
Contro il Girona, in Liga, il Real si schiera con il 4-4-2
La nuova vecchia Juventus
La Juventus ha ceduto due dei suoi titolari di Cardiff, Bonucci e Dani Alves, ma, nella campagna acquisti, ha concentrato principalmente i suoi sforzi nel rafforzamento del reparto offensivo, acquistando Douglas Costa e Bernardeschi, rimpolpando poi il centrocampo con Blaise Matuidi.
Poteva sembrare un’ulteriore svolta offensiva ma i troppi gol subiti nella prima parte del campionato, culminata con la sconfitta e i 3 gol subiti contro la Sampdoria, hanno però convinto Allegri a mettere in cima alle proprie preoccupazioni gli equilibri difensivi. Da allora la Juve ha inanellato 15 vittorie e 2 pareggi, subendo solo 2 gol, ininfluenti ai fini del risultato. La Juventus di questa stagione rimane quindi una squadra che preferisce la difesa posizionale, in cui eccelle, e che basa i suoi successi sull’equilibrio e lo sfruttamento tattico dei punti deboli avversari. Il modulo scelto pareva essere il 4-3-3, complice anche l’infortunio di Dybala, ma il rientro dell’argentino (4 gol in 6 partite dal rientro, tra cui quelli decisivi in trasferta contro Lazio e Tottenham) ha costretto Allegri a tornare al 4-2-3-1 e, come nell’ultima partita, al vecchio 3-5-2.
L’ultimo weekend di Serie A ha messo la Juventus nelle condizioni psicologiche ottimali per affrontare i quarti di finale contro il Real Madrid. La vittoria contro un ostico Milan, unita al passo falso del Napoli contro il Sassuolo, ha consentito ai bianconeri di distogliere il pensiero dal campionato per concentrarsi sulla Champions League.
La partita contro il Milan, e in generale gli ultimi match, hanno però lanciato messaggi contrastanti sullo stato di forma degli uomini di Allegri. La Juve ha mostrato difficoltà, partendo dal baricentro basso che sceglie per la propria difesa posizionale, a risalire il campo manovrando, soffrendo le diverse strategie di pressing avversarie. Contro squadre di alto livello come Tottenham e Milan, le difficoltà nella gestione del pallone si sono riflesse anche in fase puramente difensiva, costringendo i bianconeri, specie contro gli Spurs, a fasi troppo lunghe di difesa posizionale che, inevitabilmente, ha finito per mostrare qualche crepa.
La Juve ha superato le difficoltà affidandosi al talento dei suoi uomini migliori, che appaiono in ottime condizioni di forma. A questo punto della stagione l’apprendistato di Douglas Costa si può dire terminato. Il brasiliano è fondamentale per disordinare, coi suoi strappi, gli schieramenti difensivi avversari: contro il Tottenham, all’andata e al ritorno le sue accelerazioni hanno costretto al fallo da rigore Aurier e Verthongen, mentre nei 45 minuti concessigli di Allegri contro il Milan i suoi third pass hanno contribuito pesantemente ai due gol nel finale che hanno consentito ai bianconeri di vincere la partita. Dal rientro in squadra Dybala ha segnato gol pesanti e ripreso in mano il raccordo tra centrocampo e attacco e Higuain, contro il Tottenham, è risultato decisivo.
Il Real Madrid, fuori da tempo dalla corsa per la Liga, ha avuto la possibilità di far riposare nell’ultima partita di campionato contro il Las Palmas, 5 possibili titolari della partita di Torino: Carvajal, Sergio Ramos, Marcelo, Kroos e Cristiano Ronaldo. Senza troppe tensioni in campionato, a fare testo è la doppia sfida degli ottavi contro il PSG. All’andata, in controtendenza con le scelte più recenti, Zidane aveva riproposto il rombo a centrocampo con Isco e la formazione della seconda parte della passata stagione. Il Real non aveva giocato particolarmente bene e più volte il PSG rischiava di approfittare degli squilibri difensivi delle “merengues”.
