Liga, tetti salariali: Barca primo, Real secondo

Real e Barca, le due giganti di Spagna. In campo e fuori. Dai trionfi ai conti, dalle coppe ai soldi. Potenze calcistiche ma non solo, perché parliamo anche di due realtà economiche nettamente superiori rispetto alle rivali. La conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, arriva direttamente dalla Liga, che ha ufficializzato per la stagione in corso i limiti di spesa salariale di tutte le 20 squadre che ne fanno parte. Di cosa stiamo parlando? Dell’importo massimo che ogni squadra può spendere quest’anno in termini di costi per le diverse sezioni da cui è composta: stipendi, previdenza sociale, premi collettivi, costi di acquisizione e ammortamenti. Parliamo, dunque, non della totalità delle spese che un club deve fronteggiare, ma comunque della gran parte.

LA CLASSIFICA

Beh, i primi due posti di questa particolare classifica non rappresentano una novità. La curiosità sta nel capire chi, fra Barcellona e Real Madrid, occupa la prima posizione. Ad aggiudicarsela è il club blaugrana, il cui tetto salariale ammonta a 632,9 milioni. Dietro, appunto, i Blancos, che si fermano a 566,5. Subito dietro quindi, ma in fin dei conti non troppo vicino. 66,5 milioni di differenza, una cifra dietro la quale non mancano le motivazioni. Prima, però, il resto della classifica: la terza forza è l’Atletico Madrid, che però guarda da lontanissimo e si ferma a 293 milioni, meno della metà rispetto al Barcellona. Ancora più distaccate le altre, dal Valencia e dal Siviglia fino al Valladolid, ultimissimo a quota 23,8.

I MOTIVI

Fra Barcellona e Real c’è differenza, dunque. Sorprendente, se vogliamo, perché il club di Florentino Perez ha lasciato partire in estate Cristiano Ronaldo con tutti i guadagni che tale cessione comporta. Ma ci sono dei motivi, abbiamo detto. Quali? Sostanzialmente tre. Il primo riguarda proprio le maggiori entrate presentate dai blaugrana. Ciò è dovuto in primis al nuovo accordo con la Nike e la sponsorizzazione della maglia e di altre attrezzature che ne hanno potenziato i conti in modo consistente. A questo si aggiungono anche le cessioni di Paulinho, Digne, Mina, Aleix Vidal, Deulofeu, André Gomes e l’addio di Iniesta e, di conseguenza, lo sgravo stipendiale dovuto al venire meno del suo contratto piuttosto pesante. Non bisogna dimenticarsi, inoltre, della cessione record di Neymar, che due anni fa ha portato nelle casse blaugrana una pioggia d’oro. Secondo aspetto da considerare: i costi del personale comprendono tutte le sezioni sportive. Nel caso del Barcellona bisogna considerare la squadra di basket, il futsal e il calcio femminile per un totale di 15 milioni circa. Per il Real Madrid, con meno sezioni, questa spesa è invece inferiore. Terzo aspetto: il Real Madrid ha stanziato parte dei 105 milioni ricavati dalla cessione di Ronaldo (45 milioni) per spese future, come ad esempio la costruzione del nuovo Bernabeu.

Fonte: Sky

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