
Raccontata cosi, non ci sarebbe partita: Torino batterebbe Napoli senza dubbio ma attenzione al contropiede nel cuore di Zambro. “C’è un piccolo dettaglio: mia moglie è napoletana. Amo il Vomero, il suo quartiere. Andiamo spesso ad Ischia, dove abita sua sorella. Mi piace tutto di Napoli, l’atmosfera, il cibo: quando vado dai parenti di Valentina devo stare attento a sedermi a tavola perché sua madre mi friggerebbe pure la mano”, ride Zambrotta, sapendo di aver farto un complimento alla cucina saporita della suocera. “E poi adoro la capacità che ha la gente di trasmetterti calore. Ogni volta che vado lì riesco a dare il valore reale all’impresa del 2006: quell’Italia ha trasmesso gioia, e li’ non smettono di ricordarmelo”. Una gioia contagiosa, quella napoletana, senza possibilità di vaccino: “Il risultato è che se a mio figlio Riccardo, di sei anni, chiedi per quale squadra tifa, lui risponde Napoli”. La meravigliosa beffa di chi ha giocato e vinto con Juventus, Milan e Barcellona. Ma anche l’esempio, persino il migliore, non può far nulla davanti alla passione.
Fonte: SkySport

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