Gli interventi di Matteo Gianello, Massimiliano Esposito e Luciano Moggi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex portiere del Napoli, Matteo Gianello. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla gara Napoli-Inter
“Ogni tanto me la vado a riguardare, il Napoli giocò benissimo e sbagliammo anche un rigore. C’erano più di 60.000 spettatori, venivamo da tre partite in una settimana: era un Inter ‘corazzata’, c’erano giocatori che hanno fatto la storia del calcio. Facemmo il primo gol subito, temevo i nerazzurri si arrabbiassero ma alla fine abbiamo vinto”.
Sull’acquisto del Napoli da parte dei colossi mondiali
“De Laurentiis ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia ed al Napoli, facendo quadrare i conti e pensando a migliorare la squadra. Spero di no perché il Napoli è dei napoletani, quindi spero rimanga a loro”.
Sui clean sheet del Napoli finora
“Sicuramente Spalletti lavora bene sulla fase difensiva: non solo la difesa, ma tutta la squadra che lavora quando non ha il possesso. Ospina ha salvato tante volte il Napoli, come Meret. C’è un lavoro di squadra, con gli attaccanti che rientrano e danno una mano a centrocampo. Tutto ciò ha portato il Napoli ad essere una delle difese meno battute”.
Sull’importanza per un portiere di avere competizione
“La competizione tiene sempre vivo il titolare in quel momento, specialmente quando affronti tante partite nelle diverse competizioni. L’importante è farsi trovare pronto, io con Iezzo era diverso: lui era più titolare rispetto a me. L’importanza è quella di lottare per l’obiettivo comune, senza voler creare tensioni con Gennaro – che non ci sono mai state – perché volevo che il Napoli facesse bene. Il portiere a differenza degli altri ha bisogno di maggiore continuità. Non penso che Meret senta la pressione, ma magari entra in campo e non sente la sicurezza. Ospina ha l’esperienza che non gli permette si sentirla”.
Sull’importanza del fattore psicologico
“Avevo colleghi che in allenamento erano dei fenomeni, poi in partita avevano la pressione di sbagliare, la paura di essere giudicato in caso di sbaglio. Ospina ha la tranquillità di sapere di essere un bravo portiere, quel che fa la differenza è lo stato emozionale: c’è chi sente più le partite e chi meno. I sudamericani secondo me la vivono come un divertimento, senza ansia. Non si deve offendere nessuno, ma Ospina è più forte mentalmente di Meret”.
Sul bilancio dell’esperienza di De Laurentiis al Napoli
“La colpa e la verità stanno sempre nel mezzo. Non abbiamo la controprova sul fatto che De Laurentiis se avesse investito di più avrebbe vinto di più. In questi anni ha però dimostrato di essere una grande squadra: quando la Juve ha vinto lo Scudetto dopo la sconfitta per 0-1 con gol di Koulibaly, il Napoli aveva avuto la possibilità di vincerlo. Guarderei di più su una gestione positiva che ha portato il club ad alti livelli”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex giocatore di Napoli e Lazio, Massimiliano Esposito. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sullo sport di base ai tempi del Covid
“Noi dello sport di base stiamo ricominciando a lavorare. Riprendere a giocare per chi ha avuto il Covid è complicato, perché serve rifare la visita medica ed i Poliambulatori sono tutti pieni. E’ una situazione generale, ho sondato anche le altre società e siamo tutti così. L’attività sportiva è importante, serve più socialità: non so perché nessun virologo o dottore non abbia spinto ad aprire dei portoni per lo sport. E’ vita, ti aiuta, ti fortifica sotto tutti i punti di vista. Ora dobbiamo essere bravi noi a dare una motivazione valida a questi ragazzi per far sì che ritornino in campo a divertirsi, fare sport e lasciare per un attimo i telefonini, i tablet”.
Sull’avventura di Sarri alla Lazio
“Il lavoro che fa lui ha bisogno di tempo. Sicuramente da quando è arrivato ad oggi ha fatto un buon lavoro, la Lazio si è trasformata. I risultati stessi sono cambiati, adesso qualche partita alla Sarri si vede a differenza di prima. Qualcosa va migliorato, il mercato di giugno richiederà delle modifiche in qualche ruolo. Se l’anno prossimo dovesse ripetere i risultati altalenanti di quest’anno qualche problema si potrebbe avere. Avventura deludente? Non credo, è al sesto posto a pochi punti dall’Atalanta che in questo periodo non è quella di prima. Può rosicchiare qualche altro punto e posti in classifica. C’è da dire che secondo me è difficile fare meglio di chi gli sta davanti, come Inter, Napoli e Milan che stanno disputando un campionato strepitoso”.
