Gli interventi di Rino Foschi, Angelo Gregucci e Maurizio Pistocchi a “Il Sogno Nel Cuore”

Rino Foschi a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Giuntoli è un buon direttore, ma non so quanto sia indipendente. Gattuso corteggiato dal Monza, ma non si siederà a tavolino fino a che non avrà chiaro il suo futuro a Napoli”

“Cosa manca al Napoli? Hanno un ottimo direttore sportivo, ma bisogna vedere fino a che punto ha indipendenza di operare – queste le parole di Rino Foschi, ex direttore sportivo, fra le tante, di Genoa e Torino, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. De Laurentiis è un presidente bravo, ma anche una persona un po’ particolare ed esigente. Per me Gattuso è un grande uomo ma un po’ troppo istintivo. Magari qualche volta dovrebbe dire una parola in meno, ma vorrebbe dire snaturarsi, visto che lui è un genuino. Rino è partito con delle ambizioni ad inizio stagione, e si parlava dell’ottimo operato fatto e della sua capacita di farsi seguire dalla squadra. Poi si è fatta qualche dichiarazione di troppo e qualcosa si è rotto. Il Napoli è stato anche molto sfortunato: a Genoa, ad esempio, ha fatto 26 azioni da gol e ha colpito pali e traverse. Rino ha fatto un ottimo lavoro, non può essere diventato un rincoglionito, uno stonato, da un momento all’altro, così improvvisamente. Non farei un processo o un dramma su di lui. Mi auguro che finisca il campionato al Napoli. Ci sta tutto che Galiani e Berlusconi, che conoscono l’uomo Gattuso, abbiano già sondato il terreno riguardo la sua disponibilità. Se è stato interpellato ci sta e ci credo, ma che abbia preso già impegni non ci credo. Come uomo non lo farebbe mai fin quando ha un impegno con il Napoli. Rosa? Hanno un buon organico, con degli ottimi giocatori. Per me Osimhen ha qualità incredibili e potrebbe dare una grossa mano alla squadra una volta recuperato al 100%. Credo che la squadra debba recuperare mentalmente e fisicamente determinati singoli, prima di ritornare ai suoi livelli. Esonerare l’allenatore non è sempre la scelta migliore. Mi ricordo che anni fa Zamparini esonerò Guidolin dal mio Palermo, ma il cambio non andò bene al punto che il presidente fu costretto a richiamare il mister, il quale, nella sua seconda gestione, ci portò a ridosso della Champions. Quando si ha a che fare con Gattuso si ha a che fare con una persona seria. Io credo che il Napoli possa lottare tranquillamente fino alla fine per un posto in zona Champions, ma devono stare tutti bene fisicamente ed uniti come gruppo. A queste condizioni possono raggiungere anche qualche traguardo importante in questa stagione. Sono convinto che se De Laurentiis e Gattuso si siederanno a tavolino e parleranno tra di loro, senza far parlare altri, si troverà la serenità necessaria per poter fare una grande seconda parte di stagione”.

Angelo Gregucci a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Il Napoli ha il 50% di possibilità di arrivare in finale di Coppa Italia. Manca serenità all’ambiente, ed il primo a doverla dare è De Laurentiis”

“Per la qualificazione in finale di Coppa Italia vedo un 50% di possibilità per Napoli ed Atalanta. Partita che può essere determinata da un qualsiasi episodio da ambedue le parti – queste le parole di Angelo Gregucci, allenatore dell’Alessandria ed ex Atalanta, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Ma se il Napoli non trova serenità, depaupera un progetto importante partito anni fa. Il vero problema è dare continuità al progetto. Le squadre che stanno facendo bene sono quelle che hanno continuità e lungimiranza, quelle che hanno fatto progetti tecnici consolidati nel tempo. Il Napoli ha giocatori molto funzionali all’idea di Gattuso, però sono subentrati infortuni e Covid. Osimhen, ad esempio, ha giocato quasi mai, prima per infortunio e poi a causa del virus. Al Milan l’anno scorso, con la stessa rosa, si era messo in discussione Pioli; ora, grazie anche alla continuità di cui parlavo prima, i risultati si vedono. Le voci di un cambio allenatore minano la serenità dei giocatori. Quando le polemiche esterne attaccano la rosa, vuol dire che il gruppo non è molto solido. Non si gioca per l’allenatore, ma perché si rappresenta una società, una città molto importante e, di conseguenza, una maglia. La Juventus ha una politica per cui l’importante è vincere, ed anche lì hanno uno zoccolo duro che va avanti da anni, con giocatori storici come Buffon e Chiellini. Il Napoli ha cambiato tanto e ha ringiovanito molto la rosa: ora bisogna dare tempo a questi ragazzi di diventare un gruppo compatto e coeso. Per formare una squadra ambiziosa e forte ci vuole del tempo, per distruggerla ci vogliono due secondi. La serenità dovrebbe darla il presidente in primis”.

