Gian Piero Ventura: “Nazionale? Non voglio più parlarne, ora tornerà il campionato e non se ne parlerà più. Sul Napoli…”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Gian Piero Ventura, allenatore.

“Nazionale? Non voglio più affrontare l’argomento onestamente. Le Iene mi hanno dato la possibilità di avere un monologo di due minuti in cui ho detto ciò che pensavo. La ferita di 4 anni fa è rimasta, anche quando l’Italia non ha battuto la Macedonia. Ieri c’è stata la lapidazione, oggi leggo che è colpa del sistema, cosa sulla quale sono d’accordo. Il problema è veramente di sistema. Sono scettico sulla soluzione di questi problemi, tra qualche giorno si parlerà di campionato e questi problemi saranno lontani.
Quando si è vinto lo si è fatto con Totti, Del Piero e Inzaghi in panchina. Oggi c’è la speranza che emergano calciatori del genere, magari serve anche coraggio per rilanciare i giovani. Campionato? In caso di non vittoria a Torino per l’Inter diventerebbe difficile ambire. In parte lo stesso discorso vale anche per il Napoli a Bergamo. Ma se il Napoli dovesse centrare partita e risultato diventerebbe l’antagonista principe e si giocherebbe lo Scudetto fino alla fine.
Problema assenze per il Napoli? In questo momento ciò che conta, al di là della qualità dei singoli, è la perdita di Osimhen, nessuno lo può sostituire. Però, al di là di questo, ora conta soprattutto la convinzione e la consapevolezza di ciò che sei e di ciò che si può fare. Alla fine bastava che non perdesse la partita contro il Milan e la classifica sarebbe stata ancora più stimolante. Chiaramente poi è il campo a parlare, vincere a Bergamo non è facile anche se non è più l’Atalanta di 6 mesi”.

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