Sarri: per il Napoli ero a disposizione a luglio, ma non mi hanno più cercato

Maurizio Sarri rompe il silenzio, a quasi un anno dall’addio alla Juventus, concedendoci un’intervista in esclusiva a Sportitalia. Ecco le dichiarazioni del nuovo allenatore della Lazio:

“Niente di particolare, sono stato con la famiglia, ho letto tantissimo. Ho visto tante partite e ho fatto la cosa che mi piace di più, visto tante corse ciclistiche. Vengo da una famiglia di ciclisti. Mio nonno lo faceva e mio padre è stato corridore professionista. È una passione di famiglia”.

Quanto calcio ha visto in questo periodo?
“Tanto, non tantissimo. È stato un anno particolare, stare fuori non mi è pesato molto. Che tristezza gli stadi vuoti, la situazione non mi faceva venire voglia di tornare particolarmente”.

Lo scudetto con la Juve è stato un po’ sottovalutato?
“Era dato per scontato. All’esterno, ma devo dire anche all’interno. Abbiamo vinto uno scudetto senza festeggiarlo, ognuno ha cenato per conto suo. Probabilmente l’anno giusto sarebbe stato questo, dopo un quarto posto e ho visto che hanno festeggiato, probabilmente ci sono le condizioni ideali”.

Il quarto posto non andava festeggiato. O è stato poco festeggiato il suo scudetto?
“Credo sia stato poco festeggiato il mio. Una squadra che viene da 8 anni di scudetti può dare tutto per scontato, ma nel calcio e nello sport non è mai così”.

“Un po’ per questo, ma anche perché quest’anno non c’erano le condizioni. Nel calcio dopo la pandemia era difficile rientrare con la voglia e le qualità giuste. Non mi ha pesato stare fuori, ora che si ricomincia a vedere un po’ di spettatori la voglia torna a prendere il sopravvento”.

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