Gli interventi di Giuseppe Volpecina, Daniele Cacia e Daniele Verde

Giuseppe Volpecina a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “La Serie A dovrebbe ammettere 18 club al massimo, oggi si giocano troppe partite ed i calciatori non sono salvaguardati

“Non è possibile arrivare a fine campionato per disputare una gara così importante in chiave salvezza come Lazio-Torino – queste le parole di Giuseppe Volpecina, ex calciatore, fra le tante, di Napoli e Hellas Verona, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Certo è che, le partite, ahinoi, sono tante. Quando giocavo io in Serie A c’erano 16 squadre. Oggi magari con 18 club, il massimo campionato italiano sarebbe più gestibile. Andrebbero salvaguardati gli atleti – continua Volpecina -, non a caso ci sono stati tantissimi infortuni muscolari e calciatori vittime di Covid. I giornalisti inglesi che ridevano del rigore dato a Cuadrado da Calvarese? Per l’ennesima volta assistiamo a delle clamorose ingiustizie, anche se questa volta c’è da dire che pure la Juventus ha subito dei torti nella partita contro l’Inter. L’arbitraggio è stato sicuramente deprecabile per tutte e due le squadre. Tornando al campionato, trovo assurdo che le ultime gare di campionato non si giochino in contemporanea. Nazionale? Quattro ragazzi del Napoli (Meret, Di Lorenzo, Insigne e Politano, ndr) sono stati convocati contro Malta e a mio avviso meriterebbero di andare tutti all’Europeo. Quello che hanno espresso quest’anno in campionato sarebbe il giusto premio per loro.” E conclude: “La mia esperienza a Napoli? Ho avuto la fortuna di tornare a giocare e vincere (Volpecina è stato uno dei protagonisti del primo tricolore azzurro, ndr) dopo aver girato tanto l’Italia e aver maturato la giusta esperienza. Avevo tanta voglia di tornare, ed il mio ritorno è stato positivo, perché sono arrivato con le spalle forti e l’esperienza giusta. Soprattutto nell’anno giusto. Ho trascorso 4 anni in prestito al Palermo, poi sono andato a giocare al Pisa e quando ero a Verona chiesi al presidente che sarei andato via solo avessi ricevuto una chiamata del Napoli. E così fu. Problema terzini mancini nel Napoli? Emerson Palmieri è un ottimo profilo, ha un buon passo ed ha esperienza a livello internazionale. Non vedo terzini più forti in Italia. Zappacosta? Sta facendo bene, ma a destra siamo ben coperti con Di Lorenzo. Non amo adattare i terzini a piede invertito come ha fatto il Napoli con Hysaj. Ora che ha recuperato anche Osimhen, credo che un terzino sinistro di spinta possa aiutarlo a segnare. L’attaccante nigeriano credo abbia ampi margini di miglioramento, ha l’età dalla sua parte. Toni Cioffi pronto per la prima squadra? Va aspettato, bisogna saperlo gestire per capire se è già pronto o deve fare un po’ di gavetta in giro per l’Italia”, conclude.

Daniele Cacia a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “All’epoca di Marino e Reja sono stato cercato dal Napoli, poi non se ne fece più niente. Orgoglioso di essere un bomber di categoria

“Nel 2012 è iniziato un ciclo importante a Verona. Vincemmo il campionato cadetto e da lì la società è tornata a calcare il campionato di massima serie – queste le parole di Daniele Cacia, ex calciatore, fra le tante, di Hellas Verona e Fiorentina, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Bomber di categoria? Non è assolutamente un’offesa per me, anzi, vivo come un vanto questo attributo. D’altronde conservo il record di secondo miglior marcatore nella storia della Serie B. Poi con Fiorentina, Lecce, Bologna e lo stesso Verona ho calcato anche i campi della Serie A. In gialloblù avrei potuto fare di più, ma poi arrivò Luca Toni che, nonostante i 36 anni, fece 22 reti e mi rubò il posto da titolare. Purtroppo nella mia carriera sono sempre arrivato nel posto giusto al momento sbagliato. Vicino al Napoli? Sì, all’epoca di Pierpaolo Marino e Reja, ne abbiamo parlato lungamente con il mio procuratore dell’epoca, Ciccio Romano. Non so dire quanto vicino sia stato a vestire l’azzurro, ma mi hanno cercato”.

Spezia, Verde a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Ora sono dello Spezia, in futuro si vedrà. Italiano pronto per una big. Se mi chiamasse il Napoli…

La rovesciata contro la Lazio? Mi resterà per sempre dentro l’emozione di quella prodezza, e non dimenticherò mai quando Pepe Reina è venuto a congratularsi con me – queste le parole di Daniele Verdecalciatore dello Spezia, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -.Spezia? È stata una stagione importante: per come eravamo partiti, credevo ci saremmo salvati con largo anticipo, ma la Serie A è il campionato più difficile e, dunque, è stato un grande risultato esserci salvati con una giornata di anticipo. Grazie a mister Italiano siamo riusciti a sfatare il mito che le squadre cosiddette piccole non possano mostrare un bel calcio. Futuro? Per ora sono ufficialmente un calciatore dello Spezia: con la salvezza è scattato il riscatto automatico, poi si vedrà in futuro. Sono molto orgoglioso dell’esperienza che ho maturato finora, ho girato molto nonostante abbia solo 24 anni. Cercherò di affermarmi qui anche per dare stabilità alla mia famiglia, anche se il mio sogno resta quello di approdare in una big. Sono di Napoli e sono un tifoso del Napoli, se dovesse arrivare una chiamata non potrei mai rifiutare, andrei a giocarmi le mie carte. NapoliVerona? Non sarà una passeggiata per gli azzurri, i gialloblù hanno dimostrato solidità e caparbietà. Juric è uno che non molla mai, sarà sicuramente una bella partita. Zaccagni? Ci ho giocato insieme proprio a Verona, è esploso di botto e credo sia pronto per approdare in una grande piazza. Mister Italiano? Gioca un grande calcio, lo ha dimostrato qui a La Spezia e credo sia prontissimo per esportare le sue idee in un grande club. Perché ho fatto le giovanili nella Roma e non nel Napoli? Non so cosa manchi alla società di Adl a livello di settore giovanile, ma siamo in tanti ad essere andati via da giovanissimi”.

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