Gli interventi di Guido Clemente e Carlo Laudisa a Radio Marte

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Guido Clemente di San Luca, professore.
“Ringrazio Catello Maresca per la stima, insieme a fine luglio dovremmo discutere la nostra querela per chi ci aveva dato della feccia. Insieme a lui abbiamo dimostrato scientificamente cosa poter fare da studiosi del diritto. Si poteva ricavare che oggettivamente alcune regole erano state disapplicate, sia del protocollo VAR che del gioco del calcio. In quella famosa partita ci sono tanti episodi discutibili ma specialmente per il fallo di Pjanic è inspiegabile quello che è accaduto. Con le regole vigenti è la loro applicazione che lascia perplessi. La questione è andata davanti ai giudici non perché lo ha fatto chi ne avesse interesse ma perché Le Iene sono state querelate. Ciò che è pubblico deve muoversi dentro una casa di vetro. Quello che accade dentro dev’essere fruibile per il popolo degli utenti. Audio sparito? Questa è una questione di passione civile: la gente non ne può più di soprusi e opacità. E questo riguarda anche casa nostra, non possiamo continuare a vivere in questo clima oscurantista. Tutto dev’essere trasparente, non si può andare avanti così. Il Napoli ha un limite solo ed enorme: la fragilità psicologica. Oltre questo, però, ci sono fatti di cui si discute senza elementi e questo vale ancora di più per gli altri. Non si può essere ineccepibili solo con noi stessi. Con il Verona bisognava fare meglio ed è giusto ma se nella giornata precedente si fossero fatte rispettare le regole il Napoli sarebbe andato in Champions con una giornata di anticipo”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Carlo Laudisa, giornalista.
“Raspadori può essere la sorpresa dell’Europeo? L’augurio che ci facciamo tutti è questo. Al di là delle scaramanzie c’è un sottofondo tecnico rilevante. Mancini è molto veloce nel cogliere il talento, così come De Zerbi al Sassuolo lo ha allevato bene. La prima intervista a Raspadori la feci un anno fa circa, dopo il debutto in Serie A. Mi colpì la sua maturità: per un appena 20enne non si trovano argomenti così ponderati sul futuro e sulla necessità di fare esperienza. Italia tra le favorite? Non c’è dubbio. Ha un bagaglio tecnico importante, unita a una compattezza trovata strada facendo. L’Europeo sarà un esame di maturità ma pure di laurea. Barella ha vinto lo Scudetto, Verratti è sempre lui, Jorginho ha vinto la Champions League. In mezzo siamo più che competitivi, c’è anche Locatelli. Chiesa e Berardi li conosciamo già, così come Insigne: abbiamo tutto per essere la spina nel fianco delle favorite”.

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