EDITORIALE POST CAGLIARI – Il Napoli delude ancora i tifosi sprecando l’ennesimo match point, fallito l’aggancio in vetta

Editoriale. Ancora una forte delusione per i tifosi azzurri, dopo il pareggio, peraltro raggiunto solo nel finale, a Cagliari, nel posticipo di ieri che doveva proiettare, nelle previsioni, gli uomini di Spalletti ad agganciare il Milan in vetta alla classifica. Ma purtroppo il Napoli ha fallito per l’ennesima volta il match point, disputando una delle peggiori partite della stagione. Solo Osimhen, autore del gol del pari e Fabian Ruiz, subentrati a poco più di un quarto d’ora dalla fine, hanno fatto la loro parte nel migliore dei modi, quasi tutti gli altri sono stati al di sotto della sufficienza. In verità, il Cagliari passato in vantaggio grazie ad una disattenzione di Ospina, tuttavia riscattatosi con due interventi strepitosi, ha dominato la partita, grazie alla grande aggressività e cattiveria agonistica messa in campo, per sopperire al lignaggio degli avversari, più blasonati, cosa che è letteralmente mancata agli azzurri che erano chiamati alla partita fondamentale per la lotta scudetto. Viceversa l’approccio alla gara è stato veramente disastroso e assolutamente non consono ad una formazione che doveva compiere quel salto di qualità che avrebbe procurato morale in vista del retour – match di Coppa con il Barcellona e soprattutto mandato il Napoli sul tetto della serie A con grandi chances di raggiungere un traguardo impensato a bocce ferme. E’ sembrato, invece che la squadra non avesse né gli stimoli, né la volontà di voler vincere a tutti i costi questa partita, come se dall’alto non fosse arrivato alcun incentivo a dare il massimo per portare a casa l’intera posta in palio che avrebbe inviato un segnale forte alle rivali milanesi. Il Milan, dunque, gongola e rimane primo in solitudine non per merito suo. Che dire, i tifosi sono sconcertati ed amareggiati per un risultato che non si aspettavano, fiduciosi di vedere la loro squadra del cuore riprendersi lo scettro del torneo, che malgrado tutto rimane aperto ad ogni possibilità. La lotta a tre continua, però il Napoli di  ieri non offre alcuna garanzia per il futuro. Non è neanche il caso di accampare alibi come le tante assenze, gli uomini per vincere contro gli isolani c’erano ma non hanno dato quello che dovevano. Se poi ci mettiamo anche l’errore del tecnico toscano nel cambiare assetto tattico con un modulo non congeniale che, già con l’Atalanta non aveva fruttato nulla, il quadro è completo. Paradossalmente il match è cambiato solo quando sono entrati il nigeriano e lo spagnolo, tenuti in panchina perchè non in buone condizioni. Probabilmente se fossero entrati, poco dopo l’inizio della ripresa, chissà, il risultato sarebbe potuto essere diverso: ovviamente con i se e coi ma non si va da nessuna parte. Il centravanti azzurro, al termine della partita, era a dir poco furioso. Avrebbe desiderato che  la gara proseguisse, almeno ancora un po’, tanto grande era la voglia  di potere realizzare una seconda rete che avrebbe consentito di ribaltare il risultato. Sta di fatto che, dopodomani c’è un altro match ball in Europa League, contro il Barcellona che di sicuro non verrà a Napoli in gita e la formazione partenopea potrebbe risentire della fatica dei tre impegni in sette giorni e del morale basso dopo la figuraccia rimediata in campionato. Un nuovo fallimento sarebbe deleterio soprattutto nella testa dei calciatori che a quel punto si sentirebbero ridimensionati. Oggi, il bicchiere risulta mezzo vuoto, tuttavia, il campionato pare volerci aspettare per forza. Infatti il Milan capolista, il prossimo 6 marzo, scenderà a Fuorigrotta per dare vita ad uno scontro diretto che potrebbe riaprire al Napoli le porte dello scudetto, naturalmente senza dimenticare l’Inter che deve recuperare la gara con il Bologna al Dall’Ara. Inutile dire che per continuare a sperare occorrerà dimenticare in fretta Cagliari e fornire prestazioni ben diverse da quella di ieri sera.

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