EDITORIALE. Ancora un passo di gambero per gli azzurri contro il Granada

Siamo alle solite. Oramai, come avviene da tropo tempo, il Napoli non riesce ad inanellare due partite positive di seguito. Ieri sera, nel match di andata dei sedicesimi di finale di Europa League contro il modesto ma volitivo Granada, gli azzurri hanno fatto un altro passo di gambero in questa stagione che sembra essere maledetta dal punto di vista della sfortuna che ha mietuto vittime a dismisura a causa di infortuni e pandemia; la lista degli indisponibili, ora si è addirittura allungata con l’infortunio di Politano. Per Gattuso, in vista dell’Atalanta, ci sono soltanto 12 giocatori disponibili, compreso il secondo portiere. La sconfitta per 2 a 0 compromette non poco il passaggio del turno, visto anche lo scarso feeling con il gol dimostrato nelle ultime quattro gare in cui la formazione partenopea ha realizzato la miseria di due reti. Anche ieri nessun tiro in porta degno di tal nome. A prescindere dalle attenuanti dovute al team di Gattuso, appare evidente che la squadra non ha idee, non ha gioco, non sa impostare la partita e pecca di concentrazione nel reparto difensivo ed anche nella mediana, zona in cui si sbagliano un’infinità di passaggi che permettono agli avversari ripartenze micidiali. Ricordiamo che con quella subita in terra andalusa, il Napoli ha incassato l’undicesima sconfitta di quest’annata, una media da squadra di bassa classifica. Con gli ottavi europei nettamente a rischio, resta solo il campionato nel quale la società si era prefissata il ritorno in Champions, tuttavia, di questo passo, ogni obiettivo è precluso. Una nuova battuta d’arresto a Bergamo significherebbe, perdere molto terreno e comprometterebbe anche quest’ultimo traguardo. Di sicuro non c’è da stare allegri, stante la situazione attuale. Assurdo pensare di poter lottare con soli 10/11 uomini disponibili ed anche se recuperassero in tempi brevi Koulibaly e Mertens non sarebbero mai nelle condizioni ottimali per far invertire la rotta, come si evince dalle prestazioni del nigeriano Osimhen, reduce dal covid, il quale è lontanissimo da quel giocatore che avevamo esaltato ad inizio stagione. Il mio interrogativo resta il perchè dei giocatori di buonissimo lignaggio quando scendono in campo appaiono spaesati, senza mordente e senza grinta, quando invece dovrebbero mangiarsi gli avversari. Calciatori in scadenza di contratto, per esempio, dovrebbero rendere molto di più per mettersi in mostra e attirare l’attenzione di altri club, ma in questo modo non fanno neanche i propri interessi, dal momento che nessun direttore sportivo punterebbe su elementi che hanno solo deluso. Se c’era ancora qualche dubbio sulla partenza di Gattuso a fine stagione, adesso vi è la certezza, il matrimonio tra il tecnico di Corigliano Calabro ed il patron azzurro è destinato a sciogliersi. Il buon Rino aveva affermato che i suoi uomini erano con lui, però, ieri sera, il mister da bordo campo non faceva altro che impartire indicazioni mai recepite, ognuno giocava per sé, giocava, diciamo, pur puro eufemismo. Sta di fatto che i tifosi napoletani davanti alla Tv sono rimasti nuovamente nauseati e delusi dal comportamento dei loro beniamini. Meret, Zielinsky fanno proclami di riscossa, affermando che la qualificazione è ancora possibile nel match di ritorno a Napoli ma come si fa ad essere ottimisti dopo aver visto la gara di ieri?

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