Gli interventi di Gaspare Galasso, Francesco Baiano e Carmine Esposito a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gaspare Galasso, membro dell’entourage di Nicolò Zaniolo. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Zaniolo-Napoli, l’entourage: “0% di probabilità che possa vestire la maglia azzurra, può essere definita una grande cavolata”
“In genere resto nell’ombra, non mi piace intervenire su questioni che riguardano il futuro di Nicolò, ma quando sento queste notizie… Devo farlo oggi perché voglio che una piazza importante e calorosa come quella napoletana non si illuda. C’è lo 0% di probabilità che il romanista si trasferisca a Napoli. Questa notizia può essere definita una grande cavolata! Zaniolo sta bene alla Roma, la sua priorità è restare in giallorosso. Interesse di altri club? Certo, è ovvio, ma sono situazioni già note, come il fatto che piaccia, ad esempio, alla Juventus. Questo, però, non vuol dire che andrà via. Lo ribadisco: Nicolò sta bene alla Roma, ha trovato un grande estimatore in Mourinho e, ad oggi, non prende in considerazione altre destinazioni. Non capisco perché ogniqualvolta non giochi una gara, si dica che abbia litigato col mister o con la società. Questo ragazzo non può avere un affaticamento muscolare che subito si monta su un caso”.
Quale è il futuro di Zaniolo? E’ lontano dalla Roma?
“Non so dirti, decide il ragazzo. Non so perché si parla del suo futuro, se uno sta bene lì non so perché si parla di questo. Non ho mai parlato con lui di queste cose, la tematica non si è mai affrontata, non so perché non se ne parla. Che ci sia stato interesse di tantissimi club è risaputo, che c’è un suo interesse di andare altrove meno. Juventus? Non lo so, gli interessi sono noti a tutti. Quando dicono con certezza che c’è stato un accostamento al Napoli ti dico che non è vero”.
Su Kvaratskhelia
“Se siamo noi gli intermediari in Italia del Georgiano? Assolutamente no, altrimenti lo avrei detto senza problemi!”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Francesco Baiano, ex giocatore di Napoli e Fiorentina. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

