Ciciliano (CTS): “Mille negli stadi in Primavera? Non abbiamo parlato del quando avverrà, solo il dovere di far ripartire lo sport”

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Fabio Ciciliano, membro e segretario del Comitato Tecnico Scientifico: “Stadi? Confermo che c’è stata un’interlocuzione con l’Ufficio Dello sport Della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha organizzato una videoconferenza in cui hanno partecipato persone della Federazione italiana Gioco Calcio e con la Federazione Italiana Pallacanestro. Se n’è parlato in maniera marginale, la preoccupazione è per lo sport dilettantistico che in qualche maniera interessano la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. Apertura in primavera? Non abbiamo parlato di primavera. Questi numeri li ho letti anche io, anzi quando mi avete contattato, mi sono fatto girare l’articolo perché non avevo cognizione di una cosa di questo genere. Ne abbiamo parlato in maniera generale. Ritorno negli stadi per l’europeo? Noi in questo momento stiamo cercando di ragionare in maniera un po’ più generale per l’intera sicurezza del paese. I numeri vanno leggermente meglio, ma c’è preoccupazione per le varianti. In una realtà di questo genere è ovvio e importante che si torni a parlare delle attività sportive. Per quanto riguarda la fruizione degli sport e degli spettatori, la problematica è importante per l’indotto e per il discorso economico. Ma in questo momento ritengo più importante tornare a praticare lo sport di base, che interessa più cittadini. È ovvio che si è parlato di riaprire stadi e palazzetti, ma bisogna fare un discorso di tipo organico che riprenda le discipline. Il discorso dei numeri sul ritorno negli stadi l’ho letto sul giornale, ma non ne abbiamo parlato. Il target della discussione era fondato su altro. Come facciamo tornare i ragazzi a fare sport? Noi abbiamo fatto un’interlocuzione precedente a quella di mercoledì con l’Ufficio Dello Sport per approcciare il discorso dello sport in modo che potesse essere declinato in vari modi. L’ufficio dello sport c’è stato vicino, però nella connotazione di tutti gli sport i rischi sono diversi. I rischi cambiano da sport a sport. In una logica di declinazione generale è ovvio e necessario fare questi distinguo, altrimenti lo sport non ripartirà mai. Noi invece abbiamo il dovere di far ripartire lo sport. Questo è il nostro intendimento condiviso con l’Ufficio dello Sport Della presidenza del Consiglio”.

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