Carlo ANCELOTTI si presenta: sono a Napoili per vincere, non per pettinare le bambole

published at 14:05 in COPERTINA, IN EVIDENZA, NEWS
Carlo ANCELOTTI si presenta: sono a Napoili per vincere, non per pettinare le bambole

Parole chiare e da tecnico vincente per la prima conferenza stampa di Carlo Ancelotti da allenatore del Napoli: “Perché ho scelto Napoli? I motivi sono tanti. Il Napoli ha creduto nelle mie capacità, poi avevo voglia di tornare in italia e terzo: qui c’è un progetto interessante ed una società che ha voglia di crescere e migliorare. Tecnicamente una squadra che mi soddisfa per quello che ho visto in questi anni. Ha mostrato una filosofia di gioco interessante, vicina alle mie idee. E’ una sfida per me e l’obiettivo è sempre quello: rendere competitiva la squadra in tutte le competizioni più a lungo possibile. Se siamo dentro le tre competizioni a marzo-aprile sarà una buona cosa, poi si vedrà cosa succederà alla fine. Cristiano Ronaldo? Beh, è un giocatore tra i migliori al mondo. Certamente il calcio italiano trae grande vantaggio e casualmente arrivo nell’anno in cui torna anche Ronaldo: ne trae vantaggio la Juve ma anche gli altri perché sarà una motivazione in più per fare bene.

Difficoltà o vantaggio avere una fisionomia di gioco già definita? E’ un vantaggio, lo stile mi è piaciuto molto, non sono qui per cancellare ciò che è stato fatto e che è stato importante per i giocatori. Stile e filosofia resteranno gli stessi, poi ho le mie idee. Telefonate per convincere qualche top player? La stampa parla di top player ma è importante mantenere la squadra così com’è e l’ho chiesto subito al presidente. I top player sono i giocatori per noi più bravi, non quelli che guadagnano di più. Io ho guardato molto le nuove leve e insieme alla società pensiamo di aver trovarlo i profili giusti. Mertens? Non credo possa fare l’ala, ma può giocare tra le linee senza problemi. E’ un attaccante completo, da prima punta ero perplesso ma poi ha fatto 30 gol. Può giocare da punta, dietro la punta, poi come esterno ma non da ala perché come Insigne gioca bene tra le linee e va sfruttato lì.

Primo allenatore a vivere in città? Napoli è bella. Il panorama è magnifico, vivo in città volentieri. Che gruppo mi aspetto? Ho preso informazioni, sapevo che è un gruppo sano, ci sono molti giovani ricettivi, altri esperti che possono aiutarci nella conoscenza e nella costruzione di un gruppo motivato, altruista. Non credo che avrò problemi.

I nuovi arrivati? Meret è un talento. Tecnicamente molto forte. Karnezis è esperto, lo aiuterà a crescere. Inglese ha fatto molto bene col Chievo e Fabian Ruiz è un giovane già formato, non può giocare davanti alla difesa ma gioca pure centro-destra essendo mancino. Verdi come Mertens è bravo a giocare nella trequarti, da quel punto di vista ho varie possibilità perché poi c’è anche Callejon che è formidabile. Potrò variare l’atteggiamento tattico, sicuramente. Cosa manca? Siamo alla ricerca di un laterale destro, come sapete, poi dobbiamo valutare Ghoulam ma ci sono abbastanza certezze perché il periodo di recupero è corto. Per il resto Albiol ha scelto di restare, Chiriches sta già abbastanza bene e poi c’è Tonelli, oltre a Luperto che ha fatto molto bene l’anno scorso e lo stiamo valutando”.

“Cristiano Ronaldo? E’ stato scritto che ho parlato con lui, Benzema, Di Maria, Cavani, David Luiz. Ma io ho parlato solo con Giuntoli e ADL, ho stima ed affetto per tanti giocatori, ma questa è un’altra esperienza e si parla sempre col club delle soluzioni migliori. Non ho mai imposto giocatori e mai lo farò. Ogni club ha le sue possibilità e sono qui perché tecnicamente ho visto una squadra molto competitiva“.

Come si può migliorare la squadra? Questo gruppo ha fatto 91 punti l’ultima stagione, un campionato straordinario, ma si può vincere pure a 85, non è detto… Margini di crescita ci sono? E’ una squadra che è già cresciuta, in Italia è stata al top. Parlerei più che altro di continuità, poi dove si può migliorare aiuterò con la mia esperienza e conoscenza. L’obiettivo è di fare almeno gli ottavi di Champions? Certo, è uno degli obiettivi.

Ha preferito il progetto del Napoli alla Nazionale? Ci ho parlato, ma il mio desiderio era di continuare con una squadra di club. Mi diverto ogni giorno sul campo ad allenare e parlare con i giocatori.

Come si fa felice De Laurentiis? La felicità si raggiunge insieme, per un tecnico per me è fondamentale il rapporto col club e poi da questo è favorito anche il rapporto con la squadra. Richieste? L’ambizione di far bene, richieste comuni“.

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