Impatto da ‘veterano’, la prima del giovane Justin

20 minuti. Tanto è bastato a Justin Kluivert per strappare i primi applausi in Serie A. E poco importa poi se gran parte dello stadio era occupata dai tifosi granata perché, per far innamorare quelli dell’Olimpico, avrà ancora tanto tempo. Intanto ha mostrato i primi lampi della sua classe e, soprattutto, ha contribuito a regalare il primo successo stagionale alla Roma. Mica male per un classe ’99 arrivato nella capitale con l’etichetta dell’enfant prodige e con il peso di un cognome difficile da scrollarsi di dosso visti i bei ricordi lasciati dal papà Patrick in giro per l’Europa. Il momento in cui è entrato in campo era di quelli delicati: punteggio sullo 0-0, la squadra di Di Francesco bloccata e alla ricerca della svolta per portare a casa i tre punti. A impartirgli gli ordini l’allenatore abruzzese, a renderli comprensibili l’improvvisato traduttore Karsdorp. E invece l’impatto dell’olandese è stato imponente, da veterano, quasi un paradosso per un calciatore al debutto nel grande calcio. Grande personalità nel farsi dare il pallone e puntare costantemente l’uomo. Se a questo poi ci si aggiunge la sua velocità, marchio di fabbrica del talento cristallino ex Ajax, tutto diventa più facile. Per lui e per la Roma che inizia a goderselo prima del previsto, ma che eccessive responsabilità ancora non ne vuole dare. Meglio andare con i piedi per terra, nonostante alla rapidità il giovane Justin ci ha abbinato anche una certa genialità, come la palla ‘con gli occhi dietro’ servita appena entrato a Pastore, a tu per tu con Sirigu, e poi vanificata dal Flaco sul recupero di Baselli. L’altezza non è da gigante, ma ciò non basta a demotivarlo anche sui contrasti aerei e a provare a lasciare la sua prima firma con un colpo di testa, neutralizzato dal portiere di casa.

Fonte: SkySport

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