Luci e ombre della Germania di Löw

I sortilegi di Andersson: per i tedeschi l’area di rigore sembra inaccessibile, gli svedesi in proporzione ci entrano con relativa facilità.

Prima della partita, Forsberg aveva dichiarato di sposare l’impronta ostinatamente attendista («dovremo essere difensivamente compatti – le nostre occasioni le raccoglieremo strada facendo»), e già che c’era si era preso il disturbo di lanciare qualche messaggio destabilizzante in direzione della spedizione tedesca («abbiamo visto contro il Messico che non sono invincibili, vediamo, la pressione è tutta su di loro»). La Svezia sa come rendersi frustrante, e aveva già eliminato Olanda e Italia in questo modo: prosciugandone le energie fisiche e nervose, convincendole che la porta fosse un miraggio dovuto allo sforzo, un ricordo di vite passate. È andata a una manciata di secondi dal riuscirci ancora, questa volta contro i campioni del mondo in carica.

Sarebbe stata la terza eliminazione consecutiva della squadra campione del mondo nel primo turno dei Mondiali, la quarta nelle ultime cinque edizioni. A posteriori non sarebbe parso così assurdo, perché della squadra a fine ciclo la Germania stava mostrando tutti i sintomi: il possesso circolare che non trovava sbocchi, le incomprensioni in campo (come l’errore di Kroos in occasione del gol di Toivonen), gli eccessi di foga (come l’entrataccia di Boateng a dieci minuti dalla fine che ha lasciato la Germania in 10), e gli errori drammatici sotto porta (come quello di Mario Gómez, arrivato a colpire il pallone di testa da solo a centro area dopo un altro cross geniale di Kroos). La strategia tedesca, con l’occupazione degli spazi di mezzo e dell’ampiezza per arrivare al cross con un’area molto piena, aveva generato grande pressione sulla Svezia, e un controllo pressoché totale del pallone e degli spazi, ma in un certo senso aveva fatto anche il gioco della Svezia, capace di ripiegare fin dentro l’area piccola per difendere un risultato che sarebbe stato incredibile e che gli avrebbe garantito un pezzo di qualificazione. 

I momenti immediatamente precedenti alla perla di Kroos aiutano a cogliere l’atmosfera caotica in cui si stavano giocando: il fallo da cui è generata la punizione se l’era procurato Werner, che si era riciclato ala sinistra di strappi e isolamenti perché al centro Gómez occupava lo spazio al centro staticamente, coprendo così la scelta divisiva di Löw che aveva tolto un posto nelle convocazione a Sané, micidiale ala sinistra di strappi e isolamenti. In campo, sempre su quel lato, c’era anche Brandt, altra ala sinistra in grado di strappare, perché non si è mai abbastanza per provare a creare superiorità contro la Svezia che si difende.

La Svezia poteva risparmiarsi un fallo così chiaro e così vicino all’area, motivo per cui Durmaz nelle ultime ore è stato oggetto di messaggi di odio e razzismo riversati sul suo profilo Instagram, ma poteva addirittura chiudere il discorso qualificazione qualche secondo prima, quando in possesso del pallone e nella metà campo tedesca Guidetti avesse deciso di conservare la palla e aspettare l’inserimento di Forsberg, invece di calciare debolmente tra le braccia di Neuer. Fatalmente, proprio i due giocatori mandati in campo da Andersson a partita in corso hanno impedito alla Svezia di vincere la partita, ma è stato il giocatore più forte in campo a consegnarla nelle mani della Germania.

Nel calcio non va sempre così, capita che i giocatori migliori deludano nelle occasioni decisive, ma in questo Mondiale – eccezion fatta per le prime due tremende partite di Messi – sta andando spesso così. E la Germania, con tutti i suoi problemi, ha uno dei giocatori migliori in assoluto di questo Mondiale. Nel momento decisivo, quando la strategia conservativa della Svezia sembrava avere la meglio, la Germania ci ha tenuto a ricordare al mondo intero quante soluzioni ha a disposizione, e quanto creda in ognuna di esse, anche in confusione, anche a un secondo dalla fine. Perché c’è più di una ragione se al centro della maglia bianca hanno quello stemma dorato con sopra disegnata la Coppa del Mondo.

Fonte: SkySport

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