“Bombe carta e pietre, così è iniziato l’assalto degli ultras dell’Inter”

«Eravamo già arrivati al parcheggio e stavamo effettuando il cosiddetto prefiltraggio per raggiungere lo stadio, quando abbiamo sentito l’esplosione di numerose bombe carta e petardi. È iniziato così l’assalto dei tifosi interisti». Maurizio Criscitelli, presidente del Napoli Club Bologna era a Milano durante gli incidenti nei quali ha perso la vita Daniele Belardinelli, 39 anni, tifoso dell’Inter e capo del gruppo ultrà Blood Honour del Varese, investito da un’auto scura.
«I van con i tifosi del Napoli erano in colonna quando è scattato l’agguato con i mezzi bersagliati con spranghe, pietre e bombe carta. Sono cose che non hanno nulla a che fare con il calcio. Episodi che vanno condannati, come gli ululati razzisti contro Koulibaly che dovevano portare alla sospensione della partita» aggiunge Criscitelli che conferma la presenza anche di ultras del Nizza: «Con loro ci sono stati già in passato dei problemi. Erano a Milano e hanno esposto anche uno striscione in curva». Il van di Criscitelli si è unito a quelli arrivati dalla Campania e da altri luoghi in via Novara ma non nè rimasto coinvolto negli scontri. Conferme sulla dinamica di quanto avvenuto arrivano dall’avvocato Emilio Coppola, legale di alcuni ultras del Napoli: «C’è stato un assalto da parte dei tifosi dell’Inter ai napoletani e ne è seguita una rissa, così mi hanno riferito».
A indagare la Digos di Milano e quella di Napoli guidata da Francesco Licheri con il vicequestore Vincenzo Cindolo, che da tre anni segue gli ultras partenopei. L’assalto, condotto da 100-150 persone, è stato pianificato nei minimi particolari circa un’ora prima dell’arrivo dei mezzi con i napoletani a bordo in via Novara, a meno di due chilometri dallo stadio Meazza di Milano. Gli ultras interisti, rinforzati dai gruppi di Varese e Nizza hanno scagliato bombe carta, fumogeni e pietre contro la carovana azzurra che era scortata da auto della polizia davanti e in coda, ma era sguarnita di protezione ai fianchi. Alcuni ultras hanno cercato anche di incendiare un van buttandoci dentro un fumogeno.
Scene da guerriglia urbana, insomma, organizzata e portata a compimento, in una assurda rappresaglia per vecchi odi e rancori. Gli interisti erano armati di coltelli, spranghe e persino di roncole e martelli, abbandonati a terra in un vicino parco e recuperati dalla polizia. Durante l’assalto alcuni napoletani sono scesi dai van e hanno ingaggiato una violenta rissa con i nerazzurri. Un 35enne di San Giovanni a Teduccio, incensurato, ma conosciuto alle forze dell’ordine come frequentatore della curva A, è rimasto ferito, non gravemente, da alcune coltellate. Almeno altri tre supporter azzurri hanno riportato ferite lievi, causate dai vetri di finestrini mandati in frantumi dalla folle furia degli interisti. Un van è stato distrutto. Anche tra le file dei violenti neroazzurri si sono registrati contusi e feriti che però hanno evitato di farsi refertare in ospedale per non correre il rischio di essere identificati e denunciati.
Belardinelli, che in passato aveva subito almeno due Daspo ed era ritenuto uno dei leader del tifo neofascista, è stato travolto da un’auto che ha sterzato all’improvviso per non investire un altro uomo in strada nella fase concitata degli scontri. L’auto scura procedeva nella stessa direzione dei napoletani, ma non è detto che a bordo ci fossero tifosi partenopei. Potrebbe trattarsi anche di un automobilista finito in mezzo agli azzurri in trasferta che ha tentato di allontanarsi velocemente dalla strada dove è avvenuto l’agguato. Non è chiaro neanche se sia accorto di aver investito un uomo nella manovra che ha portato il veicolo a imboccare contromano un’altra via.
Sono stati i napoletani a segnalare ai rivali interisti che Belardinelli era stato investito e che aveva riportato gravi conseguenze nell’impatto. Il capo degli ultras del Varese è stato sollevato e portato in ospedale dagli interisti, ma i medici non hanno potuto fare nulla per strapparlo alla morte. I primi video recuperati dalle forze dell’ordine, non sono chiarissimi: si tratta per lo più di riprese con gli smartphone che documentano alcune fasi degli scontri e a margine l’investimento. In rete, in particolare, è stato diffuso il video di due persone, dalle voci sembrano stranieri, che riprendono l’assalto degli interisti dall’interno di un’auto.

Repubblica.it

Commenti