EDITORIALE – Napoli, così si rischia grosso!

Che il Napoli vivesse un momento difficile era chiaro a tutti, ma che la situazione fosse davvero così complessa in pochi forse se n’erano realmente resi conto. È arrivato Gattuso, ragazzo grintoso e con un’idea di gioco probabilmente valida, però purtroppo non ha nozioni di magia, né tanto meno natali in quel di Betlemme quindi tutto sommato, che alla “prima” (dopo appena 3 giorni di allenamenti sotto la sua gestione) le cose andassero male era preventivabile, e purtroppo il risultato non ha tradito i pronostici, anche se crediamo non  sia giusto buttare il bambino con l’acqua sporca. Il neo allenatore partenopeo si presenta con un 4-3-3 in campo che, per oggettiva valutazione dell’attuale organico, è forse il miglior modulo da poter utilizzare. I primi 10 minuiti sono però infernali, i giocatori sono visibilmente impauriti, non si contano gli strafalcioni e le perdite di equilibrio degli azzurri (stasera in completo nero), ed è in questa fase che il Parma, approfittando di un errore di Koulibaly segna il gol del vantaggio, mentre gli azzurri incassano l’infortunio del forte difensore senegalese (sospetto stiramento), e quindi si ritrovano costretti ad effettuare il primo cambio dopo nemmeno 10 minuti di gioco (piove sul bagnato). Da quel momento in poi però il Napoli prova a macinare gioco, e per larghi tratti c’è riuscito anche in modo discreto, con un Parma però sempre pronto a mordere in contropiede. Nel secondo tempo gli uomini di Gattuso continuano ad imbastire buone trame offensive e riescono anche a pareggiare, con Mertens che, subentrato ad Allan, con un cross al bacio imbecca la testa di Milik che insacca. Il Napoli vuole vincerla a tutti i costi la gara, ora è schierato 4-2-4 in campo, ma la sostituzione di Allan, l’unico mediano schierato dal tecnico calabrese, purtroppo rende la squadra ancora più vulnerabile in fase difensiva ed il Parma, dopo l’ennesima scivolata di un calciatore azzurro, nei minuti di recupero s’invola verso l’area di rigore partenopea ed insacca il gol della vittoria. Peccato, perché numeri alla mano il Napoli ha prodotto tanto, ovvero 33 tiri totali di cui appena 8 nello specchio della porta, contro i 7 totali (di cui 4 in porta) del Parma, ad evidenziare un’oggettiva carenza in fase realizzativa, ma questa è vecchia storia, tanto che in estate la dirigenza ha dichiaratamente provato a portare un bomber da 30 gol in maglia azzurra (Icardi), senza però concretizzare tale ricerca, per non parlare poi di quel regista che manca come il pane, ma ci sarebbe tanto altro su cui recriminare. Una cosa però è certa, da questa storia si esce solo con umiltà ed unità d’intenti. Tutti devono fare la loro parte, ad iniziare dal presidente, che non può chiudersi in sibillini “no comment” o appuntamenti con la stampa a data da destinarsi. È il momento di metterci la faccia, di ricompattare l’ambiente, di far in modo che, nel limite del buonsenso, i tifosi ritornino allo stadio e sostengano la squadra, di intervenire in modo massiccio e deciso nel mercato di gennaio, assumendosi anche dei rischi se è il caso, perché la situazione sta assumendo contorni drammatici (sportivamente parlando), anche perché il cambio panchina è stato troppo tardivo ed ora il buon Gattuso, entro un mese, si troverà ad affrontare sfide contro squadre del calibro di Inter, Lazio e Juve, con una classifica che inizia ad essere realmente pericolosa, non perché ci si allontana dalla zona Europa, ma perché la distanza dalla zona salvezza non è poi così siderale, e ci vuole davvero poco ad essere risucchiati quando tutto va così dannatamente male!

Commenti

Questo articolo è stato letto 494 volte