Maurizio Pistocchi a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Rigore non concesso al Napoli contro il Genoa perché il sistema vuole in Champions le squadre che hanno più tifosi. Adl dovrebbe fare come fece Berlusconi con Sacchi”

“Il Napoli in questo momento è sesto in classifica con 37 punti ed una partita da recuperare. Vincendola, salirebbe a 40. La classifica non è brutta, ma è brutto il modo in cui è arrivato questo posizionamento – queste le parole di Maurizio Pistocchi, giornalista Mediaset, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Troppe partite perse. A Genoa abbiamo visto errori individuali: sul primo gol c’è la responsabilità piena di Maksimovic e sul secondo un rimpallo sfortunato. Per il resto, la squadra ha fatto una buona partita, una di quelle che, solitamente, si vincono. Poi se aggiungiamo che non è stato concesso un rigore netto al minuto 94, c’è davvero poco da discutere. È ovvio che il sistema calcio attuale avrebbe piacere a vedere in Champions League le squadre che hanno più tifosi. Ma se i risultati del campo vengono influenzati da errori, bisogna farsi sentire. La Champions ormai è un ancora di salvezza per tutte le società. Proprio per questo motivo la lotta ai primi quattro posti richiede una grandissima attenzione. Var? Il problema è come viene utilizzato. Quello di Genoa è un chiaro ed evidente errore, ed andava rivisto. Io pensavo che la tecnologia potesse farci avere un calcio più giusto, ma mi sono sbagliato. Gli errori restano, forse solo sul fuorigioco si è migliorati. Bisognerebbe cambiare il protocollo: il Var dovrebbe poter intervenire sempre, e si dovrebbe dare la possibilità alle squadre di invocarne l’intervento. Problemi strutturali nel Napoli? De Laurentiis ha messo in piedi la seconda rosa del campionato dopo la Juventus, l’unico settore dove non si sono attrezzati adeguatamente è la difesa. Manca un Albiol, ovvero un uomo che comandi la difesa. Koulibaly, Manolas e Maksimovic sono degli esecutori. Nonostante ciò, hanno la seconda miglior difesa per gol subiti, dopo la Juve. Gattuso era partito col 4-2-3-1, per permettere la coesistenza di Osimhen e Mertens, ma credo che ora sia arrivato il momento di ritornare al 4-3-3, perché la rosa è più idonea a schierarsi con questo modulo. A parte le assenze, nel 4-2-3-1 c’è bisogno di un sacrificio in fase difensiva da parte di Insigne e Lozano che, spesso, non arrivava. Cosa manca a questa squadra? Serenità. Far trapelare la notizia che il presidente stesse trattando altri allenatori ha destabilizzato l’ambiente. Gli errori individuali visti contro il Genoa sono palesemente scaturiti da mancanza di serenità. È ovvio che qualche colpa ce l’abbia anche Rino, ma mettere in croce l’allenatore ora che si è ancora in corsa per tutto, è un errore. Quando Sacchi perse contro l’Espanyol tutti volevano la sua testa. Berlusconi scese negli spogliatoi e disse: ‘Sacchi è l’allenatore del Milan, chi lo seguirà resterà qui anche l’anno prossimo’. Questo è quello che dovrebbe fare il presidente De Laurentiis, confermando l’allenatore agli occhi dei calciatori, tirando le somme a fine stagione. In tutta sincerità, si parla di Juric o Italiano: secondo me questi non sono allenatori da Napoli, si farebbero passi indietro. In Italia c’è chi esalta Pirlo, dicendo che copia Allegri. Questo è un paradosso, visto che lo stesso Massimiliano è andato via perché la società non apprezzava il suo calcio. Non si risolve tutto dall’oggi al domani buttando la croce sull’allenatore. Il Napoli ha una rosa molto forte, deve avere calma e sangue freddo, senza farsi condizionare da tutta questa negatività. Io non sono favorevole a sfasciare tutto subito, prendendo un altro allenatore. Cambiare l’allenatore porterebbe solo altra confusione. Qui si dimentica che Gattuso ha 13 punti in più rispetto allo scorso anno e, dopo il Milan, è la squadra che ha migliorato di più il punteggio in classifica rispetto alla passata stagione”.

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