EDITORIALE – Nell’Insigne Day, il Napoli fa suo il derby campano col Benevento

Nel giorno del faccia a  faccia tra i fratelli Insigne, in quel di Benevento, dopo il botta e risposta in famiglia, gli azzurri sono riusciti a ribaltare l’iniziale vantaggio dei padroni di casa, facendo loro il derby campano, grazie al gol vittoria del subentrato Andrea Petagna. Un successo assai sofferto di una squadra che nuovamente non è sembrata quella spumeggiante vista all’opera al San Paolo, none giorni fa contro gli orobici. Inspiegabilmente, ancora una volta, il Napoli ha disputato una prima mezz’ora senza il mordente giusto, subendo spesso il furore dei giocatori in maglia giallorossa, i quali meritano un grosso plauso avendo  messo in seria difficoltà, fino all’ultimo minuto, i più blasonati avversari. Alla vigilia del derby tutti puntavano sul talento di Lorenzo il Magnifico, al rientro da titolare dopo l’infortunio, invece, a sorpresa, nel primo tempo, l’Insigne che ha fatto parlare di sé non è stato quello azzurro bensì quello del Benevento, autore del suo primo gol in serie  A, che ha fruttato il vantaggio sannita. Poi nella seconda frazione di gioco è tornato prepotentemente alla ribalta il capitano dei partenopei, che si è letteralmente caricato il Napoli sulle spalle conducendolo prima al pareggio con una rete spettacolare con il piede non suo, e poi alla vittoria finale. Ma come anticipato, non è stata una vittoria limpidissima,  tanto è vero che Gattuso è stato in ansia fino al 97esimo, quando ha temuto il peggio, su una punizione dal limite dell’area della squadra di Pippo Inzaghi, sventata magistralmente da Meret. Infatti il tecnico calabrese, in quel momento, vedendo salire il portiere Montipò in area azzurra, ha rivisto le streghe ricordando la rete del pareggio dell’estremo difensore Brignoli che qualche anno fa negò la vittoria al Milan all’ultimo secondo. Indubbiamente a questo Napoli manca ancora qualcosa per ragionare da grande squadra, manca quella cattiveria agonistica quel furore dettato dal coltello tra i denti che deve essere sempre presente in ogni gara, perchè le qualità ed i numeri per combattere ad armi pari con le pretendenti al titolo, la formazione di Ringhio ce li ha tutti. L’allenatore, pertanto, a cominciare da oggi dovrà lavorare più sulla mente che sulle gambe dei suoi giocatori che giovedì sera in Spagna, hanno bisogno della massima concentrazione e della rabbia giusta per portare a casa un risultato positivo per non compromettere il cammino europeo.

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