C’è un po’ di magone riguardo alla questione infortuni che ti ha impedito di avere un’altra carriera?
“Sinceramente no, chi fa sport e il calciatore è soggetto ad infortuni. Sono contento della mia carriera, forse senza infortuni avrei fatto qualcosa in più in Nazionale, perché mi ruppi il crociato in quel periodo e non mi permise di essere presente in Nazionale nei Mondiali ed Europei”.
Avresti potuto ambire a qualche club più importante?
“Sono concreto, con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte. I miei infortuni non sono stati solo il crociato perché dopo sette mesi mi sono rotto il perone e una volta entrato mi sono rotto il menisco all’altro ginocchio. Ho dato tanto sotto il punto di vista degli infortuni, non sapremo mai se avessi potuto fare di più con club e nazionale”.
Quale è stato l’attaccante più decisivo tra le squadre in testa alla classifica?
“Sicuramente delle tre, tra Inter, Napoli e Milan, penso Osimhen. Ha determinato anche se non ha fatto tante partite tra infortuni e Covid. Quando ha giocato è stato più determinante degli altri attaccanti delle altre squadre”.
Sei stato più simile a Mertens o Insigne come ruolo?
“Più Mertens perché giocavo come esterno e poi sono diventato prima punta. Fu un’invenzione di Zeman a Foggia, poi a Firenze ho trovato uno dei più grandi attaccanti nella storia, Batistuta. Lì mi sono adattato come seconda punta. Metteva le scarpe “a guanto”, erano su misura, le sue dita dei piedi si notavano sulla scarpa. Erano precise”.
Come vedi il futuro della Fiorentina?
“Non ci voleva tanto a fare meglio degli ultimi tre anni, quando lottava per non retrocedere. Con l’arrivo di Italiano ho visto un cambiamento totale di mentalità della squadra, è stato molto bravo perché da dove è partita la Fiorentina non sono arrivati tantissimi giocatori, 4 al massimo, ma il suo lavoro ha cambiato totalmente il modo di vedere calcio. Negli ultimi tre anni giocava nella propria area di rigore, giocando in contropiede e sperando in qualche risultato per non perdere. Con Italiano ha portato mentalità completamente diversa, andare su tutti i campi per giocarsi ad armi pari la partita. Si sono visti risultati importanti, +20 punti in classifica”.
Quest’anno l’impatto maggiore lo ha dato Italiano o Spalletti al Napoli?
“Sinceramente tutti e due. Se tu alleni una squadra che ha lottato negli ultimi anni per non retrocedere, secondo me è più facile fare risultati importanti. Peggio di quello non si poteva fare. Sono arrivati tre giocatori secondo me determinanti, ovvero Torreira, Gonzalez, Piatek. Cabral anche è arrivato, questi due non sono all’altezza di Vlahovic, è un grande talento che può ancora migliorare e diventare tra i migliori cinque in Europa. Spalletti aveva un lavoro difficile, perché doveva portare la squadra minimo al quarto posto: vincere non è semplice e non è così scontato. Il Napoli è una squadra forte, mi auguro vinca il campionato, ma ci sono squadre che non sono migliori, ma sullo stesso livello del Napoli”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carmine Esposito, ex giocatore di Sampdoria e Fiorentina. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Empoli ha fatto un grandissimo lavoro ad inizio stagione, poi è calata nei risultati. E’ crisi o manca qualcosa?
“Penso sia solo una crisi dei risultati, nelle ultime partite l’ho seguita e l’Empoli gioca sempre bene. Mancano i gol, tranne Pinamonti fa gol con i centrocampisti e difensori. Non ha punte che possono fare la differenza, dopo un girone d’andata strepitoso”.
Ti ha sorpreso la crescita di Osimhen?
“E’ un giocatore straordinario, già l’anno scorso ho ammirato le sue gesta. E’ un ragazzo giovane, ha fatto bene lo scorso anno e sta facendo bene anche quest’anno. Può essere il centravanti del futuro in Europa”.
Quali sono i giocatori in questa stagione che ti hanno deluso di più?
“Feci un po’ di interviste su Lozano, è un giocatore che mi piace tantissimo che vedevo meglio di Callejon. Lui quest’anno sta giocando poco e sta deludendo un po’. E’ l’unico che sta deludendo un po’, anche se mi aspettavo di più da Politano. Anche lui è molto a corrente alternata, ma Lozano secondo me è la delusione”.
Zielinski anche va a corrente alternata
“L’ho conosciuto ad Empoli con Sarri, è un giocatore straordinario. Ha fatto sette anni di grande calcio e classe, è un calciatore che nel suo ruolo ce ne sono pochi. E’ normale che abbia dei cali, Spalletti ha trovato l’assetto a centrocampo mentre lo scorso anno si poteva giocare sempre con lui, mentre ora ne può fare a meno”.
Considerando il calendario delle squadre in vetta, qual è la favorita per lo Scudetto?
“Il Napoli ha Fiorentina e Roma, non vorrei dire niente ma loro hanno una chance in più. Il Milan non l’ho visto bene con il Bologna, ero allo stadio e non mi è piaciuto l’atteggiamento che c’è stato. Il Napoli ha dato una bella sterzata a Bergamo, l’Inter può avere chance in più. I partenopei sono un pochino avvantaggiata su tutte”.
E’ più difficile la Fiorentina o l’Atalanta per il Napoli?
“E molto difficile, conosco Italiano che ha dato forza alla squadra e l’ha cambiata tantissimo. Ha perso Vlahovic ma ha un buon gioco e buoni giocatori. Spalletti conosce bene l’ambiente, deve affrontarla come sa. Il Napoli non può più fare passi falsi come anche le altre, poi giocherà in casa e ci vorrebbero tre stadi per contenere tutti quanti”.
Il cammino di Inzaghi può essere considerato fallimentare al netto del possibile scudetto?
“L’Inter è partita come favoritissima per il campionato, a prescindere dal nome Inzaghi. Ha nomi importanti, ma Inzaghi non gli ha dato gioco, non l’ho vista giocare benissimo. Penso sia fallimentare per lui, anche con la Lazio ha fatto tanto nel girone d’andata mentre nel ritorno ci sono sempre stati problemi quindi ci sono delle cose che vanno riviste nel suo lavoro. Spalletti, invece, anche se non gioca bene ha un’idea di gioco e calcio, come lo stesso Milan”.
Il Napoli è +6 rispetto alla scorsa stagione: cosa ha portato Spalletti alla squadra?
“Ha portato calcio, a me il Napoli piace tantissimo come gioca. Ha sbagliato delle partite, è umano farlo, ma ha portato tanta tranquillità e serenità, oltre alla propria esperienza. Da quest’anno in poi può aprire un ciclo importante, me lo auguro per lui perché gli dissi che Napoli poteva essere la città per lui”.

 

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