Gli interventi di Marcello Nicchi, Umberto Chiariello e Silvano Martina a Radio Punto Nuovo

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Marcello Nicchi, presidente AIA: “Fallo di De Ligt? Non è rigore, ma non lo dico io, il regolamento. A differenza di prima, in quel caso, il regolamento dice che quando si tratta di una giocata – cioè quando un giocatore ha intenzione di calciare la palla – e va a finire sul braccio di un giocatore non è mai calcio di rigore. Il giocatore che si tira addosso il pallone, sicuramente non è calcio di rigore. La differenza la fa la giocata, non ci sono altre disposizioni. Regolamento? C’è una cosa da dire, mi preoccupa che ancora ci siano persone che non abbiano capito come funzionano le regole oggi. Sono cinque mesi che le spieghiamo, noi, Rizzoli, gli organi tecnici. Il fallo di mano – argomento principe di questa stagione – è stata fatta una regola a posta per chiarirlo. Il fallo di mano, a differenza di un tempo, quando il braccio è scomposto non c’è più storia: è sempre calcio di rigore. E’ stata abolita la volontarietà, involontarietà, per semplificarlo. Se non si riesce a metabolizzarlo il problema è di chi parla o gioca senza conoscere regolamenti. Noi abbiamo l’onere e l’obbligo di farlo rispettare, le regole sono queste. Se nelle dovute sedi si dovesse prendere la decisione di rivedere altre regole, noi siamo gli addetti a metterle in campo. Noi leggiamo qualsiasi cosa venga scritta, ma ancor più leggiamo il regolamento. Quello che scrivono sono opinioni personali, ma non verdetti tecnici. Se vogliamo ancora sindacare quello fin’oggi accaduto – a parte quello accaduto la prima giornata – sono stati molto bravi a mettere a punto quello che bisognava applicare. Non rispondo a chi la pensa diversamente, ognuno ha diritto a pensarla diversamente. Var? Penso sia giunto il momento di tornare a parlare di calcio, questo dicorso del VAR diventa anche antipatico. Il VAR viene applicato così come previsto. L’arbitro lo utlizza come correttivo ad eventuali chiari errori. Quando leggo di arbitri che non vanno al VAR, semplicemente l’arbitro che non va al monitor, ha già ricevuto notifiche dalla sala. Al VAR si va quando c’è una questione dubbia su calcio di rigore o meglio, un parere discordante tra arbitro e sala macchine. Oppure su De Ligt, ad esempio, l’arbitro Irrati ha interpellato il VAR per avere un elemento mancate per la sua decisione. Lui il fallo di mano l’ha visto, ma voleva capire se il pallone fosse stato toccato, ma non aveva bisogno di andare al VAR. La decisione, in ogni caso, spetta all’arbitro centrale. Il VAR non può intervenire sull’intensità della spinta, perché quando l’arbitro è convinto della giusta decisione, non c’è bispogno. Challange da introdurre? Rizzoli ha dato una disposizione: ogni volta che c’è un errore certo, di andare a rivederlo e restare a guardarlo per quanto tempo necessario. Un gruppo di arbitri giovani sono in crescita e stanno arbitrando molto bene. Se dovessi credere che un arbitro arbitrasse in base alla maglia, sarebbe un dramma. Tante cose si vedono, si sentono, ma non ci sono necessità di dubitare di questo. Sulla sala VAR stiamo lavorando, così da togliere tante altre discussioni. Ci impegniamo ogni giorno per fare bene, il designatore li sta guidando. Stiamo lavorando per diffondere legalità, rispetto alle regole. Quando ci sono comportamenti che non sono consoni, li paga il calcio di base, bisogna diffondere l’esempio. Per quanto riguarda la lotta al razzismo, siamo sempre in prima fila e siamo sempre dalla parte delle vittime”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Non possiamo trascurare il tema arbitrale, quando c’è di mezzo la Juventus viene tutto amplificato. Tra i tanti commenti letti ce n’è uno illuminante: Nicchi ha citato quest’articolo come il più preciso. Di Caro dice una cosa paradossale, ma vero. La premessa è che il fallo volontario di mano è una rarità assoluta, la regola prima era diversa. Oggi si parla di colpevolezza, più che volontarietà. ‘Quello che un tempo era semplice da capire, ma anche facile da sbagliare, ora è più difficile da sbagliare, ma anche difficilissimo da capire’. Si capisce e si sbaglia meno, perché il fallo di mano oggi è da prendere con le pinze. Se la palla tocca un braccio largo, è rigore. Se sbatte da un’altra parte del corpo, prima di prendere il braccio, è rigore. Bisogna però misurare la lungezza del braccio. Caso Zielinski: la palla sbatte sul suo corpo, senza essere una giocata di Zielinski, colpa di Castrovilli, quindi è rigore. Nel caso di De Ligt, c’è il tentativo di giocata, entra male, tocca col tacco e gli sbatte sul braccio, larghissimo ed è rigore. La differenza è nel tentativo di giocata. Difficile da capire, ma è giusto così. Dura lex sed lex”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Silvano Martina, ag. Buffon: “La parata di Buffon? Madrenatura gli ha dato delle qualità che ha mantenuto negli anni. Lui ha la fortuna di avere dei riflessi e dei muscoli di vent’anni fa e riesce a fare grandi prestazioni. E’ un portiere di posizione e negli anni questo ti aiuta, capisce sempre un secondo prima l’azione come va a finire. Anche io avevo queste caratteristiche, lui è più vicino a Zoff. Mi ricordo un anno che fu sostituito da Abbiati, un altro portiere che vola, ne ha fatti più lui in sei mesi che lui in 17 anni. Tutto nella testa? Sicuramente è diversa dagli altri. Mi ricordo che conobbi un grande preparatore, mi diceva che è difficile che un essere umano possa fare i sacrifici che ha fatto. Non ha smesso perché lui ha tanta voglia. Non vuole smettere neanche quest’anno, se se la sente va avanti fino a 50 anni. Rovesciata Santander? Era molto contento della parata al 93′, è stata una grande parata nel momento giusto. Azione? Lui cerca sempre il pallone, sta sempre con i piedi per terra. Veramente difficile prenderlo in contropiede. Gigi è uno che ha anticipato i tempi, giocava già ai massimi livelli. Futuro allenatore della Nazionale? Lui può fare tutto nel calcio e fuori. Sa relazionarsi con tutti, è intelligente, può fare di tutto”.

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