Gli interventi di Franco Selvaggi e Alberto Polverosi a Radio Marte

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Franco Selvaggi, ex calciatore.
“Perdo un amico fraterno, per me è una brutta giornata. Paolo rappresentava il simbolo del calciatore umile, modesto, generoso. Viene ricordato sempre per quel Mondiale ma lui fu anche capocannoniere nel Vicenza ed ebbe una grande carriera nonostante la mancanza di tre menischi. Lui era davvero una persona straordinaria, mi aveva promesso che sarebbe venuto a Matera e ci siamo visti in altre circostanze. Meno di una settimana fa aveva anche scritto sul nostro gruppo Whatsapp, non ci aveva detto niente del suo problema. Ho perso un amico vero, su cui potevo contare. Lui aveva fatto un grande Mondiale anche nel 1978, ecco perché Bearzot aveva grande fiducia in lui. Paolo fu capocannoniere anche in Coppa dei Campioni: era un giocatore vero, un fenomeno. Mai visto un giocatore così bravo in area di rigore, ed era forte anche tecnicamente. Paolo in quel Mondiale spagnolo è stato determinante, la ciliegina sulla torta. I suoi gol sembravano facile ma non era affatto così”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Alberto Polverosi, giornalista.
“La giornata è francamente tristissima, la notizia di Paolo Rossi è brutta e inattesa. Molti sapevano che non stesse bene ma nessuno immaginava un addio così rapido. La stessa rapidità che ha avuto quando segnava l’ha avuta quando se n’è andato. L’ho conosciuto in un momento grande umanità, quando ho capito lo spessore dell’uomo. A Messico ’86 fu convocato anche per una questione di riconoscenza, nonostante questo si pensava che potesse essere lui il centravanti titolare della Nazionale. Alla vigilia di Italia-Bulgaria Paolo andò da Bearzot e gli disse che non doveva contare su di lui, perché sarebbe stato di peso. Chiese di far giocare chi stava bene. Un professionista che rinuncia a una partita della Nazionale durante un Mondiale a livello umano è un gesto incredibile. Era un giocatore anche molto tecnico e questa tecnica nasceva dai primi anni della sua carriera, da ragazzino. Inizialmente faceva l’ala destra”.

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