Mondiali 2026, la FIFA è a un bivio: ecco perché

Il primo Mondiale a 48 squadre non potrà essere come gli altri. La riforma di Gianni Infantino, presidente FIFA, è ormai realtà, con una competizione storica che si evolve e potrebbe addirittura vedersi organizzata, per la prima volta (nel 2026), in Nord Africa. Potrebbe, sì, perché ancora non c’è una decisione definitiva presa dalla Federazione internazionale. L’ufficialità del Paese ospitante la rassegna intercontinentale post Qatar, infatti, dovrebbe essere presa in occasione del congresso del 13 giugno, anche se c’è la possibilità che niente venga deciso. Due, al momento, le candidature ufficiali (ad agosto 2017) e rese note dal sito web della FIFA: oltre al Marocco (Nord Africa, appunto), ecco la proposta a tre di Stati Uniti, Canada e Messico. Una coppia di proposte che è in fase di esaminazione da parte del Bid Evaluation Task della Federazione, che ha specificato nel comunicato come non è scontato che la Nazione (o il gruppo di Nazioni) ospitante il Mondiale 2026 esca dall’attuale ventaglio di possibilità. Due, quindi, le strade possibili al 13 giugno: l’assegnazione della rassegna estiva a Marocco o Nord America, oppure l’apertura di una nuova fase di candidature, con il rinvio della decisione finale che, di conseguenza, slitterebbe a maggio 2020, stravolgendo così le carte in tavola.

I progetti al vaglio dell’Evaluation Task

Il Marocco ha fatto sapere di voler fare le cose in grande, annunciando pochi giorni fa una spesa vicina ai 16 miliardi di dollari per potenziarsi e arrivare a un livello elevato di strutture, permettendo così una realizzazione impeccabile di un progetto ambizioso. In cantiere, infatti, l’utilizzo di 12 stadi, di cui 5 già esistenti ma da modernizzare, cui andrebbero aggiunti 3 in fase di progettazione sulla scia del Grand Stade di Casablanca, che ha una capienza di 93 mila posti e verosimilmente lo stadio della ipotetica finale. Il progetto del terzetto Usa-Canada-Messico prevede invece la possibilità di usufruire di 23 città, di cui 4 in Canada e 3 in Messico. Almeno 16 impianti (cifra che sicuramente può avere un peso) sarebbero poi già pronti all’uso, con una capienza di almeno 68mila spettator l’uno. Insomma, due progetti importanti e la voglia di aggiudicarsi i prossimi Mondiali estivi, visto che l’edizione 2022 in Qatar sarà la prima storica in inverno.

Fonte: SkySport

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