Pogba-Mourinho: i motivi delle divergenze

Giochi di potere. Ma il club è con Mou

Ed Woodward, vicepresidente esecutivo dello Utd, sa che in queste occasioni non può che sostenere il proprio manager. In caso contrario, succederebbe il finimondo. Il club ha inquadrato Mourinho fin da subito come manager che avrebbe dovuto riportare i titoli all’Old Trafford e, anche se finora i risultati non hanno assecondato le aspettative, il ‘potere’ deve essere sempre e comunque nelle mani di Mou. Anche diversi tifosi dei Red Devils stanno supportando in toto le scelte del portoghese: si sarebbero aspettati di più da Paul Pogba. Molto, molto di più. E ora iniziano ad essere un po’ stufi degli atteggiamenti del francese. Hanno visto più tagli di capelli eccentrici e storie su Instagram da parte dell’ex Juve che partite decise in campo. Il problema è che la proprietà americana ambiva a ricostruire un Man Utd vincente proprio attorno a Paul Pogba, che ora invece rischia di rimanere fuori anche in occasione della prossima partita di Premier contro il West Ham. Inoltre, Mourinho stesso sembra essersi seccato della situazione venutasi a creare. In realtà i propri malumori il portoghese li aveva già palesati in estate di fronte a un mercato – a suo dire – al di sotto delle aspettative. Le dichiarazioni post ko contro il Derby County quando ha affermato di “sentirsi nei guai” nel momento in cui Bailly e Jones si accingevano a calciare il rigore, potrebbero essere un’altra prova di ciò visto che lo ‘Special One’ è un maestro nella comunicazione e difficilmente parla a caso. Non è un segreto che avrebbe sicuramente voluto un top player in difesa. Si era parlato tanto di Harry Maguire del Leicester ma lo Utd non era convinto fino in fondo che valesse davvero quanto richiesto dalle Foxes. Certamente i Red Devils avrebbero potuto mettere a segno un ingaggio record per Raphael Varane dal Real Madrid se ce ne fosse stata la possibilità, ma Florentino Perez non ha ceduto minimamente ponendo il veto riguardo la cessione del difensore francese. Da lì la tensione di Mou sarebbe aumentata a dismisura, con Ed Woodward che, per mettere nuovamente mano al portafoglio per un difensore, avrebbe prima voluto vendere uno tra Bailly e Lindelof, fortemente voluti in passato proprio da Mourinho. Senza dimenticare la frustrazione derivante dalla rivalità Pep Guardiola e dal City per Mou, con i cugini di Manchester che, mentre lo Utd arranca, sembrano migliorarsi giorno dopo giorno dopo aver vinto la scorsa Premier, senza intenzione di fermarsi. E ciò al portoghese ovviamente non sembrerebbe andare giù facilmente.

La posizione di Pogba e Mino Raiola

Allo stesso tempo la posizione di Paul Pogba non è certamente idilliaca. Il giocatore sa di non essersi espresso al massimo delle proprie potenzialità durante il suo ritorno allo Utd ma nello spogliatoio si è guadagnato ugualmente la carica di leader. I compagni infatti lo stimano e lo rispettano. Quindi vendere il francese nella prossima finestra di mercato potrebbe rivelarsi più problematico del previsto. E non solo per la posizione ricoperta da Pogba nello spogliatoio ma anche perché sostituirlo degnamente in una finestra come quella di gennaio potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. Inoltre, lo Utd vendendolo potrebbe ricavare una cifra uguale – o addirittura superiore – a quanto pagato alla Juventus per riaverlo, ma Pogba nella nuova squadra in cui approderebbe non potrebbe disputare la Champions League poiché già impiegato dai Red Devils nella competizione in questa stagione. Non bisogna dimenticare poi chi cura gli interessi del francese: un certo Mino Raiola. Non tenere conto dello storico agente di Ibra, tra gli altri, sarebbe un errore gravissimo. Raiola nelle ultime settimane non ha parlato, in particolare dopo il battibecco con Scholes, reo di aver accusato l’assistito dell’italo-olandese di non essere un leader. “Pogba non un leader? Scholes non riconoscerebbe nemmeno Churchill…”, era stata la ‘pacata’ risposta da parte di Raiola. Quest’ultimo sa di essere in una posizione di forza per quanto riguarda il giocatore: lo Utd lo pagò un prezzo davvero elevato e in Europa ci sono diversi club pronti a far follie per accaparrarselo. Su tutti il Barcellona, che in estate aveva palesato un certo interessamento, anche se negli ultimi giorni sembrerebbe aver virato su Rabiot del PSG o De Jong dell’Ajax. Il prezzo fissato dallo Utd però per lasciarlo partire nel 2019 visti i tre anni di contratto rimanenti può essere un ostacolo: circa 200 milioni di euro. A quel punto davvero poche squadre potrebbero permetterselo. Di certo, Mourinho stesso favorirebbe la partenza del francese. Pogba, dal canto suo, a Manchester con Mourinho al momento non è felice. E non ci vuole restare. È frustrato. Raiola sta già pensando come agire e avrà già studiato un piano ad hoc per far tornare il sorriso sulle labbra di Pogba. In attesa di gennaio sono attesi ulteriori sviluppi, ovviamente per trovare la soluzione migliore per entrambi. E se queste tensioni tra Pogba e Mou fossero solo l’inizio… da qui alla finestra di mercato invernale potremmo avere tante sorprese.

Fonte: Sky

Commenti

Questo articolo è stato letto 83 volte