Marotta-Story alla Juve: colpi a 0 e successi

Dal flop al 1° Scudetto

Eppure, l’avvio di Marotta nella Juve non fu affatto una passeggiata: arrivò dopo un settimo posto e ne registrò un altro alla sua stagione di debutto dopo una campagna acquista molto larga e dispendiosa. Fu, sostanzialmente, l’anno del flop, con alcune operazioni sbagliate sia per valore tecnico che per spesa economica, come i 15 milioni versati per Krasic o i 13 per Martinez, o i poco funzionali prestiti di Rinaudo, Aquilani e Traoré. Nonostante un campionato ben al di sotto delle aspettative, alcuni degli investimenti effettuati si rivelarono azzeccati: il simbolo, a tal proposito, fu l’arrivo di Barzagli per soli 300 mila euro dal Wolfsburg. Un difensore che sarebbe diventato il pilastro futuro della Juve e che, tuttora, resta insieme a Bonucci l’unico eroe della prima Juve scudettata. Anche il difensore – passato per un solo anno al Milan e poi ‘tornato a casa’ – approdò nella stessa stagione a Torino, compiendo un percorso simile da Bari a quello affrontato da Ranocchia, preso invece dall’Inter. L’ad completò la squadra con Matri, Pepe e Quagliarella, pedine fondamentali l’anno successivo, quello con Conte in panchina, quello degli invincibili, quello del primo scudetto post Calciopoli, l’inizio di una serie da record. Fu quello, infatti, il primo capolavoro di Marotta, reso possibile dai grandi acquisti estivi: da Pirlo a Vidal, da Lichtsteiner a Vucinic, l’amministratore delegato creò un giocattolo in grado di non crollare mai per tutto l’arco del campionato, grazie anche all’aggiunta a gennaio di altri elementi, come Borriello e Caceres. L’unico flop fu Elia, ma furono i nuovi centrocampisti a prendersi la scena del mercato: il cileno fu pagato appena 11 milioni dal Bayer Leverkusen, mentre Pirlo arrivò a costo zero dopo aver chiuso la sua esperienza decennale al Milan e considerato ormai alla fase calante della carriera.

Fonte: SkySport

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