NAPOLI, IL CAMBIO IN PANCHINA E’ NECESSARIO, MA SERVE UN PASSO INDIETRO DA PARTE DI TUTTI

Quello che a molti sta sfuggendo sulla vicenda Napoli, è che questa è una situazione in cui non ci saranno vincitori, ma solo sconfitti.

Neanche il ‘mini ritiro’ imposto da Ancelotti la settimana scorsa in vista della trasferta di Udine è servito a dare la scossa e ad invertire il trend degli azzurri in campionato che definire preoccupante è un eufemismo: l’ultima vittoria stagionale infatti è datata 23 ottobre in Champions a Salisburgo, in quell’abbraccio collettivo dopo il gol di Insigne verso Ancelotti che sembrava il preludio per una nuova rinascita.  Invece da lì le cose sono addirittura degenerate: l’ammutinamento da parte dei calciatori verso il ritiro imposto dalla società dopo la gara di Champions in casa contro il Salisburgo, con Ancelotti che si dichiarava contrario ma eseguiva le direttive della società ritornando a Castelvolturno assieme allo staff tecnico e i giocatori che venivano multati per questa decisione.

Con una qualificazione agli ottavi di Champions che è ampiamente alla portata degli azzurri, in campionato il Napoli veleggia a metà classifica, con il 4 posto occupato da Roma e Cagliari che dista già 8 punti, neppure ad Udine si è vista una squadra metterci la voglia e l’intensità giuste per provare a dare una sterzata a questa stagione:  ad oggi in Serie A non c’è una squadra che scenda in campo peggio del Napoli sul piano delle motivazioni, della voglia e dell’intensità. Secondo i ben informati, anche ad Udine i calciatori azzurri erano concentrati più sulla questione multe, essendo in contatto con i propri avvocati per pianificare la strategia in vista dell’arbitrato, che con la testa sul delicato match di Udine. 

Secondo chi vi scrive, il cambio della guida tecnica sarebbe dovuto avvenire già due mesi orsono: le deficienze sul piano del gioco, più che ancora di risultati, sono evidenti e lampanti, così come alcune scelte di un mercato che lo stesso Ancelotti aveva definito da 10. Per non parlare della sua assoluta mancanza di leadership, manifestatasi in tutta la sua essenza in occasione dell’ammutinamento del ritiro.
Ma Ancelotti non è l’unico responsabile: se oggi registriamo un andamento in campionato a livello di Parma e Verona, non può essere solo colpa del tecnico. La società sta indubbiamente gestendo male questa delicata situazione, ma i calciatori stanno giocando molto al di sotto dei propri standard, peccando in alcuni elementi anche di scarsa professionalità, al di là delle attenuanti e degli alibi che gli si vogliono dare.

Ancelotti salterà, così come Giuntoli a fine stagione, che ha gestito un mercato deficitario e avallatto le conseguenti idee tattiche del mister: ma il cambio in panchina, a prescindere da chi vi siederà, potrà portare solo un peggioramento se non TUTTI faranno un passo indietro.  Quello che a molti sta sfuggendo sulla vicenda Napoli, è che questa è una situazione in cui non ci saranno vincitori, ma solo sconfitti.

 

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