Gli interventi di Alessandro Canovi, Giuseppe Bruscolotti e Franco Camozzi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione e Mattia Fele in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Alessandro Canovi, agente Fifa. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Dybala ha mollato la Juve, ma sembra che l’Inter sia restia ad affondare il colpo: il passaggio dell’argentino dai bianconeri ai nerazzurri si farà?
Bella domanda. Chiaramente l’Inter, con l’arrivo di Lukaku, sembra essere al completo, anche perché non è ancora uscito nessuno. Si parla delle uscite di Sanchez e Skriniar, ma, per ora, non si è fatto nulla. Avanti sono completi, e non credo alle voci di una cessione di Lautaro. Mercato stranissimo, in cui sono tanti i calciatori in scadenza, una situazione stranissima. Le plusvalenze non servono più, si parla solo del valore dei calciatori. La Joya, fino ad un paio di anni fa, valeva molto di più, mentre oggi vale tanto dal punto di vista tecnico ma poco economicamente”.
Un altro in scadenza è Dries Mertens: si può trovare un accordo in extremis col Napoli?
“Anche lì dipende dalle future cessioni, se ci saranno, dei calciatori azzurri. Io mi auguro di no, ma se dovessero uscire Osimhen e Koulibaly, sarebbe un disastro. Preventivamente mi terrei il talento belga, è un calciatore importante per la storia azzurra, anche se l’età non depone a suo favore, ma continua a giocare ad altissimi livelli. Bisogna capire anche le sue pretese economiche, e se abbia o meno richieste. I parametri zero, quest’anno, sono tanti, quindi anche per lui c’è concorrenza”.
Adl dovrebbe fare uno strappo alla regola per Koulibaly?
“Dal lato sportivo direi assolutamente sì, perché trovare un altro Kalidou è impossibile da trovare. Ha fatto tanta esperienza ed oggi è un calciatore completo. Dal punto di vista umano è lo stesso, è un ragazzo che merita. Mi auguro che non arrivino offerte inglesi, perché lì sarebbe difficile rifiutare”.
Che anno è stato quello di Thiago Motta?
“Una stagione bellissima, fondamentale, sia per il club che per la sua esperienza. Dopo venticinque anni da calciatore ad lato livello, ha dimostrato di essere anche un ottimo allenatore. Insieme ai suoi ragazzi hanno raggiunto un risultato pazzesco. Ieri ha risolto il contratto con lo Spezia, io lo seguo da vent’anni e posso dirvi che oggi valuteremo solo progetti importanti, senza badare all’aspetto economico. Se mi ha parlato di Daniele Verde? Lui lo conosco benissimo anche io, fin dai tempi della Roma. Tecnicamente è sempre stato fortissimo, con dei colpi importanti, ma ora si è completato aggiungendo anche un carattere importante. Lui si sente bene ed importante a Spezia, pertanto non sarà facile strapparlo ai liguri. So che ultimamente ha rinnovato, ma di fronte ad offerte di club importanti, come quelli che merita Daniele, può accadere tutto”.
Spalletti ha parlato di portieri bravi con i piedi come conditio sine qua non: può essere motivo di diatriba tra il tecnico ed Adl per il rinnovo di Meret?
“Bella domanda! Bisogna partire dalle caratteristiche dei due personaggi, Spalletti e De Laurentiis. Entrambi personalità fortissime, Adl ha dalla sua tutto il buono fatto in questi 18 anni. Meret è un buon portiere, ma bisogna capire come vuole giocare la squadra. Con la costruzione dal basso, forse, deve migliorare un po’, ma la società ha il dovere di salvaguardare gli interessi economici, soprattutto gli investimenti importanti come quello fatto per Alex. In certe condizioni, l’allenatore deve capire la situazione economica del club, ma il tecnico toscano si è guadagnato voce in capitolo grazie alla grandiosa stagione passata in cui ha portato i suoi ragazzi a contendere lo Scudetto a Milan ed Inter. Bisogna trovare un compromesso”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Giuseppe Bruscolotti, storico ex capitano del Napoli. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Oggi è l’anniversario di Olanda-Italia con i miracoli di Toldo, che diventò titolare in seguito all’infortunio di Buffon: all’epoca si cadeva sempre in piedi? C’era più qualità?
“Avete detto bene, la qualità si è abbassata. Il calcio è cambiato, i settori giovanili non sono stati più curati come un tempo, perché si è deciso di investire sugli stranieri anche a quella età. Questo ha portato alle serie difficoltà che viviamo oggi: dopo la vittoria dell’Europeo non ci siamo qualificati ai Mondiali. Le altre nazioni hanno calciatori più forti? No, è che li allevano meglio. Sui ragazzi bisogna lavorarci tanto e su grossi numeri per poi averne sei o sette di alto livello. Come può ripartire la Nazionale? Il grosso del lavoro devono farlo le società puntando sui ragazzi italiani. La Primavera del Napoli, ad esempio, ha dovuto lottare per non retrocedere, mentre la prima squadra ha lottato per lo Scudetto”.
Zerbin, Zanoli e Gaetano potrebbero restare: è giusto?
“L’inserimento in una squadra di vertice come il Napoli è diverso rispetto a quelle di metà classifica. Le occasioni non mancano mai, e non mancherebbero nemmeno per questi ragazzi, ma quando hai una rosa così completa e forte, non so quanto convenga a questi giovani restare. Io gli farei fare un paio di anni in prestito”.
