EDITORIALE : Napoli, siamo forse nel secondo anno di transizione?

“L’anno di transizione”, più o meno è questo che lo scorso anno, coloro che osavano storcere il naso chiedendo spiegazioni per i risultati deludenti, ricevevano come risposta, accompagnata quasi da uno sguardo di stupore, come se “l’anno di transizione” fosse quasi un atto dovuto. Ebbene, a dirla tutta, ad oggi abbiamo quasi il timore di esternare il nostro malcontento,  non solo per i risultati deludenti (ancora rimediabili) ma per il gioco inespresso, perché temiamo che qualcuno possa informarci che “l’anno di transizione” è ancora in corso d’opera. Ribadiamo, non ne facciamo una questione di risultati ma di identità di gioco, che questa squadra ad oggi ancora non sembra avere. Colpa solo del mister? Beh, se ci atteniamo al “10” dato al mercato dovremmo dire di sì, ma se analizziamo il tutto con oggettività non possiamo non sottolineare come il mercato non abbia colmato delle lacune d’organico che questa squadra ad oggi ancora palesa. Manca un regista, manca una punta top, ma soprattutto manca James Rodriguez (di nome e di ruolo) , calciatori che potevano mettere in condizioni Ancelotti di rendere più praticabili le sue idee di gioco. Però ora sarebbe inutile piangere sul latte versato, il mercato di gennaio è ancora lontano (ma la società sembra non essere interessata a quest’opportunità) quindi è il caso che si provi a trovare una quadra, a mettere ogni pedina al suo posto (mai frase fu più adatta ) e soprattutto a non fingere che vada tutto bene, che giochiamo in modo eccellente e che è solo questione di sfortuna, perché ammettere di avere un problema è il primo passo per provare a risolverlo, in fondo è questo l’obiettivo di tutti, non certo quello di pettinar le bambole…

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