Gli interventi di Enzo Montefusco e Fabio Mandarini a Radio Marte

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Enzo Montefusco, allenatore.
“Spalletti è toscano e come mentalità loro sono molto aperti. Anche Sarri stava sempre in giro, chiaramente uno poi si crea il suo ambiente. Lo stesso Ancelotti girava per la città. Io ho dubbi solo quando i calciatori si mettono la mano sul petto. Il lavoro di Spalletti è ottimo: ha rivalutato molti calciatori, sta facendo benissimo. Io lo ebbi come allievo per 15-20 giorni a Empoli, poi smise di giocare a calcio. Ha dei numeri eccezionali come allenatore, un tecnico vero. Io che sono un sarriano dico che Spalletti è più bravo perché è un tattico, uno che sa fare i cambi. Anche se nell’ultima partita non ho capito i cambi fatti nel finale contro il Verona. Gli avrei chiesto perché non ha fatto giocare Ounas almeno 20 minuti. Ma gli faccio i complimenti con il cuore. Molti lo avevano già criticato, il napoletano spesso parla troppo e pure a sproposito. Dobbiamo giudicare Spalletti alla fine del girone d’andata, dopo le partite con Inter, Lazio e Milan.
Beto non giocò in finale? Lo portai in panchina perché non poteva giocare. Nessuno ha detto che giocammo la finale con un uomo in meno quasi per un’ora, che stavamo andando in Serie B e invece ci salvammo”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Fabio Mandarini, giornalista.
“Se solo torniamo indietro di pochi mesi ricordo lo scetticismo enorme attorno a Spalletti, qualche pregiudizio a priori dettati dalla fiction su Totti e dalle esperienze sui casi Icardi e del capitano. Non si guardava al valore dell’allenatore ma ci si concentrava sull’idea. Invece Napoli ha scoperto un allenatore molto umano. Molti me ne parlano come di un uomo simpatico. Poi parlano i fatti: impossibile non valutare quanto è riuscito a fare in 4 mesi. E’ entrato nella testa di questa squadra, Napoli primo in Italia e in Europa, gioca, vince, ha personalità e mentalità. L’aspetto che mi ha colpito di più è quello di come ha trasformato i giocatori: Fabian Ruiz, il recupero di Lobotka, il rilancio di Koulibaly, lo stesso Insigne sta vivendo un momento particolare, Osimhen ha avuto miglioramenti tangibili perché viene allenato nei fondamentali. Sta facendo grandi cose, già adesso ha lasciato il segno enormemente su questa squadra. Inter-Napoli 0-3? Era un altro Napoli e un’altra epoca. Ora cominceranno tutti gli scontri diretti, si entrerà nel vivo del campionato. Chiaramente alla lunga è la continuità a fare la differenza, punti persi come quelli contro il Verona peseranno. Le vittorie negli scontri diretti comunque servono. Il Napoli dovrà affrontare avversari importanti, si capisce che questo sarà il momento clou. Bisogna accumulare quanti più punti possibili senza poi i giocatori della Coppa d’Africa

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