
La scorsa stagione ci dice che le due squadre sono sostanzialmente allo stesso livello e che si affronteranno a viso aperto, con la dinamica della partita che può cambiare in un secondo grazie a un singolo episodio. Il pronostico, quindi, non può che essere totalmente aperto. Andando dal generale al particolare, sono due i temi tattici da dover affrontare per questa gara: la forma di Salah per il Liverpool e l’assenza di De Bruyne per il centrocampo del City.
Come sta Salah?
La forma di Salah è al centro del dibattito in Inghilterra, anche e soprattutto dopo la sua abulica prestazione in Champions League al San Paolo, dove il Liverpool non ha creato alcun pericolo. Tanto da essere stata tra le domande fatte a Klopp in conferenza stampa. Il tecnico ha voluto tranquillizzare l’ambiente, dicendo che nulla è cambiato nel suo gioco se non il fatto che era impossibile tenere lo stesso ritmo realizzativo della scorsa stagione. Effettivamente, se anche l’occhio ci dice che Salah non è quello della scorsa stagione, le statistiche danno ragione a Klopp: rispetto alla scorsa stagione Salah riesce ad avere lo stesso numero di tiri (4 a partita) e di passaggi chiave (2.4 a partita ora contro 2.2 prima), perde lo stesso numero di palloni (2.7 contro 2.6) e gli riescono addirittura più dribbling (2.6 contro 2.2).
Cosa più importante di tutte in questo momento: Salah è secondo in Premier League per xG creati con 5.7 (il primo è Agüero con 6.1), ha segnato 3 gol in Premier League e sta quindi “sottoperformando” in ambito realizzativo rispetto a quanto riesce a creare (ma riesce comunque a creare abbastanza per essere considerato comunque il giocatore più pericoloso del Liverpool).
Senza Fabian Delph, Guardiola deve scegliere se forzare l’entrata nell’11 di un Mendy appena tornato dall’infortunio o se affidarsi a un Laporte (centrale di formazione, anche se in una difesa a 3) adattato a terzino, come in settimana in Champions League. In entrambi i casi è evidente come una grande partita di Salah diventa determinante per il Liverpool, da una parte perché giocando in modo aggressivo alle spalle di Mendy permetterebbe di bloccarlo di più, limitandone le mortifere discese per il cross teso che tanto aiutano la manovra del City.
Ma Salah sarebbe ancora più importante in caso di presenza di Laporte perché, come visto in settimana, spostato a sinistra il francese attua una difesa aggressiva alla ricerca dell’anticipo, così da mascherare la differenza atletica con l’esterno che ha contro. Una difesa che lo porta però più di una volta a sbagliare i tempi di uscita e a regalare quindi più di un’occasione se l’esterno è veloce nella reazione e bravo nella conduzione. Due dei pregi migliori di Salah, che sarà chiamato a dimostrare che l’occhio ci sta ingannando (o che era solo questione di tempo).
Quale mezzala destra per il City?
Sia nel pareggio contro il Chelsea che nella sconfitta contro il Napoli, il Liverpool ha provato un pressing continuo: se nel primo caso l’ha fatto con il risultato a sfavore da subito, nel secondo ha continuato con la partita in bilico. E non abbiamo ragione di pensare che non lo faccia anche in casa contro il City.
Nonostante la probabile assenza nell’11 di Naby Keita, dopo l’uscita contro il Napoli che ancora non è chiaro quanto tempo lo terrà fuori, il Liverpool può utilizzare comunque due mezzali per pressare alto e rendere difficoltosa l’uscita del pallone del City, sporcandogli l’opzione per i centrali. Il Liverpool lo farà probabilmente uscendo forte a specchio sulle mezzali del City, costringendole a muoversi lontano da Fernandinho per ricevere: ma, come detto da Guardiola in conferenza stampa, il City non ha nessuna intenzione di cambiare il proprio modo di giocare nonostante le difficoltà che incontra con la pressione del Liverpool. Guardiola pensa che solo perfezionando i suoi meccanismi può avere la chance migliore di battere i rivali, quindi dobbiamo pensare che il City non andrà a Liverpool pensando di difendersi.
Fonte: Sky

