Gli interventi di Walter Sabatini, Alessandro Sacco e Filippo Maniero a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Walter Sabatini, direttore sportivo della Salernitana. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Quanto ha creduto nella salvezza?
“Ci credevo per come mi avete visto crederci pubblicamente. Quando mi sono presentato in sala stampa sapevo che avremmo potuto salvarci, ci credevo più di tutti. Il sentimento della paura mi ha tenuto vivo, per questo ero così convinto che ce l’avremmo fatta.”
Sulle scelte di mercato per la Salernitana
“Sono andato sui giocatori che avevano il giusto profilo morale per la nostra causa. Ho selezionato quelli che avevano determinati principi e valori, oltre che la voglia di tornare protagonisti in campo. In quel momento non erano in tanti a voler venire a Salerno, e quando ho notato diffidenza non ho esitato a chiudere la porta.”
Quanto è contato il suo status a Salerno e il rapporto con i tifosi
“Conta più di ogni cosa, perché sono stati i tifosi della Salernitana a darmi quel valore di ‘essere Walter Sabatini’. Quando ho visto questa meravigliosa generosità di giudizio da parte del popolo granata, ho creduto di dover essere Walter in tutto e per tutto, e ho voluto essere ciò che la gente ha voluto che fossi. Qui sono stato trattato in maniera magnifica, quasi divinizzato, e io ho tratto molta forza da questo sentimento. I tifosi sono i veri proprietari di un club, perché un club senza tifosi non è tale. Il presidente Iervolino si prende i suoi rischi attraverso i suoi soldi, e questo è ormai sempre più raro nel calcio moderno.”
Sulle difficoltà nell’operare sul mercato
“La gente parla senza sapere, e faccio riferimento anche ai tanti opinionisti che fanno i liberi pensatori, ma che di fatto sono solo liberi, ma pensano poco. Operare sul mercato è stato difficile. Io ho fatto sempre si, nella mia carriera, che i presidenti spendessero meno soldi possibile, ed ho sempre cercato di mantenere questa linea.”
Sulle potenzialità del progetto Salernitana
“La Salernitana è in ottime mani: ha una società seria, solida e visibile. Iervolino e i suoi uomini sono persone chiare e che si espongono. Uno dei segreti dell’Atalanta, ad esempio, è stata l’esposizione della famiglia Percassi, ed è la stessa caratteristica che sta presentando la Salernitana.”
Sulla gestione del prossimo mercato
“Non faremo nessuno stravolgimento. Ci saranno aggiunte mirate in accordo con Nicola. Il mister è molto legato a questo gruppo ed è giusto mantenere questa struttura. Però ci saranno degli innesti mirati e collocheremo al meglio la rosa anche in uscita. Conferma Nicola? Certo che puntiamo su Nicola, lui ha portato tante cose alla Salernitana, non solo i risultati. Non ci è mai balenato nella testa di fare una scelta diversa. L’indiscrezione su Cannavaro? Fuori luogo il suo nome associato alla Salernitana, con tutto il rispetto per lui, al momento è impossibile non puntare su Davide Nicola.”
Su Cavani
“È una suggestione del presidente Iervolino. Cavani non c’entra nulla con la Salernitana. Parliamo di un calciatore che ha guadagnato dieci milioni nell’ultima stagione, è ben al di fuori dei parametri economici della Salernitana. Dovrei poi dire agli altri ragazzi che devo tagliargli l’ingaggio del 70%, dunque anche in questo caso parliamo di un’associazione fuori luogo.”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Alessandro Sacco, di ‘Serie AL femminile’. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Questa settimana si sono giocate le finali di Woman Champions League e di Coppa Italia
“Si, c’è stata questa importantissima finale europea settimana scorsa. Le francesi hanno vinto 3-1 e il Barcellona non è riuscito a rimontare nonostante il gol del pallone d’oro Alexia Putellas. Il Lione aveva eliminato la Juve nelle Semifinali. La Juventus ha fatto un grande lavoro. Ha vinto il tripletino italiano ed ha portato l’Italia ai vertici della Champions League femminile. Grandi meriti a Montemurro per la mentalità che ha portato.”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Filippo Maniero, ex calciatore di Milan, Venezia e Torino. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Se fossi stato al Milan in questa stagione, avrebbero vinto prima lo Scudetto…
“Penso che parliamo di due epoche diverse, anche su come il calcio viene proposto, difficile ipotizzare questo. Il Milan, nonostante non abbia avuto un attaccante da 20/25 gol, ha comunque vinto lo scudetto. Questo ti fa pensare che nel calcio di oggi, anche se non hai punte importanti, puoi realizzare cose importanti. Diciamo che le caratteristiche che avevamo una volta erano completamente diverse rispetto a quelle che presentano gli attaccanti di oggi, noi vivevamo per il gol, oggi si arriva in rete anche attraverso il gioco”.
Sul Milan che verrà
“Il salto di qualità non è facile da compiere, perché bisogna azzeccare le scelte e sbagliare poco o nulla. Il Milan ha intrapreso un percorso giusto e le cose stanno andando bene. Io penso che loro faranno degli investimenti mirati, in linea con le idee dell’allenatore, senza grossi stravolgimenti. La società ha fatto un lavoro molto importante”.
Su Osimhen
“Osimhen mi ha sorpreso, perché non lo conoscevo. Ha dimostrato di essere un attaccante di grande livello, e penso che il Napoli debba essere molto grato a Victor per l’apporto dato in questa stagione. Il Napoli deve ripartire da lui se vuole ambire a qualcosa di importante, poi ovviamente a livello di rosa dovrà essere fatta qualche altra operazione, ma Osimhen è secondo me fondamentale per ripartire. Senza di lui, il Napoli non avrebbe fatto lo stesso percorso”.
Vlahovic promosso, rinviato o bocciato?
“Se valutiamo la stagione nella sua interezza, promosso a pieni voti. Se parliamo della finestra juventina non dico rimandato, ma è evidente che ha avuto delle difficoltà. Io penso che lui debba essere giudicato l’anno prossimo, in modo che possa partire con calma e serenità in un grande club quale è la Juve. Diamogli tempo, è un grande calciatore”

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