in modo preoccupante su un paio di ripartenze del Siviglia. Lo sviluppo dell’azione portava Fellaini e Lingard in posizione avanzata, e con Matic a grande distanza, e gli andalusi avevano allora ampi margini per consolidare la riconquista della palla e ripartire.

Questo era il contesto della partita quando Montella ha mandato in campo Ben Yedder al posto di Muriel dopo 72 minuti. Il Siviglia aveva gestito con intelligenza la palla, ma era poco efficace negli ultimi 30 metri, lo United si rifiutava di costruire l’azione in maniera pulita, ma sembrava poter essere pericoloso ogni volta che attivava Lukaku.

Ben Yedder ci ha messo pochi secondi a mostrare la fragilità di questo equilibrio: è bastato infatti che completasse il puzzle aggiungendo profondità agli attacchi del Siviglia per smascherare la finta solidità difensiva della squadra di Mourinho. Ed è particolarmente significativo che il suo gol nasca da un prolungato possesso basso dello United, che non ha alcuna idea su come portare avanti il pallone. In un calcio sempre più fluido, in cui le diverse fasi di gioco sono sempre più interconnesse, non avere un piano elaborato su come attaccare significa, tra le altre cose, difendere male. La rigidità di Mourinho, in questo senso, sembra davvero fuori dal tempo.

Quindi, Ben Yedder è entrato da pochi secondi, lo United sta girando il pallone nella propria metà campo senza sapere bene come portarlo avanti, e a un certo punto Valencia prova a forzare la situazione passandolo a Sánchez. Il Siviglia, che da manuale del 4-4-2 accorcia sulla palla quando viene giocata sulla fascia, scala senza problemi sul proprio lato sinistro e con Escudero anticipa Sánchez e riconquista il possesso. Vázquez, che per tutta la partita era stato fondamentale nel ripulire i palloni in uscita dalla difesa, anticipa a sua volta Matic, protegge la palla e permette alla sua squadra di ripartire. La passa indietro a Banega, che non ha nessun avversario attorno e può guardare lo schieramento dello United aprirsi davanti a lui. L’argentino sceglie la soluzione più immediata ed efficace, una verticalizzazione su Sarabia che si era accentrato dalla fascia destra. Ben Yedder, rimasto al centro per tutto lo sviluppo dell’azione, nonostante l’uscita di Valencia avesse aperto un buco sulla fascia destra dello United, riesce a fare alla prima occasione ciò che non era riuscito a Muriel: scattare tra Bailly e Smalling, controllare l’assist di Sarabia e concludere all’angolino.

Fonte: SkySport

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