OBIETTIVO NAPOLI – Da oggi Ancelotti è ufficialmente sotto esame

Continua il periodo di crisi di un Napoli brutto e senza né anima né gioco. Al di là dei moduli, questa squadra sta dimostrando di non avere idee chiare di gioco ed i singoli sembrano quasi o tutti allo sbando, orfani delle proprie qualità, timorosi, flosci e privi della necessaria determinazione.
A poche settimane dall’inizio del campionato, Ancelotti non solo dimostra di non aver risolto i problemi della squadra dello scorso anno, ma sembra anzi averli visti aumentare, nonostante un mercato estivo più positivo del solito. Il Napoli continua a non avere né gioco, né un’idea tattica precisa. Ancelotti continua a cambiare la disposizione dei suoi, a mandare in giro per il campo i suoi giocatori senza individuare un undici titolare affidabile. La squadra ha perso tutte le sue certezze e nemmeno l’auspicato ritorno al 4-3-3 è riuscito a cambiare l’inerzia negativa della squadra.
Analizzare il passaggio al nuovo modulo perde interesse ed importanza, al cospetto dell’interpretazione deprimente che ne hanno fatto gli azzurri in campo. Tra quelli schierati, il solo Di Lorenzo, insieme a Meret, ha salvato la faccia. Davanti, Lozano inizia a confermare le perplessità di chi lo ha aspramente criticato nelle prime uscite. Il messicano sembra aver smarrito tutte le qualità che lo hanno accompagnato nel suo arrivo a Napoli: incapace di saltare l’uomo, troppo debole fisicamente, poco guizzante, nemmeno in quello che dovrebbe essere un ruolo a lui più congeniale è riuscito a giustificare l’ingente esborso economico servito per portarlo all’ombra del Vesuvio. Male, ancora una volta, pure Insigne, che ormai, in qualsiasi ruolo lo si schieri, da tempo non riesce a fornire un contributo, anche solo sufficiente, alla causa.
Anche a centrocampo le cose non sono andate bene. Lì Zielinski continua a dimostrare di essere un giocatore privo di temperamento, che spesso appare svogliato nelle sue giocate. Averlo in campo così è un lusso che il Napoli, forse, non può più concedersi. Pure Fabiàn non ha brillato oggi, e su di lui pesa soprattutto la colpa di non riuscire a diventare il catalizzatore del gioco della squadra. Senza un vero regista, e con uno Zielinski appannato, lo spagnolo dovrebbe essere quello in grado di prendere per mano la squadra, mettendo qualità in fase di costruzione e rifinitura. Invece l’ex Betis, nei momenti difficili, sembra adeguarsi al grigiore generale.
Al netto delle assenze, la fase difensiva è stata la cosa che ha permesso oggi almeno di evitare la sconfitta. Allan davanti alla difesa ha offerto un filtro che altre volte era mancato, e pure i singoli si sono ben comportati. Luperto ha disputato probabilmente la sua miglior gara in azzurro. Attento Manolas, troppo sotto tono, invece, Ghoulam, giocatore ormai incapace di ritrovarsi. Non a caso inizialmente gli era stato preferito Hysaj.
Ancelotti, in definitiva, sembra non aver mai capito a fondo il Napoli ed i suoi giocatori. Sin da quando è arrivato, il suo gioco ha sempre puntato più sulle individualità che su dinamiche tattiche precise. Quando i singoli non rendono e gli umori nello spogliatoio iniziano a traballare, i risultati in campo sono deprimenti.
Da oggi, il tecnico del Napoli deve iniziare a sentirsi sotto esame.

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