Gaetano D’Agostino a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Adl mi voleva, ma avevo un accordo con la Juve e rifiutai. Poi saltò tutto. È il rimpianto più grande della mia carriera. Su De Paul…”
“Nel Napoli attuale avrei giocato nel centrocampo a due – queste le parole di Gaetano D’Agostino, allenatore ed ex calciatore, fra le tante, di Udinese e Fiorentina, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Fabian Ruiz? Può fare tutti i ruoli, è bravo nelle due fasi, e a me piace tantissimo. Insieme a Zielinski, si completano. Seguo gli azzurri con molta attenzione, il centrocampo è una parte nevralgica della manovra della squadra partenopea. Gattuso? Meriterebbe la riconferma, con l’organico al completo sta facendo un ottimo lavoro e lo sta dimostrando in queste ultime giornate. Rino ha avuto diversi problemi, anche personali, e non semplice sopperire ad assenze importanti. Anche io, in questo ultimo mese e mezzo, non ho avuto tutta la rosa a disposizione: non avevo sette titolari, e purtroppo siamo usciti ai play-off. Quando ti mancano così tanti titolari, fai difficoltà in tutte le categorie. Al Napoli è mancata l’imprevedibilità in fase offensiva, quest’ultima ritrovata con il rientro di Osimhen. De Paul? È un calciatore che si è consacrato, è maturo ed è pronto per il grande salto in una big. Non dimentichiamoci che è titolare nella nazionale Argentina. Lo vedrei molto bene insieme a Zielinski, Fabian e Demme, formerebbero il centrocampo più forte d’Italia. Mourinho? È stata anche una mossa di marketing, la Roma è una società quotata in borsa. Io, però, credo che abbiano scelto il portoghese per avere un allenatore di caratura mondiale, per dare entusiasmo a tutto l’ambiente. Ha firmato un contratto di 3 anni per dare continuità ad un progetto importante. Questo è un segnale che la Roma manda al calcio italiano ed europeo: vuole tornare fortemente su palcoscenici importanti. Dobbiamo essere meno conservatori, non pensare al passato ma guardare al futuro: se imprenditori stranieri hanno intenzione di investire in Italia, bisogna dare loro la possibilità di farlo senza bloccarli con la classica burocrazia del nostro paese, altrimenti rischiamo di restare sempre indietrorispetto ad altre nazioni. Credo che il nostro campionato possa essere ancora quello più affascinante del mondo, ma bisogna dare la possibilità di poter investire, altrimenti gli imprenditori scapperanno dall’Italia. Benevento? La Serie A è dura. Nel girone d’andata le Streghe hanno collezionato 22 punti, ma anche lo Spezia di Italiano, che tanto aveva fatto bene nella prima parte di campionato, ora è in lotta per la salvezza. Successivamente c’è stato il caso della partita col Cagliari: ho rivisto l’episodio del rigore su tutte le piattaforme possibili, e quello è sempre rigore. Il Var è uno strumento utile se lo si lascia scegliere, altrimenti, se l’ultima decisione è sempre umana, credo che cambi nulla rispetto a quando non era presente questa tecnologia. Quanto sono stato vicino al Napoli? Io ero già azzurro, ma rifiutai la proposta perché avevo trovato l’accordo con la Juventus. In Nazionale mi accordai con Ciro Ferrara, successivamente mi chiamò Pozzo in sede e mi disse che De Laurentiis avrebbe voluto acquistarmi. Gli risposi dicendo di aver trovato l’accordo con la Juventus. Ho ancora lo spigolo della porta incrinata per tutte le testate che ho dato per non aver scelto Napoli come piazza. Se fossi stato più riflessivo, avrei accettato l’azzurro, è il mio unico rammarico in carriera”.
