Gli interventi di Antonio Giordano, Luciano Castellini e Ruud Krol a Radio Marte

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Giordano, giornalista
“Statua Maradona? La punizione alla Juventus è il momento più alto a livello balistico. Il gol del secolo rimane tale perché ha le fattezze di un capolavoro che nasconde tante cose. Però è un passaggio lungo. Quella era arte allo stato puro. Magari le facciamo entrambe.
Se riduciamo il calcio alla congiunzione astrale o al talento vincerebbe sempre chi ha il calciatore più forte ma non è così. Esistono altre logiche, anche di carattere organizzativo. Parole Cabrini? Esiste un buonsenso civico e di educazione, di rispetto. Alcuni di quelli che parlano passano per intellettuali o giornalisti. Anche la frase di Ferlaino comunque è inopportuna e sgradevole. Di Cabrini possiamo dire che avrebbe fatto meglio a tacere.
Stadio intitolato a Maradona prima di Napoli-Sampdoria? Spero che la burocrazia continui a dribblare i lacci di questo Paese e che faccia in fretta. Speriamo accada realmente entro il 13 dicembre. Mertens o Zielinski sottopunta? Dipenderà dalle esigenze della partita. Fino a fine dicembre ci saranno gare ogni 4 giorni. Bakayoko o Demme al centro nel 4-3-3? Domanda carogna. Anche se Bakayoko perderebbe qualcosa giocando da regista. Lasciamo questi problemi a Gattuso. Per me il centrocampo giusto sarebbe Fabian Ruiz-Demme-Zielinski. Osimhen o Mertens? In questo momento sicuramente Mertens, quando tornerà ci porremo il problema”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Luciano Castellini, ex calciatore
“Maradona? Settimana molto triste. A parte che Diego è stato onorato da tutto il mondo. Ma poi ora sono state dette tante cattiverie. Nessuno dei compagni però potrà mai parlare male di Diego. Se ne dicono di tutti i colori ma resta il numero 1. Krol? Il Maradona dei difensori. Maradona era il Maradona di tutti. Era un esempio per noi compagni, era buono e generoso. Triste quello che succede adesso, ogni tanto salta fuori qualcuno che dice qualche stronzata.
Zoff e Albertosi? Sono grande amico di Dino, era più bravo di me. Bisogna ammetterlo e non c’è niente di male. Io non ero bravissimo, avevo dei limiti. Ma ho dato tutto quello che potevo, senza mai fare grandi sacrifici. La cosa che mi dà fastidio del nuovo calcio è questo concetto del sacrificio: per me era una gioia andare in allenamento. Punizioni di Maradona le paravo in allenamento? Rimettevo tutto a metà campo. Mi spiace che Krol non abbia mai allenato in Italia. Maradona e Krol insieme? Saremmo stati molto forti.
Meret? La prima regola per un portiere è quella di parare, se pari bene fai almeno 0-0. Ora il calcio è cambiato e bisogna giocare anche con i piedi. Se ti giochi il campionato o delle finali, con i piedi si giocherà poco. Io lo conosco bene, lo allenato nelle Nazionali. Napoli è una piazza non facile per i portieri ma gli auguro tutto il bene”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Ruud Krol, allenatore ed ex giocatore del Napoli
“Maradona? Ci ho giocato due volte contro, abbiamo parlato della nostra esperienza e del Napoli. Era un uomo aperto e leggero, sicuramente è stato il più grande giocatore del mondo. Dopo che sei morto arrivano sempre tante parole, a me è rimasto il giocatore che è la cosa più importante. Cruijff quanto era lontano da Maradona? Non lontano, ovviamente era un altro periodo ma lui era un grande giocatore. Forse non come Maradona ma sicuramente uno dei tre più forti del mondo insieme a lui e Pelè.
AZ Alkmaar? Come ho detto prima della prima gara, il Napoli è più forte ma all’andata non ha giocato bene e gli olandesi hanno giocato la miglior partita del periodo. Sono molto giovani, hanno 3-4 giocatori internazionali. Sicuramente non è una partita facile ma il Napoli la può portare a casa”.

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