Perisic-Mandzukic, c’è l’Italia nel trionfo croato

Perisic e Mandzukic, due facce “cattive” da far paura. Il primo sorride qualche volta in più, ma entrambi svolgono il loro compito al meglio: aiutano la squadra e fanno gol. Due uomini che porteresti in guerra ovunque perché sai che forse perderai, ma sicuramente lotteranno per te fino allo stremo. È quel carattere che accomuna la maggior parte di quel popolo ed è lo stesso che permette alla Croazia di costruirsi il percorso verso la finale. Un girone perfetto, inclusa la strepitosa prova contro l’Argentina, e poi quelle tre partite successive da cuori impavidi, tutte arrivate oltre i tempi regolamentari. Il successo ai rigori contro la Danimarca agli ottavi, quello seguente ai danni della Russia – sempre dagli 11 metri – e poi il trionfo sull’Inghilterra. Contro la Nazionale dei Tre Leoni l’ennesima rimonta, la quarta consecutiva, che porta i ragazzi di Dalic lì dove nessuno dei predecessori connazionali era mai riuscito ad arrivare. 90 minuti in più che potrebbero pesare in ottica finale, ma che al momento allungano solo il momento di godimento. La serie di ribaltamenti comincia dal match conclusivo della prima fase, contro l’Islanda, dove il punto esclamativo sulla vittoria lo mette a segno proprio Perisic, già protagonista positivo in avvio di Mondiale. Nei quarti con i padroni di casa invece, l’interista sbatte su un clamoroso palo nella ripresa, a punteggio già fissato sull’1-1. Una rete che poteva anticipare la qualificazione della sua Croazia, un urlo in gola strozzato come successo contro l’Inghilterra. Questa volta il suo timbro l’ha già messo quattro minuti prima, quando in spaccata ha anticipato Walker e regalato il pari ai suoi. Il cross gliel’ha fornito Vrsaljko, un altro passato per l’Italia e che in Serie A potrebbe tornarci presto, magari proprio da compagno del nerazzurro o al Napoli. Il gol di Perisic però non è il coronamento della sua grande prova. È solo il primo passo di una travolgente onda che si abbatte sugli uomini di Southgate. La velocità è quella del doppio passo con cui lascia sul posto la difesa e incrocia col suo mancino, trovando ancora un maledetto legno a dirgli di no.

Fonte: SkySport

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