Come si potrebbe sostituire, in campo e nello spogliatoio, un calciatore ed un uomo come Koulibaly?
“Io non so se andrà via, questo potrebbe essere il momento che Kalidou lasci il Napoli, ma creerebbe grossi problemi a Spalletti: non è semplice sostituire un calciatore così forte in un ruolo così importante. Poi ovvio, bisogna vedere chi sarebbe il sostituto: se arriva un giovane fenomeno, magari si può trovare la quadra. Comunque, se non sarà oggi, sarà domani: tutti i calciatori vanno via, prima o poi, e la società deve iniziare a ragionare in questo senso. Al massimo andrà via nella prossima stagione”.
Che ne pensi del caso Politano? Giusto fare uno sforzo per trattenerlo?
“Vanno rispettate le idee e le scelte di tutti, ma se uno vuole andare via, che lo faccia. I tifosi lo devono sapere. Le porte sono aperte, se non vuoi restare, vattene. Il suo procuratore ha detto che il ragazzo vuole giocare di più, ma io gli chiederei: Politano ha giocato trenta partite, ma quante ne ha finite? Tramite il suo agente ha fatto sapere di volere più spazio, ma la verità, nel calcio, è per pochi: queste parole sanno tanto di giustificazione. Chi vuole andare, se ne deve andare, noi non dobbiamo trattenere nessuno”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione e Mattia Fele in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Camozzi, agente Fifa e dirigente dello Spartak Mosca. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Le informazioni fuorvianti relative al calciomercato che arrivano dalla stampa, da chi partono? Club, procuratori, giornalisti o altro?
“Il Napoli è fortunato perché ha un grande direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, mio grande amico e grandissimo professionista. I cortocircuiti nelle notizie nascono quando c’è la volontà da entrambe le parti di chiudere una trattativa, ma magari nasce qualcosa che fa andare la questione in stallo. Nel calciomercato sono poche le situazione che filano lisce. Ad ogni modo, credo che gli azzurri riusciranno a portare a casa tutti gli obiettivi, mettendo a disposizione di Spalletti una rosa competitiva”.
Sui calciatori in scadenza, come Koulibaly e Mertens, che idea ti sei fatto?
“Le trattative si fanno sempre in due, e la volontà del calciatore è quella più importante. Ad esempio, per me, un calciatore come Mertens dovrebbe restare al Napoli, e dovrebbe essere lui stesso ad andare incontro alla società. Non è detto che cedere qualcosa sulla parte fissa dell’ingaggio voglia dire guadagnare di meno, perché poi ci sono i bonus, e attraverso questi si evita di dare stipendi sballati. Insomma, un accordo si può trovare con un po di ‘sacrificio’ da entrambe le parti. E chiedo scusa per aver usato la parola ‘sacrificio’ in un momento così difficile. Se il belga dovesse andare via, credo che sarebbe lui a perderci di più”.
Anche Fabian Ruiz è in scadenza, e potrebbe essere messo ai margini della rosa: se così fosse, condivideresti la scelta societaria?
“Difficile giudicare da fuori, non conosciamo i motivi della società. Ciò che posso dire è che Fabian è un gran talento, con un mancino importante ed un ottimo fisico. Per me è uno dei migliori in Europa nel suo ruolo, um giocatore fortissimo. Poi, se la società lo metterà ai margini, la società avrà avuto le sue ragioni”.
Lavori con lo Spartak Mosca: quali sono le prospettive del calcio in Russia?
“Sono stato ospite del Napoli dopo la sconfitta degli azzurri in Europa League contro di noi. Sono stato con Giuntoli ed alcuni calciatori. Questa situazione è particolare soprattutto per quelli come me che fanno parte della società ma sono un più ai margini rispetto ai calciatori. La situazione politica è quella che è, ma sono fermamente convinto che lo sport debba unire e non dividere. Punire gli sportivi per decisioni politiche, che nulla hanno a che vedere con gli sportivi, lo trovo ingiusto. Noi che facciamo parte del movimento sportivo non possiamo essere messi in disparte per delle scelte che non sono nostre. Lo sport deve portare un messaggio: c’è bisogno di confronto e dialogo. Ovvio che poi, politicamente, la situazione è gravissima e delle decisioni vanno prese. Domani scadrà il mio contratto con lo Spartak e non credo di rinnovarlo: dopo sei anni è giusto che le nostre strade si separino. Contento per la vittoria dei miei contro il Napoli? Certo, ma anche triste per il mio amico Giuntoli e per aver fatto bene contro una squadra italiana. Dove andrò? Per adesso mi concentrerò su di me: dopo sei anni di consulenza, con i colpi che ho fatto, è ora di aprire un nuovo capitolo, sperando di poter collaborare con altri club in Europa, forse in Francia. Ho un grande orgoglio per quanto fatto in Russia e mi sentirò sempre legato a loro”.
Un giudizio su Kvaratskhelia?
“Ricorda molto Lozano. Se trova continuità a livello fisico, può diventare una grande sorpresa positiva. Può garantire imprevedibilità, e so che Spalletti ed i suoi lo metteranno nelle migliori condizioni per rendere al massimo. Non bisogna aspettarci un exploit immediato, ci vorrà un po’ di tempo perché la Serie A non è semplice come il campionato russo, ma il ragazzo ha grandi numeri ed il Napoli ha fatto un grande acquisto anche per il futuro. Ripeto: il suo unico difetto, se così vogliamo dire, è la tenuta fisica: se migliorerà sotto questo aspetto, si rivelerà un grande calciatore”.

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