La parsimonia di De Laurentiis: un aneddoto di Luigi de Magistris

In quasi venti anni di presidenza i tifosi del Napoli hanno imparato a conoscere Aurelio De Laurentiis, e sanno che è un patron molto attento alla gestione economica della società. A confermare questa tesi concorre un aneddoto raccontato da Luigi de Magistris, risalente ai primi mesi del mandato di sindaco. L’ex primo cittadino è intervenuto da Dimaro nella trasmissione di Casa Napoli.

“Io ero da poco sindaco, mi chiama il presidente De Laurentiis e mi dice ‘Sindaco, ti devo parlare con molta urgenza. C’è una cosa urgentissima’. Io risposi: ‘Sì presidente, oggi però purtroppo non posso perché ho un’agenda fittissima. L’ultimo appuntamento ce l’ho alle 22, vieni alle 22.30 a Palazzo San Giacomo. Se è urgentissimo, ci mancherebbe altro, anche di notte’. Lui viene (ve la faccio breve perché lui ha premesse e preamboli abbastanza lunghi, a volte anche piacevoli perché senza tensioni abbiamo fatto anche chiacchierate piacevoli) e mi dice: ‘C’è un problema, si è rotto il telone che copre il prato quando piove. Si tratta di poco più di mille euro che bisogna mettere e secondo la convenzione questi soldi li deve mettere il comune’. Io dissi: ‘Aurè scusami, mi hai detto che era una cosa urgentissima, pensavo che se ne stesse cadendo lo stadio‘. Là capii che sarebbero stati dieci anni non facili”.

Un aneddoto curioso e anche simpatico, almeno fin quando non si pensi allo stato delle casse del Comune di Napoli. È infatti cosa nota che per anni la SSC Napoli non ha pagato il canone per l’utilizzo del San Paolo, circostanza resa nota più volte proprio da Luigi de Magistris, il quale però non è riuscito in dieci anni a farsi corrispondere quanto dovuto e stabilito dalla stessa convenzione di cui parlava De Laurentiis. Il presidente del Napoli, si presume, alla fine sarà riuscito a fari dare i circa mille euro dal Comune, ma il Comune non è riuscito a farsi la somma stimata in 1,5 milioni limitatamente all’epoca dell’amministrazione de Magistris. All’atto dell’insediamento di Gaetano Manfredi il debito è salito a 3,5 milioni.

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