Sulle etichette nel calcio e la maturità del Napoli
“Sarrismo, Tiki Taka di Guardiola, tutti vogliono scopiazzarlo ma nessuno ci riesce. Il gioco o il sistema in cui lo fai te lo danno i giocatori. L’allenatore può dare delle idee, ma se non hai giocatori che hanno caratteristiche per fare quel gioco lì non puoi ripeterlo sempre. Secondo me l’errore di Sarri è andare avanti sempre su quelle idee lì. Gli è piaciuta l’etichetta ‘Sarrismo’ e porta avanti idee anche lì dove non ci sono giocatori funzionali alle sue idee. Guardiola è più visionario, ovunque è andato ha adattato le sue idee ai giocatori che aveva.
Sul Napoli di Spalletti dico che sicuramente ha portato esperienza, convinzione nei propri mezzi su quel che lui propone e lo sta dimostrando. E’ un Napoli compatto che nei momenti difficili ne è uscito fuori alla grandissima: ora è secondo in classifica ad un punto dall’Inter”.
Se il Napoli debba guardare all’Inter o alle inseguitrici
“Non credo in un recupero così prepotente della Juventus. Il Napoli deve guardare avanti, è a -1 dall’Inter, c’è lo scontro diretto e se dovesse vincere, rimarrebbe a tale distanza anche se i nerazzurri vincessero il recupero. Devono andare avanti, è tornato Osimhen, sono tornati anche Koulibaly ed Anguissa. C’è motivazione ed è una rosa che in questo momento è la più completa ed in forma sia a livello psicologico che fisico del campionato”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex direttore sportivo di Napoli, Juve ed Inter, Luciano Moggi. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla situazione di Roma e Lazio
“I risultati di entrambe non sono certamente quelli che speravano. La Lazio si è dimenticata della partita di Firenze e ne hanno presi 4 dal Milan in Coppa Italia. Mourinho è bravo a dirottare l’attenzione, ogni volta parla degli arbitri. Così concede alibi ai propri giocatori e la piazza lo idolatra: il pubblico ancora ci credere e non sa che Mourinho è arrivato lì con tre esoneri uno dietro l’altro, dimostrando di non essere quello di una volta. Lui in questo momento vuole dirottare l’attenzione di tutti verso altro che non c’entra nulla con il calcio. La Roma ha preso delle batoste non indifferenti e non è sempre colpa dell’arbitro. Se vediamo la classifica con Fonseca, era molto meglio a livello di punti e di gioco”.
Sulle dichiarazioni di Sarri prima della Coppa Italia
“Lasciamolo perdere, farebbe meglio a stare zitto. La Lazio a Firenze ha fatto una bella partita, ma vanno viste in una certa maniera: innanzitutto la squadra che si affronta ed il momento in cui si trova. Con la partenza di Vlahovic non c’è più calore intorno alla squadra, era il beniamino e lì davanti sanno che se mandano la palla lì davanti non c’è più nessuno che la butti dentro”.
Su Napoli-Inter di sabato
“Io ho individuato nel Napoli una delle migliori formazioni, se non la migliore. Ha delle caratteristiche particolari, potendo giocare di rimessa contro le grandi squadre, mentre con le piccole con Mertens fai la partita. Il problema di questo momento è che il Napoli se recupera tutti i giocatori e vince contro l’Inter, può vincere il campionato. Il solo avversario dell’Inter è il Napoli. Può essere che sbaglio, ma per me i partenopei sono la squadra migliore del campionato: la partita non decide il campionato ma dà una sintesi di quello che potrebbe avvenire. Se gli azzurri vincono, saranno i favoriti per lo scudetto”.
Se la Juve possa tornare a dare fastidio alle prime
“In questo momento no sicuro. Deve puntare al quarto posto, ma in futuro sicuro. Il Presidente della Juve ha detto in più riprese che voleva ritornare ad essere competitivi dopo un anno sabatico. Ha preso uno dei migliori in attacco, mentre Zakaria è un buon giocatore. I loro acquisti sono sicuramente azzeccati, Vlahovic è inutile parlarne, riempie l’area avversaria in un modo che la Juve non faceva da tanto tempo. Ha cominciato bene, adesso vediamo il resto. Sicuro che dal prossimo anno punterà allo scudetto, poi non è altrettanto sicuro che ci riesca”.

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