Diritti tv: Lega di A verso risoluzione contratto con Mediapro. Brunelli nuovo ad?

ROMA –  Diritti tv e governance, una giornata-chiave per il calcio italiano in Lega. Ma anche una giornata che si annuncia ricca di tensioni. Le società vanno verso la risoluzione del contratto con Mediapro, non accettando le soluzioni prospettate dagli spagnoli. Finito il tempo della parole e visto che difficilmente sarà portata sul tavolo della Lega la fidejussione, la soluzione più probabile sarà la risoluzione del contratto e probabilmente altri strascichi in tribunale. I diritti torneranno in capo alla Lega che, a trattativa privata, può chiudere con Sky e Perform (totale 950 milioni): i presidenti ci rimetterebbero carta poco meno di cento milioni che in parte potrebberoi essere compensati con l’acquisto delle library di tutte le società. Infront e Di siervo, quando si tireranno le somme, porteranno comunque in cassa molto di più rispetto al passato. Da capire quale sarà la reazione degli spagnoli che si annuncia durissima.

Altro passaggio decisivo, quella della governance. Il commissario Giovanni Malagò, nei giorni scorsi, ha lavorato moltissimo al telefono e con incontri riservati. Prima di partire per Milano, ha detto: “Mi aspetto che ci sia la maggiore condivisione nelle scelte da fare e che si vada compatti e non ci si divida anche per ciò che riguarda i diritti tv”. Evidentemente i suoi incontri lo avevano rassicurato sul risultato delle proposte che oggi porterà all’assemblea. I quattro consiglieri di Lega dovrebbero essere appannaggio di Roma, Napoli, Fiorentina, Atalanta. Se il club viola farà un passo indietro tocca al Milan di Fassone. Due i consiglieri federali: sembrano blindatissimi Lotito e Marotta. Più complicata la pratica ad, con tre scenari possibili.  Malagò ieri suggeriva una riforma dello statuto: avrebbe voluto far votare l’ad dal consiglio di Lega e non dall’assemblea magari rinviando a settembre l’elezione scegliendo tra una rosa di tre nomi. Seconda ipotesi è quella di allargare il consiglio di Lega a più squadre, ora sono 6, delegando a Miccicihè il compito di scegliere i candidati ad. Malagò vorrebbe il cambio di statuto per “accontentare” più presidenti possibili. La terza ipotesi è, se i tempi lo permetteranno, chiudere stasera  anche per l’amministratore delegato. Inj quesato caso dovrebbe essere scelto Marco Brunelli, che come dg della Lega ha lavorato per molti anni, apprezzato da tutti, anche in campo internazionale.

Una nomina caldeggiata anche dal presidente designato Gaetano Micciché, sul cui ruolo, secondo l’agenzia Adnkronos, ci sarebbero perplessità da parte di alcuni club in merito alla modalità di elezione. Micciché chiede un ruolo attivo in lega, non da taglianastri e aveva già manifestato la sua preoccupazione per la mancata governance che limita il suo raggio di azione già il 7 maggio in occasione dell’assemblea di Roma. Di fronte a questa soluzione tramontano così le ipotesi che portavano a Paolo Dal Pino, favorito come ad e che aveva già riscosso il sì da più di 15 società. Ma il gradimento dei club non è bastato a convincere Malagò. Fuori anche il banchiere Marzio Perrelli.
Questo lo scenario all’ingresso dell’assemblea in via Rosellini, ma saranno poi tutti d’accordo ad accettare queste strategie del commissario o ci sarà battaglia?

Fonte: Repubblica.it

Commenti

Questo articolo è stato letto 227 volte