
La Nazionale Argentina, tra le 32 presenti al Mondiale, è probabilmente quella ad aver deluso di più. Un girone cominciato tutto in salita, con il pareggio con l’Islanda e il netto ko per mano della Croazia, una qualificazione acciuffata per un pelo contro la Nigeria e infine il poker subito agli ottavi di finale dalla Francia che ha segnato definitivamente l’uscita di scena dell’Albiceleste. Un fallimento sportivo a tutto tondo, ma i cui segnali si erano avvertiti già nei mesi precedenti all’inizio del torneo in Russia. I primi scricchiolii all’interno dello spogliatoio argentino si erano infatti registrati a marzo durante la sosta per le Nazionali, quando la Seleccion aveva affrontato prima l’Italia, battuta 2-0, e poi incassato una travolgente sconfitta per 6-1 dalla Spagna. Nella sfida contro le Furie Rosse Messi non era sceso in campo per un problema fisico, ma si era reso ‘partecipe’ della debacle ed era andato nel tunnel dello stadio per andare a incoraggiare i suoi compagni, soprattutto in vista della successiva Coppa del Mondo. Alla vigilia del match contro gli azzurri invece la Pulga, come rivelato dal quotidiano sudamericano Clarin, aveva avuto qualche problema con Sebastian Beccacece, uno degli assistenti di Sampaoli. Una figura non vista troppo di buon occhio da parte dell’AFA, la Federazione Argentina, perché ritenuta eccessivamente coinvolta nel progetto e nelle decisioni importanti. Insomma un uomo incapace di delimitare i propri spazi, tanto che si era pensato alla possibilità di affiancargli nello staff tecnico un altro personaggio di spicco in terra sudamericana, Pablo Aimar. Una figura approvata dai calciatori, ma il cui inserimento a disposizione del Ct era poi sfumato per evitare dissidi all’interno dello staff tecnico e per decisione dello stesso Payaso.
L’eccessiva passione a volte è un fattore che si può rivoltare contro e dare sfogo agli aspetti negativi. La grande forza comunicativa di Beccacece, ad esempio, non era stata ben accolta da Messi. Durante una seduta di allenamento, l’assistente 37enne, si era avvicinato all’attaccante del Barcellona per correggerlo su una situazione di gioco e, poggiandogli una mano sulla spalla, gli aveva detto: “Leo, così no. Dovresti farti vedere sull’altro lato”. A infastidire il cinque volte Pallone d’oro non era stato il rimprovero, ma il gesto della mano, tanto che dopo un po’ si era avvicinato al commissario tecnico chiedendogli di non permettere più che una situazione del genere si ripetesse.
Fonte: Sky

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