Non dimenticatevi di Bruno Fernandes

Fernandes muove la sedia a destra e sinistra, nervoso, durante tutta l’intervista. Nel filmato si vede il suo gol all’esordio, che è anche un manifesto d’estetica. Fernandes è steso per terra in fuorigioco, si rialza per segnare di piatto e poi ricade per terra.

Alla fine dell’anno l’Udinese lo prenderà in comproprietà. In bianconero Bruno Fernandes gioca un’ottantina di partite e segna dieci gol ma non chiarisce mai del tutto i dubbi sul suo valore. A volte il contesto dei friulani sembrava potergli stare stretto, ad esempio quando ha segnato in rovesciata al Napoli, a porta vuota, come se anche il gesto più classicamente bello dovesse avere almeno un dettaglio di originalità. In quel periodo ha dichiarato di essere stato vicino alla Juventus. Altre volte Bruno Fernandes non sembrava neanche essere all’altezza della Serie A, così mediocre fisicamente, così assente dalle partite, così incollocabile per un calcio che fa volentieri a meno dei trequartisti.

Nell’estate del 2016 la Sampdoria lo prende in prestito con obbligo di riscatto fissato a 7 milioni di euro. Bruno Fernandes prende la numero dieci che era stata di Mancini, la indossa in modo quasi dimesso ma dice che gli piacciono le responsabilità. Non è chiaro se debba partire titolare nel ruolo di trequartista del 4-3-1-2 di Marco Giampaolo: davanti a lui in teoria ci sarebbero Ricky Alvarez, Dennis Praet e Filip Djuricic. Ma in breve tempo il portoghese si guadagna il posto da titolare: magari non ha la forza fisica e l’uso del corpo con cui oggi Gaston Ramirez effettua complicate ricezioni spalle alla porta sulla trequarti, ma Fernandes è un motorino che oscilla continuamente da destra a sinistra, smarcandosi per ricevere le palle in verticale di Torreira, creando superiorità numerica e dando ampiezza quando serve.

Alla Sampdoria Bruno Fernandes ha messo insieme 5 gol e 2 assist, collezionando un numero impressionante di sostituzioni. Il Portoghese ha giocato per 90 minuti solo in 2 delle 34 presenze totali, un po’ per il modo un po’ consumistico con cui Giampaolo usa i trequartisti, e un po’ perché dietro di lui c’erano comunque giocatori più determinanti (Schick) o migliori per assicurare il controllo sulle partite (Praet). La sua stagione è stata generalmente positiva, ma comunque non abbastanza da fugare del tutto i dubbi sul suo valore. Bruno Fernandes non sembrava adatto a una squadra di livello più alto e persino la Sampdoria poteva pensare di migliorare con un altro trequartista.

Bruno Fernandes così è stato ceduto in estate allo Sporting Lisbona per 9 milioni di euro: una plusvalenza modesta per i blucerchiati, ma impressionante se pensiamo che era arrivato in Italia cinque anni prima per trenta mila euro. È stato il secondo trasferimento più oneroso della storia dello Sporting Lisbona, per riportare a casa un talento che in patria non ha certo un grande pedigree calcistico, nonostante avesse giocato, proprio la scorsa estate, gli Europei U-21 da titolare, indossando la maglia numero 10 del Portogallo.

Vertigem Vertical

Lo Sporting Lisbona ha fissato sul contratto di Bruno Fernandes una clausola da 100 milioni di euro che fa sorridere a leggerla da qui, soprattutto per chi ha maledetto i milioni che aveva speso per lui all’asta del Fantacalcio. Bruno Fernandes per anni in Serie A ha distorto la nostra idea di fantasista tutto leggerezza ed armonia. Con i denti sporgenti, le spalle strette e i capelli sempre disordinati, Bruno Fernandes ha un’aria troppo stravagante per rimandare alla nostra idea manierista di fantasista. Nonostante indichi Rui Costa come suo idolo calcistico, non riesce a esercitare quel controllo sulle partite che di solito associamo ai numeri dieci lusitani, nel nostro immaginario maestri della gestione ipnotica dei tempi di gioco.

Bruno Fernandes è un trequartista verticale, che non migliora il controllo del gioco per le sue squadre. Brilla per la sua modernità non solo rispetto alla nostra idea classica di fantasista portoghese, ma anche rispetto ai colleghi più contemporanei. Non ha il talento associativo di Joao Mario, che anche nei suoi peggiori difetti – l’avversione per la porta avversaria – rispecchia la raffinata visione del calcio lusitana. Non ha ovviamente l’arte elusiva e dirigistica di Joao Moutinho, né il controllo palla al velcro di Bernardo Silva.

Eppure Bruno Fernandes sta avendo una stagione migliore di tutti i giocatori citati finora. Ha già segnato 13 gol e realizzato 9 assist, fra Champions League, Europa League e campionato portoghese. Sono numeri per certi versi normali, per un giocatore con uno stile di gioco molto produttivo. La sua dote migliore è una rapidità, di pensiero e d’esecuzione con cui riesce a dare improvvisi strappi alla partita. Non è un regista ma una specie di attaccante ombra, che sfrutta gli spazi che si aprono centralmente per concludere, da dentro o da fuori l’area di rigore.

L’originalità del talento di Bruno Fernandes sta nella sua capacità di visualizzare all’improvviso giocate estemporanee, con un istinto verticale per il gioco che viene sublimato nel sistema dello Sporting Lisbona. Non è un caso che un giocatore così anti-convenzionale in patria, sia stato scelto dall’allenatore che più si è distaccato dai canoni tradizionali del calcio portoghese, cioè Jorge Jesus. Anche quando è passato dal Benfica allo Sporting Lisbona, il tecnico ha conservato la sua idea di calcio definita da Villas-Boas qualche anno fa “Vertigine verticale”.

Lo Sporting Lisbona gioca una fase di pressing aggressiva, con una difesa alta e i reparti stretti, e quando riconquista il pallone i trequartisti provano la verticalizzazione immediata. Bruno Fernandes sceglie sempre bene gli angoli di pressing e marca gli avversari con una grande intensità. Quando ha il pallone fra i piedi sembra se ne voglia subito liberare: gioca a pochissimi tocchi, non è mai, davvero mai, conservativo nelle sue scelte, anche a costo di perdere palla. Perde più di 2 palloni ogni 90 minuti e passa la palla con appena il 75% di precisione. Ma è il prezzo da pagare per la sua produttività offensiva.

Fonte: SkySport

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