Gli interventi di Antonio Torrisi, Ernesto Apuzzo e Dino Zoff a Radio Punto Nuovo

Antonio Torrisi, giornalista di Rivista Contrasti, autore di un pezzo di critica nei confronti di Lorenzo Insigne è intervenuto a Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show: “Parlo di Insigne incomprensibile e lo confermo. Con costanza di rendimento non l’ho mai visto. Con Mazzarri non lo prendo in esame, con Benitez è stato discontinuo, con Sarri è stato l’unico periodo nel quale è stato più continuo. Con Ancelotti nel secondo anno non è andato bene. In Nazionale? Insigne in questa nazionale è il più talentuoso, se rispetta le aspettative sul suo talento allora ne godiamo tutti. È vero che Baggio, Cassano e Del Piero sono stati sempre discussi, forse solo Baggio ha raggiunto maggiore unanimità. Per quello che ci si aspettava da inizio carriera da Insigne, poteva fare di più, soprattutto in termini realizzativi. La crescita di Insigne passa dalla costanza, cosa che non c’è stata negli anni. Insigne è stato anche quello che è sparito in alcune partite, forse anche di minore importanza, ma che decidono la stagione”.

Ernesto Apuzzo ex allenatore della Primavera del Napoli che fece esordire Lorenzo Insigne è intervenuto a Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show: “Insigne si è costruito a livello caratteriale, non mi somigliava per esplosività caratteriale. Faceva intravedere le sue qualità superiori alla media. A differenza di Baronio, che ora vedo accanto a Pirlo, mi viene da piangere. Nel secondo anno, chiamai il responsabile Santoro e gli chiesi una svolta. Sepe, Maiello, Insigne vennero con me ed arrivammo ai playoff. Rimproveri? Difficile da dire, adesso fa le due fasi, io non gli chiedevo di rientrare, gli davamo palla e poteva succedere di tutto. Bello vederlo così forte: quando parla è ascoltato e penso che tra due anni potrà abbassarsi e fare il Pirlo della situazione. La fase difensiva per lui, ora, è naturale: ieri ha fatto 3-4 assist meravigliosi”.

A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Dino Zoff: “Esempio positivo? Ho cercato di lavorare al meglio, sono felice di aver fatto quello che sono riuscito a fare. All’inizio della mia carriera ho avuto anche qualche problemino, poi la fortuna è stata andare a Mantova. Juventino stimato a Napoli? Napoli la amo tantissimo, mi ha lanciato in Nazionale ed a tutti i livelli. Mancini? Di questa Nazionale non posso che parlarne bene in modo totale, ha fatto risultati straordinari, la squadra si è espressa bene. Possiamo dire la nostra in Europa. Donnarumma? Andiamo piano, è partito alla grande da giovane, si è avviato molto bene. Il ruolo del portiere ha subito trasmissioni negative: io vorrei partire sempre che mi tenga bene la presa, l’uscita. Poi, che si giochi bene con i piedi. La presa? Si bada anche a tante altre cose. Bisogna partire dalle primarie del portiere. Buona fioritura di portieri: Donnarumma, Meret, Cragno ed altri. Vittoria dell’Europeo? L’Italia se la gioca, senz’altro. Totti lanciato ad Euro2000? È stato con me che ha fatto le prestazioni migliori in ambito internazionale. Totti si colloca tra i grandi numeri 10 italiani. Sivori era fenomenale, un artista vero. Maradona era un torello fisicamente, Sivori era sfigatiello fisicamente: ero innamorato di Sivori. Gli feci anche male in un Juventus-Mantova e mi disse anche che non mi avrebbe mai perdonato (ride, ndr). Totti o Del Piero? I numeri sono per Del Piero, ma Francesco è un artista certo. Tra Rivera e Mazzola? Mazzola dei primi tempi era un pazzo isterico, Rivera più completo. Gigi Riva era fortissimo, sinistro micidiale, Muller era diverso. Riva era l’espressione della potenza”

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