Gli interventi di Sandro Piccinini, Ruben Buriani e Alessandro Antinelli a Radio Marte

A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Sandro Piccinini, giornalista

“C’è voglia di fare in questa Italia, c’è voglia di divertirsi e i risultati di certo aiutano, ma poi aumenterà il livello delle avversarie e spero che la Federazione organizzerà gare importati prima dell’Europeo per alzare l’asticella. La qualità c’è e soprattutto come squadra, vedo progressi di partita in partita. Non è stata un girone di ferro, ma la qualità di questa generazione è migliore rispetto alla precedente e i giocatori che si stanno mettendo in luce, stanno emergendo in modo prepotente, se ne stanno accorgendo anche i club. Immobile è eccezionale, sembra rinato anche Belotti per cui l’attacco gira bene, ma soprattutto in mezzo al campo ed in difesa è aumentata la qualità. Poi, è stato bravo Mancini a scegliere, amalgamare e dare fiducia ai giovani per cui c’è un mix di fattori positivi in questa Italia. 

Non mi sarei mai aspettato un Napoli così in difficoltà e non mi focalizzerei solo su Ancelotti. Certo, in questi casi l’allenatore è sul banco degli imputati, ma è successo qualcosa di anomalo che va al di là dei valori tecnici della squadra e degli errori del tecnico. Se non si va in campo con la dovuta tranquillità, non si può rendere al massimo e al momento a Napoli non c’è tranquillità. Poi, non so di chi è la colpa, ma nulla è perduto, il campionato è lungo. Bisogna capire se questa eventuale ferita si sta rimarginando e se si sta facendo qualcosa per ricucire. Non credo che Ancelotti abbia problemi con lo spogliatoio, ma quando mancano i risultati possono intervenire dei problemi ed evidentemente c’è stata una reazione della società che i giocatori non hanno gradito e non mi riferisco solo al ritiro. Magari qualche dichiarazione non è piaciuta alla rosa e Ancelotti non è stato capace di fare da mediatore, ma non parlerei di problemi tra Ancelotti e la squadra. La società deve farsi carico di ricucire fraintendimenti e malumori anche perché sono cose che possono accadere, ma in questi casi si vede la forza del club. Sento parlare di cause, avvocati, ma se si prendono certe decisioni, poi va a finire male. 

Il Var è molto utile perchè corregge gli errori più clamorosi e davanti all’evidenza si fa presto a correggere gli errori, ma questo strumento resta una macchina e non può correggere tutto. Il Var è fatto di uomini e se sbagliavano prima, possono sbagliare anche adesso nell’interpretare un regolamento molto complicato. La modifica del concetto del fallo di mano ad esempio, è stato un passo importante ed ha confuso ancora di più le idee perché adesso è difficile avere un metro unico per tutti ed è molto più facile sbagliare. Mi pare che una buona percentuale di arbitri non abbia ancora gradito completamente la presenza del Var che viene vissuta come una concorrente che vuole mettere in difficoltà anziché aiutare. Basterebbe metteteci più umiltà, andare più spesso al Var e diminuire la percentuale di errore, che esiste perché il regolamento è complicato”. 

A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Ruben Buriani, ex calciatore

“Il Milan è in una situazione non drammatica, ma difficile. Tutti si aspettavano di più, ma i tanti cambi hanno portato il Milan in questa posizione, ma anche il Napoli non se la passa benissimo. I mancati risultati hanno portato al ritiro ed a questa situazione, ma è normale perché quando le vittorie non arrivano è facile cadere in screzi. 

Ancelotti lo conosco perché eravamo in squadra insieme, lui però recuperava da un brutto infortunio per cui non giocava. 

Il Napoli è una buia squadra, magari quest’anno fa fatica perché non tutte le stagioni sono uguali, ma la qualità c’è.

Maradona l’ho visto sia in campo che fuori, era uno spettacolo vederlo. E’ sempre stato disponibile, si schierava sempre dalla parte di chi aveva dei problemi, si prendeva ogni responsabilità e se c’erano screzi, andava a parlare col presidente”. 

A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Alessandro Antinelli, giornalista

“La maggiore forma di rispetto nei confronti dell’avversario è giocare fino alla fine, poi magari sul 6-0 l’Italia poteva anche alzare il piede dall’acceleratore, ma il fatto che tanti giocatori non sono sicuri del posto all’Europeo ha fatto sì che si spingesse ancora perché i ragazzi in maniera comprensibile volevano mettersi in mostra. L’Italia non si è montata la testa: i ragazzi sono estremamente felici, ma con i piedi per terra ed incuriositi nell’affrontare Nazioni di grandi livello. La squadra vuole misurarsi per capire se c’è il progresso. Doveva arrivare un allenatore bravo e con le idee chiare per vedere questa Italia che è vero che è fatta di tanti giovani e quindi tanti errori, ma ha anche tanto talento”. 

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