Gli interventi di Oscar Damiani, Gianni Bezzi e Antonello Perillo a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Damiani, ex calciatore di Napoli, Inter e Milan. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

“Cedere Koulibaly? Parto da un presupposto: si può far a meno di qualunque calciatore. La cosa che conta di più in una squadra è il gioco, l’ambiente, la squadra. Detto questo, Kalidou è un calciatore fondamentale per il Napoli ma ci sta che dopo qualche anno voglia guardarsi intorno e cambiare aria. Certo è che sostituirlo non sarà per niente facile. Un giocatore per sostituirlo? Un altro come lui non c’è. In Italia non ci sono calciatori dello stesso livello per cui bisognerebbe andare a cercare all’estero, ma poi ci sarebbe il bisogno di integrare questo giocatore in un campionato complesso come il nostro. L’ideale sarebbe confermare il senegalese pagandolo il giusto, ma magari il presidente per il suo budget e per le sue politiche ha idee diverse. De Laurentiis? Tutte le squadre vogliono vincere, non solo lui. Il presidente è un uomo di comunicazione e di certo non può dire che in una città come Napoli si lotti per l’Europa League, ma vincere dipende da tanti fattori differenti. Cosa manca al Napoli? Domanda difficile a cui rispondere. Ovviamente la storia fa la differenza: il Milan e l’Inter hanno vinto di più nell’ultimo secolo… Ciò detto, il Napoli è una squadra che oggi è all’altezza di poter vincere, perché è una società sana e ha un buon allenatore con cui sta costruendo un buon percorso. Con un mercato all’altezza si può certamente fare bene anche l’anno prossimo. Pogba alla Juventus? Non amo i cavalli di ritorno, nonostante Pogba sia un grande campione. Credo sia più importante puntare sui giovani di prospettiva, ma queste sono scelte sulle quali io posso dire ben poco. Gestire una società non è facile e bisogna magari pensare al budget che si ha a disposizione. Kvaratskhelia? Non lo conosco come calciatore, ho visto solo qualche spezzone di partita. Mi fido però di Giuntoli e dei suoi osservatori: l’unico problema può essere quello dell’inserimento perché la nostra realtà è molto tattica, avrà bisogno di tempo. Bernardeschi? Sicuramente è un buon calciatore, ha fatto delle buone partite anche senza una grossa continuità. A Napoli uno come lui potrebbe far bene, è una buona soluzione”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto il giornalista Rai, Gianni Bezzi. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

“Nazionale fuori dai Mondiali? C’è un problema di fondo molto importante…per costruire qualcosa di buono bisogna innanzitutto fare una serie di cambiamenti, cominciando dai settori giovanili e dal vivaio. Non possiamo pensare che l’Italia non vada al Mondiale per 8 anni e che sia un fatto casuale. Non siamo stati solo sfortunati, è che i ricambi generazionali si fanno costruendo dal basso, dal coraggio di mettere in campo dei ragazzi di grandi prospettiva. Ci dev’essere un lavoro nuovo che deve partire dalle scelte degli allenatori, che non vanno criticati quando vanno a mettere in campo dei giovani nelle squadre di club. I tifosi vogliono nomi affermati ma non si fa così, noi stiamo pagando questo. Abbiamo sempre avuto una grande tradizione vincendo i grandi eventi con le grandi difese, penso a Nesta, Cannavaro… ma ora c’è bisogno di un’evoluzione diversa. Sapere che ci sono dei bambini che non hanno mai visto un campionato del Mondo è un fatto grave e le responsabilità sono nostre. Aggiungo poi un’altra cosa: com’è possibile che l’Italia abbia avuto tra Europei e Qualificazioni Mondiali l’attaccante più prolifico del campionato italiano e che quest’ultimo abbia avuto così tante difficoltà? La risposta per me riguarda le caratteristiche di Immobile. Prendiamo ad esempio Ancelotti, che ha vinto la Champions e ha parlato chiaro. Ha sentenziato che non è la squadra che deve adattarsi all’allenatore, ma è l’allenatore che deve adattarsi ai calciatori. Ma se Immobile ha segnato così tanto in questi anni, perché Mancini non ha adattato il suo gioco a una punta così? C’è troppa ossessione per gli schemi. Lazio su Mertens? È un giocatore che può dare un contributo sensazionale perché ha una qualità nel vedere la porta straordinaria. Può fare il centrale ma anche l’esterno con grandi risultati. Bisogna vedere come interpreta il calcio Sarri, se andrà avanti questo matrimonio a Roma. Per quanto ne so, Sarri è molto contrariato per quanto riguarda la campagna acquisti che la Lazio ha in mente di fare. C’è poca chiarezza con Lotito al momento. Il problema di Mertens può essere solo l’età, anche perché i biancocelesti dovrebbero cercare di realizzare una rosa un po’ più fresca, più giovane e fisicamente atletici. C’è bisogno di gamba per il gioco che il tecnico vuol trasmettere ai suoi. Vedo il belga più come una soluzione per la panchina. Sarri resta? Il problema è che serve una rosa competitiva, serve un portiere così come serve un centrocampista e qualche attaccante esterno. È una rosa che deve modificarsi in maniera profonda, Lotito invece cerca di comprare svincolati, di spendere poco. Senza segnali ben precisi credo che Maurizio possa lasciare e dirlo chiaramente, anche davanti alle telecamere. Serve che la Lazio faccia attenzione a queste dinamiche”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonello Perillo, direttore TGR Rai Nazionale. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

“Nuove generazioni allontanate dal calcio? Magari una volta sarebbe successo, adesso c’è una trasmissione praticamente perenne. Si seguono tutti i campionati sulle diverse piattaforme, per cui le nuove leve avranno comunque modo di seguire il pallone. Di certo accettare questa situazione (l’Italia fuori dai Mondiali ndr) è un dolore difficile da digerire. Mondiali mancati? C’è stata sfortuna, se Jorginho avesse segnato quel rigore… così anche negli spareggi, dove alcuni simboli non hanno giocato la loro migliore partita. Mancini avrà peccato di gratitudine eccessiva verso alcuni calciatori che non lo hanno ripagato. Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano ad ogni modo, nonostante resti l’amaro in bocca. Personalmente ho visto con favore la riconferma del tecnico, che resta uno dei più bravi al mondo. Ha fatto benissimo anche in Premier League, non dobbiamo dimenticare le sue qualità e il suo percorso. Insigne? Il fatto che vada a giocare così lontano, in un campionato così competitivo, potrebbe penalizzarlo per quanto riguarda la Nazionale. De Laurentiis? Ho visto Spalletti sorpreso da alcune uscite, specie quella riguardo allo Scudetto. Forse non se l’erano ancora detti. Spalletti non si tirerà fuori da un’eventuale lotta al titolo, ma dovrà vedere prima che merce avrà a disposizione. Forse questo voleva nascondere la sua smorfia (sorride, ndr). Sappiamo tutti, e in questo bisogna dire che ADL è stato onesto, che ci sarà un tetto di ingaggi e andranno contenute molte spese. Questo non può che condizionare il mercato del Napoli, pur essendo stati gli azzurri tra i primi a muoversi in questa finestra”.

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