AMARCORD: NAPOLI-UDINESE, sfida aperta!

Quella con l’Udinese resta una sfida sempre aperta anche se il bilancio parla decisamente napoletano. Dal definitivo ritorno in A Napoli-Udinese si è giocata tredici volte con nove vittorie azzurre, tre pareggi, un successo bianconero.

Malgrado questa superiorità statistica, che l’impegno si confermi ostico lo si è visto nell’ultimo incontro giocatosi il 19 luglio con l’Udinese piegata solo al 95°. Ospiti in vantaggio con un diagonale di De Paul (oggetto del desiderio) dopo una pregevole azione corale, il pari meno di dieci minuti dopo con Milik che quasi in spaccata manda in rete un passaggio di Fabian Ruiz. Il colombiano Ospina mostra i suoi riflessi su un tiro di Lasagna e poi si ritrova il pallone tra le mani dopo che un salvataggio di Koulibaly su un tocco di De Paul l’aveva spedito sulla traversa, montante che era stato già colpito da  Zielinski con uno spicchio di pallone rimbalzato sulla linea. A chiudere la gara il pallonetto di Politano in pieno recupero per il 2-1 finale.

Sfida più cruciale e pirotecnica il 18 aprile 2018 con sei reti, 4-2, anche qui friulani in vantaggio (due volte) con Jankto e raggiunti da Insigne e ancora con Ingelsson con  pari di Albiol. Vantaggio di Milik e 4-2 finale di Tonelli. Non meno scoppiettante la sfida del 19 marzo 2019, chiusa con identico punteggio: stavolta doppio vantaggio azzurro, Younes e Callrjon, pari con Lasagna e Fofana poi Milik e Mertens a fissare il punteggio sul 4-2. Il 15 aprile 2017, gli azzurri regolarono per 3-0 i friulani in un ben diverso finale di stagione. Dominio territoriale sin dalle prime battute ma le tre reti arrivarono nella ripresa: al 48° Mertens, raddoppio di Allan al 63° e tris di Callejon al 72°. Unici squilli dell’Udinese un palo di Zapata, che poteva regalare il pareggio, ed un colpo di testa all’indietro di Callejon che per poco non sorprese Reina. L’otto novembre 2015, Napoli vittorioso di misura; Karnezis, migliore in campo, superato solo al 53° da un diagonale di Higuaìn. Lunghissimo l’elenco delle occasioni non sfruttate dagli azzurri che rischiarono il pareggio con un colpo di testa di Widmer, unica opportunità concessa agli ospiti.

Udinese violò l’ex San Paolo il 17 aprile 2011 (2-1) e le due reti non furono salutate da alcuna esultanza. Esse furono infatti realizzate dal futuro napoletano Inler e dall’ex Denis. Inutile, in pieno recupero, il gol di Mascara. Roberto Sosa fu l’autore dello 0-1 del 23 gennaio 2001, anno della seconda retrocessione degli azzurri in B. Un altro argentino, un certo Maradona, segnò su punizione prima del pari di Galparoli. Partita, questa del 24 novembre 1985, che vide Diego espulso per un fallo di reazione. Il Napoli-Udinese del 6 gennaio 1985 finì 4-3. Queste le reti: le prime due su rigore, vantaggio di Edinho, pari di Maradona. Napoli avanti con Bertoni e 2-2 di Miano. Quindi ancora il duo argentino, Maradona (rigore) e Bertoni per il 4-2 poi ridotto di una lunghezza da Billia. L’anno del primo scudetto Napoli-Udinese si giocò alla seconda giornata e finì con la prima rete in azzurro di Rambo De Napoli ed il pareggio di Ciccio Graziani e, singolare coincidenza, si giocò di nuovo alla seconda nel campionato del secondo titolo finale: 3 settembre 1989 Napoli-Udinese 1-0, gol di Renica.

Il Napoli trovò un’altra affermazione nel Febbraio 2008 per 3-1 con una doppietta di Lavezzi e finì 2-2 esattamente un anno dopo con il Napoli avanti 2-0 con Lavezzi e Hamsik poi raggiunto da Di Natale e Quagliarella. Nel Settembre 2009 si chiuse a reti inviolate, il 7 ottobre 2012, 2-1 per il Napoli con le tre reti siglate nel giro di un quarto d’ora:  Hamsik, Pinzi e Pandev. ll 7 dicembre 2013 un rocambolesco 3-3 che lasciò non poco amaro in bocca. Prima frazione chiusa sul 2-1, doppietta di Pandev, quindi uno sfortunato autogol di Fernandez permise agli ospiti di restare in partita fino del pareggio di Fernandes con un pallonetto dalla distanza. Due pari e tutto da rifare; due reti di rapina prima Dzemaili, un minuto dopo il 2-2, quindi Basta per il definitivo 3-3 sfruttando un imperfetto disimpegno della retroguardia azzurra.

L’8 febbraio 2015, affermazione azzurra per 3-1: vantaggio siglato da Mertens che batté Karzenis con un preciso diagonale, quindi tagli chirurgici di Mertens e Hamsik a centrocampo, palla a Gabbiadini per il colpo del 2-0. Ma l’Udinese non era lì a guardare, gli ospiti dimezzarono lo svantaggio con Thereau che con un pallonetto neutralizzò un’uscita azzardata di Rafael. Il tempo si chiuse con Widmer che si trovò tra i piedi la palla del 2-2 calciata fuori da buona posizione. Provvidenziale un tocco maldestro di Thereau che mandò nella propria porta una punizione–cross di Mertens chiudendo lì la partita.

Antonio Gagliardi 

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