Gli interventi di Marco Bellinazzo, Mara Monti e Guido Clemente di San Luca a Radio Punto Nuovo

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Marco Bellinazzo, economista: “La vicenda di quel calcio italiano, quello dei tempi di Calisto Sanzi, era emblematica. Cragnotti è un altro dei protagonisti di un periodo complesso dove esisteva la triade non solo juventina, accertata dai procedimenti, cioè la sussistenza di una comproprietà con due squadre che asserivano all’impero di Calisto Sanzi, ovvero Parma e Verona con la determinazione di risultati strani per la conseguente retrocessione del Napoli che già aveva problemi di suo ma con quei risultati fu affossato. Quella è una delle tante vicende che ha portato alla distruzione del modello del calcio italiano che non si è evoluto ma ha attraversato strade contorte. Si creò una sorta di potere calcistico-finanziario che diede vita a un coagulo di interessi tra signori potenti. È una delle pagine più tristi del calcio italiano e da questo punto di vista non ci siamo fatti mancare niente. Abbiamo citato una serie di fatti scandalosi quando il contesto era complesso”.

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuta Mara Monti, giornalista: “Calisto Sanzi negli anni è stato un grande imprenditore prendendo una piccola società di famiglia costruendo un’azienda internazionale. Il crack della Parmalat è venuto fuori in un periodo di crolli importanti. Siamo in un contesto in cui la finanza spericolata di quegli anni comincia ad avere il fiato corto. Il gruppo Sanzi, Parmalat, ha avuto un periodo di grande crescita per l’industria italiana ma non bisogna dimenticare che quella Parmalat che tutti noi conoscevamo come fabbrica di prodotti nascondeva la fabbrica dei falsi. I bilanci erano stati falsificati per anni, così come gli estratti delle banche. Secondo i bilanci della società ci doveva essere una liquidità di 4 miliardi di euro ma non esistevano. Il gruppo aveva debiti per oltre 14 miliardi di euro e obbligazioni false vendute a 150 risparmiatori. Uno dei passaggi più controversi è stato che quando gli istituti finanziari, che avevano sottoscritto le obbligazioni, cercavano di vendere queste ultime ai finanziatori. Purtroppo in questi casi si arriva alla disperazione perché sono soldi che molti avevano investito, i risparmi di una vita dopo anni di lavoro e si trovavano con carta straccia in mano. Ricordiamo che ci fu anche lo scandalo Cirio in quegli anni e furono 35 mila i risparmiatori coinvolti. Le due società hanno fatto parecchi danni tra società italiana e risparmiatori. La Parmalat aveva stabilimenti in tutto il mondo e fu un caso che non passò inosservato. Questo crack ha dato vita a una serie di riforme delle stesse banche attente alla trasparenza della clientela. Ho letto parecchi articoli su Sanzi e in tanti hanno riportato in maniera puntuale su quello che è stato nel bene e nel male. Trovo preoccupante e mi chiedo se una storia così grande come questa sia stata sufficiente per cambiare le regole del gioco. C’è anche un ruolo molto importante e invadente delle banche in tutto questo”.

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Guido Clemente di San Luca, ordinario di Diritto Amministrativo: “Sogno di vincere a Torino 1-2, con vantaggio di Chiesa, pareggio a fine primo tempo di Mertens e a 20 minuti dalla fine entra Petagna che all’88’ fa il gol vittoria. Juve-Napoli dell’anno scorso? La sentenza di secondo grado è un obbrobrio giuridico sulla quale è stata fatta giustizia con la sentenza di terzo grado che ha ristabilito la verità giuridica. Il rapporto di cui discutiamo non è tra stato centrale e strutture istituzionali locali. Il problema è il rapporto tra ordinamento generale e ordinamento particolare, ovvero quello sportivo. Di fronte a situazioni di conflitto l’ordinamento particolare soggiace dinanzi alle affermazioni dell’ordinamento generale. Non si può parlare del rapporto tra Juventus e diritto, perché non esiste”.

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