Passato al 4-4-2, con Isco sostituito e Lucas Vasquez e Asensio sugli esterni, la squadra di Zidane è riuscita ancora a rinnovare l’epica della propria invincibilità in Champions League, a dispetto delle prestazioni non sempre ottimali, segnando 2 gol negli ultimi 6 minuti. A Parigi, complici le condizioni fisiche precarie di Modric e Kroos, Zidane aveva optato ancora per il 4-4-2, con Kovacic al fianco di Casemiro, superando con facilità un deludentissimo PSG. Quello che arriva a Torino è, insomma, un Madrid coi pregi e i difetti di questa stagione, incapace forse di controllare le partite e fragile difensivamente, ma in grado, in ogni momento di trovare la giusta connessione tra i suoi immensi talenti e, grazie a questo, ribaltare ogni piano tattico sfavorevole.
Affinità e divergenze tra Juve e Real Madrid
Come da tradizione, Juventus – Real Madrid si presenta ancora una volta come una sfida archetipica di attacco contro difesa. A scontarsi saranno il miglior attacco in termini statistici – insieme a quello del PSG – tra i maggiori campionati europei e una squadra che nelle ultime 16 partite di campionato ha subito solo 2 gol. I dati macroscopici descrivono le differenze tra le due squadra, non restituendo invece le similitudini, che pure esistono, tra Real Madrid e Juventus. Entrambe le squadre possiedono una grande fluidità e la capacità, sia tattica che mentale, di adattarsi alle necessità dei match e di riuscire a passare indenni da periodi di sofferenza all’interno delle partite. Sia Real che Juve possiedono inoltre una letale miscela di cinismo e talento tecnico individuale, capace di far vincere loro anche i confronti più duri. La resilienza delle due squadre sarà un tema importante dello scontro e contribuirà a rendere avvincenti le due partite.
Nelle doppie sfide di coppa la Juventus ha sempre cercato di creare il contesto tattico più consono alle sue caratteristiche e il più possibile scomodo per gli avversari. Dall’altro lato del campo il Real Madrid prova a gestire la partita per mezzo del pallone. Tuttavia i Blancos non riescono ad avere sempre il pieno controllo del match, e del resto non è neanche così necessario. In assenza di una sovrastruttura strategica complessa, il calcio dei madridisti fa pieno affidamento sull’interazione tecnica dei suoi interpreti e non ambisce a dominare strategicamente il confronto. In ogni momento il Real è in grado di girare a proprio favore il piano inclinato della partita, ribaltando ogni tendenza sfavorevole. Per questo, se i Blancos possono permettersi qualche pausa durante il match, per la Juventus sarà fondamentale mantenere per tutti i 180 minuti l’attenzione e la precisione tattica necessaria a conservare, il più possibile, la partita nei binari desiderati. I bianconeri dovranno poi essere estremamente precisi nell’approfittare degli spazi che il Real Madrid abitualmente concede ai suoi avversari.
Pur nell’estrema fluidità, è possibile ritrovare alcune costanti nel gioco del Real. Sia con il 4-3-1-2 che con il 4-3-3 o il 4-4-2, l’ampiezza in fase di possesso palla è garantita dai terzini Carvajal e Marcelo. Se con il rombo di centrocampo i terzini si alzano subito, con gli altri moduli la salita è ritardata e guidata dai tagli verso gli half-space degli esterni. In ogni caso, i centrocampisti supportano l’impostazione dell’azione, fornendo una soluzione sicura di passaggio abbassandosi ai fianchi dei centrali. Più avanti, il Real prova ad avanzare creando zone di superiorità tecnica e posizionale, utilizzando le tracce di Benzema verso l’esterno, i movimenti di Isco verso il pallone o degli esterni Asensio e Lucas Vázquez verso gli half-space, olter al palleggio di Kroos e Modric.
Fonte: Sky

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