“Questa è stata una stagione fantastica, stupenda e ieri si è coronato un sogno – queste le parole di Andrea Schiavone, calciatore della Salernitana, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Una cavalcata indescrivibile e non possiamo che essere entusiasti di tutto quello che abbiamo fatto. Siamo stati lì, in classifica, per tutto l’arco del campionato, eravamo consapevoli delle nostre potenzialità e siamo stati bravi a restare nelle zone alte. Il mio cartellino è stato già riscattato dalla Salernitana, era presente l’obbligo di riscatto dopo 7 punti in campionato. Mercato? Ora festeggiamo e ci godiamo il momento, ci penseremo più in là. La carriera di un calciatore, quando si conquista una promozione, è ovvio che può cambiare. Spero di migliorare il mio percorso, e vedremo il prossimo anno cosa deciderò. Juventus? Sono un prodotto delle giovanili bianconere, ho girato tante squadre partendo dalle categorie minori, tanti anni di Serie B e raggiungere la promozione in Serie A mi dà ancora più soddisfazione. Sono più maturo ed ho la consapevolezza di quello che siamo riusciti a fare. È stato bellissimo farlo a Salerno, è una piazza calorosa ma allo stesso tempo difficile. Sono tifoso della Juventus, ho il sangue bianconero e ho giocato nelle loro trafile da quando ero bambino. Per noi tifosi, negli ultimi anni, ci sono state tante soddisfazione, un’annata storta può capitare, ma è una società che saprà come rialzarsi. Pirlo? Non mi sento di esprimere giudizi su una dirigenza fenomenale come quella bianconera. Hanno fatto una scelta ed è andata male, magari andrà meglio l’anno prossimo. Lotito? Il presidente ci ha sempre creduto, a noi calciatori ha sempre parlato di promozione dal primo giorno in cui sono arrivato a Salerno. Era estremamente soddisfatto e ha ringraziato tutti per il traguardo raggiunto. Derby Napoli – Salernitana? Gli azzurri hanno una rosa stratosferica, tanti calciatori temibili. A centrocampo sono fenomenali, Zielinski su tutti, è un calciatore da prendere come modello d’ispirazione”.
Raffaele Ametrano a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Positiva la gestione del Napoli da parte di Adl, ma faccia un sacrificio per tenere Insigne”
“Se oggi fossi un calciatore del Napoli, giocherei a centrocampo o da esterno. Ad oggi, gli azzurri, hanno un’ottima squadra con dei giocatori molto forti in quei ruoli, meglio lasciare loro in campo (ride, ndr) – queste le parole di Raffaele Ametrano, ex calciatore, fra le tante, di Napoli e Udinese, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Napoli-Udinese? I bianconeri sono strutturati per difendersi per poi ripartire, hanno ottime individualità, molto fisici e compatti nella propria tre quarti, ma di fronte troveranno un Napoli motivato a mille, che deve raggiungere a tutti i costi l’obiettivo Champions. L’Udinese, invece, avendo già raggiunto la salvezza, non verrà con il coltello fra i denti. Per tenere alta la concentrazione per queste ultime tre gare, sono sicuro che Rino starà massacrando i ragazzi giorno e notte. Il Napoli ha lasciato punti importanti contro squadre piccole, ma anche tutte le altre che stanno lottando per la Champions, hanno steccato con chi è in basso in classifica. La squadra di Gattuso è, ormai, tra le prime quattro e deve restarci. Il calendario è favorevole, e ha le qualità per vincere tutte e 3 le sfide che mancano. La stagione è stata segnata, in negativo, dai troppi infortuni. De Laurentiis, dal mio punto di vista, è stato troppo frettoloso nel giudicare l’operato di Rino. Anche perché, ad oggi, sta portando gli azzurri in Champions e potrebbe rischiare di arrivare secondo in classifica. Con la rosa a disposizione, si sarebbe parlato di un altro campionato. Insigne? Per un napoletano, giocare nel Napoli, è sempre più complicato ma sta reggendo bene all’essere profeta in patria. Altrove ti affezioni alla maglia ed al pubblico, ma non hai quel sentimento della squadra della tua città e tutti quei sogni che avevi da bambino. Lorenzo è maturato molto, è stato determinante in tutte le gare, soprattutto nei momenti più difficili. Rinnovo? Al momento non se ne parla ancora, ma penso che alla fine resterà. In questo periodo tutte le società stanno affrontando un momento complicato, anche l’Inter, vincitrice del campionato, sta avendo difficoltà a pagare gli stipendi ai calciatori. Per l’intera stagione il pubblico è stato assente e qualche sponsor si è tirato indietro, quindi, è anche normale. Ma Insigne è uno di quelli per i quali De Laurentiis dovrebbe fare un sacrificio pur di trattenerlo. ADL? La sua è stata sicuramente una gestione positiva. Ho vestito l’azzurro in una società pre fallimentare, con enormi difficoltà che non voglio nemmeno ricordare. Questo Napoli, invece, è una società diversa e con un percorso importante. Spagna? La loro scuola calcia, già alla mia epoca, era molto forte. Ricordo, uno su tutti: Raul. Sono cresciuti negli anni, dando una struttura importante ai settori giovanili, i quali sono completamente abbandonati in Italia. In Spagna partono dai bambini, e noi non riusciamo a farlo”.